"Un'accelerazione da parte del ministero della Sanità afgano, e quindi da parte
del governo di Kabul, non è né piacevole né utile in questo momento. Anzi potrebbe
essere vista come un atto contrario all'amicizia con il popolo italiano e con
il nostro governo". Con queste parole, il viceministro agli Esteri, Patrizia Sentinelli,
con delega alla Cooperazione internazionale, ha commentato ieri la decisione del
governo Karzai di rilevare le strutture dell'Ong italiana in Afghanistan.
Ospedale Kabul a governo italiano. Decisione confermata, sempre ieri, da Abdullah Fahim, portavoce del ministro
afgano della Sanita', il quale in un'intervista telefonica con l'agenzia Apcom
ha anche rivelato che, fra le ipotesi al vaglio delle autorità afgane per la gestione
dell'ospedale di Emergency di Kabul, c'è quella del governo italiano attraverso
la Cooperazione.
"Un'opzione per Kabul - ha detto Fahim - è il governo italiano, la Cooperazione
italiana. Per il momento non posso dare dettagli, ma il governo italiano ha dei
rappresentanti in Afghanistan e stiamo portando avanti contatti ufficiali con
loro. L'opzione resta aperta anche ad altre agenzie internazionali", ha aggiunto
il portavoce. "Da parte nostra non ci sono preclusioni, ma certo preferiremmo
che l'ospedale continuasse a essere gestito da italiani".
Lashkargah a Cicr e Anabah a governo Kabul. Fahim ha parlato anche della sorte degli altri due ospedali di Emergency.
Per quanto riguarda la clinica di Lashkargah nell'Helmand, riferisce Fahim, "sono
già state concluse le trattative con il Comitato Internazionale della Croce Rossa
(Cicr) che molto presto si insediera' nella struttura per far fronte alle esigenze
della popolazione locale" dichiara.
L'ospedale di Anabah, nel Panjshir, secondo Fahim e' gia' stato riaperto sotto
la gestione diretta del governo centrale di Kabul che impiegherà per questo progetto
una bella fetta dei fondi speciali internazionali destinati ai servizi di base
nelle tre province disagiate di Panshir, Kapisa e Parvan.