"Un caso emblematico della grave situazione di illegalità del sistema giudiziario afgano"

“Amnesty International, assieme ad altre organizzazioni di
difesa dei diritti umani, sta seguendo da vicino e con molta preoccupazione la
vicenda di Rahmatullah Hanefi: un caso emblematico della gravissima situazione
di
illegalità in cui versa il sistema giudiziario afgano”.
A parlare dalla sede centrale londinese di Amnesty è Sari
Kouvo, ricercatrice che si occupa di Afghanistan per la nota organizzazione
internazionale.
Qual è il giudizio di
Amnesty sul sistema giuridico afgano che l’Italia aveva il compito di riformare
al costo di 50 milioni di euro?
Pessimo. Amnesty ha più volte denunciato, anche nell’
ultimo
rapporto annuale appena presentato, la preoccupante mancanza di garanzie legali
in Afghanistan: un paese dove la polizia e i servizi segreti ricorrono
regolarmente a detenzioni illegali, maltrattamenti e spesso anche a torture nei
confronti dei prigionieri. Questa
grave situazione, queste palesi violazioni dei diritti umani dovrebbero essere
tenute in seria considerazione da quei paesi come l’Italia che sono impegnati
nell’ingrato compito di riformare in senso democratico e moderno il sistema
giuridico afgano.
Cosa ne pensate del
caso di Rahmatullah Hanefi, il responsabile afgano di Emergency arrestato oltre
due mesi fa dai servizi segreti afgani?
Il caso Hanefi è paradigmatico perché rappresenta una palese
violazione delle leggi afgane che, in caso di arresto, prevedono il diritto del
detenuto a vedere un avvocato e soprattutto un limite di 15 giorni per la
formulazione di accuse nei suoi confronti, limite che può essere raddoppiato se
un giudice chiede un prolungamento delle indagini. Se queste accuse non vengono
formalizzate nemmeno dopo un mese, il sospetto deve essere rilasciato. Hanefi
invece
è detenuto da ormai oltre due mesi senza che nessuna accusa formale sia stata
mossa a suo carico e senza aver avuto accesso al suo avvocato.
Il Procuratore
Generale afgano Abdul Jabar Sabet ha suggerito che il
caso Hanefi potrebbe rientrare in una legislazione speciale per i crimini
contro la sicurezza nazionale…
Sì, per giustificare le anomalie del caso Hanefi il
Procuratore Sabet ha tirato
in ballo leggi che lui stesso ha definito ‘segrete’. Leggi che Amnesty condanna
duramente proprio in quanto assolutamente non-trasparenti ed evidentemente in
contrasto con i principi legali basilari dello Stato di diritto.
Cosa chiede Amnesty International
al governo afgano riguardo al caso Hanefi?
Chiediamo l’immediata
scarcerazione di Rahmatullah Hanefi o quantomeno la formalizzazione delle
accuse nei suoi confronti. Nella seconda ipotesi, continueremo a seguire da
vicino l’evoluzione processuale della situazione.