26/05/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Le chiese in Brasile sono come lupi che attaccano il gregge. Per questo i fedeli fuggono
scritto per noi da
Emerson Fontinelle*
 
Agli inizi di maggio abbiamo ricevuto la visita del Santo Padre, il Papa Benedetto XVI. Sono stati cinque giorni caratterizzati da un’intensa agenda fatta di messe, incontri con giovani, vescovi, ma soprattutto dedicata ai lavori della V Conferenza Episcopale Latino-americana e caraibica nella città di Aparecida, São Paulo, Brasile. Migliaia di persone hanno accolto colui che per i cattolici è il rappresentante di Cristo in terra. In tutte le sue apparizioni pubbliche il Sommo pontefice ha ricevuto grandi manifestazioni di devozione, a differenza del modo circospetto con cui era guardato il vecchio cardinale Ratzinger, chiuso nella sua intellettualità. Questo però non è stato un semplice viaggio: la chiesa cattolica si è detta preoccupata per la perdita dei suoi fedeli che si rivolgono sempre di più alle varie chiese evangeliche, pentecostali e neo-pentecostali.  
 
Fedeli in preghieraIl Brasile è una terra assetata di Dio. Le sue genti cercano Dio in tutte le cose. E' un aspetto che si ritrova sin dai tempi dell’invasione coloniale: i popoli del passato ritrovavano Dio nell'esuberante natura, mentre gli schiavi provenienti dall’Africa, accompagnati dai loro orixà e credi, tenevano la propria religiosità imprigionata in loro, costretti a viverla in clandestinità. Nel Brasile degli ultimi 30 anni si sono verificate vere e proprie esplosioni di sette e chiese che si sono accalappiate gran parte degli uomini e delle donne che si sentivano persi in quel grande calderone di religioni che caratterizza la cultura brasiliana. In seguito a tutti questi avvenimenti, e consapevoli che l'Europa non rappresenta più il granaio della fede cattolica, ecco che si inviano veri e propri eserciti in America latina e Carabi, i cui abitanti sono considerati indispensabili per il futuro della chiesa.
 
Brasile, il Cristo di Rio de JaneiroChe cattolici sono questi? Sono i cosiddetti “battezzati e non evangelizzati”? La chiesa cattolica in passato si è preoccupata molto dei primi sacramenti, dimenticandosi della vita che questo popolo conduceva, di ciò che mangiava, se viveva dignitosamente, ma soprattutto non badando al bisogno di una presenza più intensa della fede nella vita di ogni giorno. È stato allora che, per colmare questo grande vuoto, sono sorti gli “opportunisti della fede”. A tutti coloro che si sono ritrovati da sola, orfani del Dio predicato dai cattolici, è stato mostrato un Dio che curava, aiutava a risolvere i problemi economici e di salute, insomma un Dio che fa miracoli, un Dio che usciva dalla chiesa e entrava nelle case di ognuno di loro, prendendoli per mano. Vengono sollevate critiche nei confronti di queste chiese? Certo, ma perché tante persone le cercano? Perché sono capaci di dare ciò che l’altra fede non ha saputo dare? Sarà semplicemente, come qualcuno afferma, un lavaggio del cervello? Oppure è proprio questo il Dio che molti vogliono trovare?Coloro che cercano un Dio più vicino, più a portata di mano, sono in gran parte persone povere e trovano in queste chiese un rifugio dai problemi della vita. Ed ecco che allora chiesa cattolica passa al contrattacco, mostrando un rinnovamento carismatico che altro non è che un coperchio bucherellato per impedire ai fedeli di fuggire. È un atteggiamento che impedisce da un lato la fuga in massa, ma che arruola tra le sue fila il Dio dei miracoli tipico delle altre chiese. Ed è a questo punto che comincia il “botta e risposta” dei riti. Attori principali chiese e movimenti ecclesiastici alla ricerca di greggi senza pastore.
 
Fedeli in preghieraCome i lupi. In realtà la grande questione non è la chiesa che ha perso i suoi fedeli, perchè in verità non li ha mai avuti, non li ha mai avvicinati nel modo giusto, come fa “la chioccia che si prende cura dei suoi pulcini”. Tutte le chiese, dalla evangelica a quelle più tradizionali come la Chiesa Metodista, Luterana, Battista, Anglicana, e Cattolica compresa, sono come “lupi che attaccano il gregge", tanto che quella di Roma non è la sola a perdere i suoi fedeli. Un grande santo, Ignazio, ci ha lasciato alcune parole, frutto della sua formazione militare e cattolica, un insegnamento che ci riporta alle origini dei nostri popoli, “Cercare Dio in tutte le cose!”. Il popolo brasiliano va da sempre seguendo questo insegnamento alla lettera e continua a cercare Dio lanciandosi nelle varie dottrine, come gli agnelli nelle braccia dei lupi affamati. Ed è qui che vengono divorati, in messo alle più confuse e radicali ideologie. Ma, nonostante tutto, la sete di Dio resta.
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