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Un ostacolo alla terapia. Msf, concentrandosi su Lesotho, Malawi,
Mozambico e Sudafrica, sottolinea come la mancanza di operatori
sanitari rischi di “vanificare gli sforzi per rendere le cure contro
l’Hiv/Aids accessibili al maggior numero di pazienti nell’Africa
Subsahariana”. L’Hiv è doppiamente protagonista di questa mancanza: da
un lato ha aumentato le necessità di cure in sistemi sanitari già
carenti, dall’altro è stato causa di morte anche fra il personale
sanitario, riducendo ulteriormente le forze disponibili. E il numero
ridotto di operatori sanitari “è largamente riconosciuto come uno degli
ostacoli maggiori al raggiungimento di chi ha ancora urgentemente
bisogno di terapia antiretrovirale”, si legge nel rapporto. “L’accesso
ai farmaci è una condizione necessaria ma non sarà sufficiente per
salvare milioni di vite a rischio se non viene data la priorità anche
ad assicurare il personale necessario per provvedere al
trattamento”. Un allarme dunque, perché si trovi una soluzione: “Senza
la garanzia di condizioni di lavoro accettabili e di salari regolari”,
dice Msf, “nessun Paese potrà mai contare su uno staff sanitario di
qualità”.
Il frutto di pochi investimenti. L’allame sulla carenza nei Paesi
poveri di personale sanitario, inteso come coloro che svolgono un’attività
finalizzata al miglioramento delle condizioni di salute, era stato al
centro della Giornata mondiale della salute del 2006 (il 7 aprile),
chiamata ‘Working together for health’. Dedicandovi la giornata,
l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) aveva richiamato
l’attenzione sull’importanza del lavoro svolto dagli operatori
sanitari, “cuore dei sistemi sanitari”, e sulla crisi nel settore. Una
mancanza di operatori frutto, dice l’Oms, di “decadi di
sottoinvestimenti nella loro educazione, formazione, salari, ambiente
di lavoro e gestione”. Anche in occasione di quella giornata, era stato
sottolineato come nell’Africa Subsahariana tale vuoto di personale si
combinasse con l’epidemia di Hiv/Aids, con una stima di 750mila
operatori sanitari per una popolazione di 682 milioni persone. In
percentuale, l’Oms riporta che questa area, con l’11 per cento della
popolazione del pianeta e il 24 per cento del carico complessivo delle
malattie, può contare soltanto sul 3 per cento del personale sanitario
mondiale.
Personale e formazione. Il vuoto di personale, più in generale, veniva
calcolato dall’Oms come superiore a 4 milioni di soggetti impiegati
nell’ambito sanitario in 57 Paesi (36 nella sola Africa Subsahariana),
con ricadute sulla salute infantile e materna, sulle diverse malattie
infettive e croniche, in combinazione con una mancanza di formazione.
Il rapporto dell’Oms del 2006 sottolineava la necessità di ulteriori
investimenti e passi da compiere in questo settore. A distanza di
poco più di un anno il rapporto di Msf sottolinea ancora una volta la
gravità della situazione e l’importanza di interventi urgenti.
Valeria Confalonieri
Parole chiave: salute, personale sanitario, Hiv/Aids, accesso alle cure