26/05/2007
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Segnalati casi che non rispondono anche ad alcuni farmaci di seconda linea
Segnalato un numero alto di casi di tubercolosi con resistenza estrema
alle terapie in India. I dati arrivano da San Francisco, dalla
Conferenza Internazionale dell’American Thoracic Society, come
riportato dal sito Science and Development Network.
Terapia difficile. La ricerca è stata condotta in un ospedale dal P.D. Hinduja
National Hospital and Medical Research Centre (Mumbai) su quasi 1.300
campioni di pazienti infettati dal bacillo tubercolare e ha segnalato la
presenza di 32 forme multiresistenti (MDR-TB), ovvero che non
rispondono almeno ai due principali antitubercolari cosiddetti di prima
linea. Di queste, l’8 per cento rientrava nella classificazione di
tubercolosi con resistenza estrema ai farmaci (XDR-TB), che non risponde neppure
a tre farmaci di seconda
linea. Nella casistica indiana, le forme con resistenza estrema alle
terapie sono risultate fatali nel 42 per cento dei casi. Dopo i numeri
dell’epidemia in Sudafrica nell'estate del 2006, con diversi
casi fra soggetti sieropositivi e un numero di morti molto alto, le
segnalazioni sulla presenza in diversi Paesi delle forme di tubercolosi
con resistenza estrema alla terapia si susseguono. Anche in Italia, nel
corso di uno studio congiunto con la Germania sui casi di tubercolosi
fra il 2003 e il 2006, sono state trovate 83 forme multiresistenti e 8
di XDR-Tb su oltre 2.000 casi diagnosticati.
Quadro da approfondire. Riguardo ai risultati indiani, gli esperti
dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) esprimono prudenza
sulla generalizzazione dei dati dello studio al quadro nazionale di diffusione
delle due forme di tubercolosi. Concorda Mario Raviglione, direttore
del programma Stop TB dell’Oms: “E’ necessario condurre uno studio
epidemiologicamente significativo” dice a PeaceReporter, “ in quanto i
dati derivati da un ospedale specifico possono riportare errori legati
alla popolazione esaminata, ovvero può trattarsi dei casi peggiori o
migliori”. Il gruppo valutato potrebbe cioè non rappresentare
esattamente la situazione della popolazione in tutta l’India, ma
segnala la presenza di resistenze ai trattamenti sul territorio. “E’
davvero importante esaminare la situazione in modo ampio. E’ chiaro
comunque che i dati ci dicono che in India la XDR-TB esiste e va
affrontata come si deve, a livello programmatico e sistematico”,
conclude Raviglione.
Valeria Confalonieri