26/05/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Caso Betancourt, le Farc tendono la mano alla Francia e Uribe stupisce con un annuncio a sorpresa
Caso Betancourt, le Farc tendono la mano alla Francia di Nicolas Sarkozy e Uribe stupisce con un annuncio a sorpresa. “Le sue raccomandazioni saranno decisivo nel riuscire a far tornare a casa doña Ingrid e gli altri ostaggi scambiabili”, parola di Raul Reyes, il portavoce delle Forze armate rivoluzionarie della Colombia, che in un'intervista lampo rilasciata all'agenzia di stampa locale Anncol, ha parlato del ruolo che il nuovo capo di stato d'oltralpe potrà svolgere nelle trattative per il rilascio della franco-colombiana, prigioniera delle Farc dal 22 febbraio 2002.

Raul Reyes, portavoce delle FarcNemico dello scambio. “Noi delle Farc ribadiamo nuovamente al presidente Nicolas Sarkozy e al popolo francese – ha precisato Reyes – il nostro indeclinabile impegno a cercare di realizzare uno scambio di prigionieri, per il quale è assolutamente indispensabile contare sulla garanzia di avere i municipi di Florida e Pradera liberi dalla forza pubblica. Un suo impegno in questo senso sarà cruciale”. Quindi un riferimento diretto ad Alvaro Uribe, il capo di stato colombiano che finora ha sempre posto i bastoni fra le ruote a ogni accordo con le Farc: “Signor presidente, sappia che né le bugie, né le infamie, né gli improperi di Alvaro Uribe, nemico acerrimo dello scambio, cambieranno i fini di una organizzazione rivoluzionaria con alle spalle 43 anni di battaglia per la nuova Colombia, la grande patria e il socialismo”.
 
Melanie, figlia di Ingrid Betancourt, Nicolas SarkozyA braccia aperte. I guerriglieri, dunque, tornano a battere sul tasto dell'interscambio umanitario, sottolineando la loro disponibilità a incontrare quei paesi europei che anche nel 2005 si erano impegnati attivamente affinché le due parti trovassero un accordo e lo rendessero possibile. “Da parte nostra – precisa Reyes - esiste una volontà totale di incontrare gli emissari dei governi di Francia, Svizzera e Spagna, incontri che si realizzeranno non appena disporremo delle condizioni favorevoli per riceverli.
 
La priorità di Sarkò. Un messaggio, questo, che arriva dopo un botta e risposta fra Parigi e Bogotá, esemplare della posizione ferma imposta da Sarkozy e dal ministro degli Esteri Bernard Kouchner sulla vicenda Betancourt. All'iniziativa presa sabato scorso da Uribe di riportare a casa con la forza la franco-colombiana, Quai d'Orsay ha reagito con un immediato “no”, dietro il quale si sono schierati anche i familiari della ex candidata alla presidenza della Colombia. La figlia, Melanie, il figlio, Lorenzo, e il loro padre, reduci da un incontro all'Eliseo col neo presidente, hanno reagito con stizza e rabbia all'ennesima sparata di Uribe. Un blitz sarebbe molto pericoloso per l'incolumità degli ostaggi e non darebbe nessuna garanzia del risultato.
 
Ingrid BetancourtLe reazioni. “Mi sembra comprensibile che le Farc si mostrino favorevoli (alle negoziazioni ndr) e si dicano disposte a parlare con l'inviato francese per fare avanzare questa iniziativa”, ha spiegato il ministro degli Esteri colombiano Fernando Araujo, durante una conferenza stampa. Poi, allineandosi a quanto dichiarato da Uribe a proposito di un'azione militare per liberare gli ostaggi ha detto: “Qui, non si faranno i giochetti con i banditi delle Farc, qui, non ci saranno zone smilitarizzate”.
Per l'esponente del comitato in favore di Ingrid Betancourt, Hervé Marro, ascoltato da Le Monde, il messaggio delle Farc è relativamente positivo e “logico”, dato che la Francia sta mostrando “tutta la sua determinazione”. Secondo Marro, occorre credere a questa mano tesa dei guerriglieri a Sarkozy: “La guerriglia vede che Sarkozy ha preso il dossier in mano e conta di risolverlo positivamente. Le Farc non hanno nessun interesse a continuare a passare per boia inumani, ne va della loro credibilità, che è già ben compromessa”.
 
Mossa strategica. In tutta risposta, ecco che arriva l'annuncio a sorpresa di Uribe: “Per ragioni superiori di convenienza dello Stato, prima del 7 giugno libererò parzialmente o totalmente'' i guerriglieri delle Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc) prigionieri nelle carceri colombiane. A riferirlo Radio Caracol. Senza meglio specificare, ha precisato che è ''un primo passo verso un eventuale scambio umanitario”.
 

Stella Spinelli

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