23/05/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Il Corpo dei vigili del fuoco di New York è sotto accusa: discrimina le minoranze
Cinque anni fa, dopo gli attentati dell'11 settembre, erano gli eroi di un'America colpita al cuore. Oggi, sono accusati di personificare il suo volto più intollerante: quello del razzismo. I pompieri di New York sono al centro della causa che il dipartimento della Giustizia statunitense ha presentato contro le autorità della metropoli, sostenendo che i test scritti d'ingresso per il Corpo dei vigili del fuoco sono pensati per escludere dalla selezione gli appartenenti alle minoranze.

Tre vigili del fuoco di New York issano la bandiera statunitense sulla macerie del World Trade CenterL'accusa. “Le pratiche di esame della città non selezionano gli aspiranti pompieri che svolgerebbero meglio il loro importante compito di salute pubblica, e lasciano fuori in maniera sproporzionata un grande numero di neri e ispanici qualificati”, ha detto Wan J. Kim, vice procuratore generale della Divisione per i diritti civili. I numeri gli danno ragione: a New York, dove il 54 percento della popolazione è afro-americana o ispanica, i vigili del fuoco neri sono solo il 2,9 percento, quelli ispanici il 4,5 percento di una forza composta da 11.000 uomini. In altre grandi città, come Los Angeles e Philadelphia, la percentuale nel Corpo delle due minoranze combinate supera il 40 percento, anche se questa maggiore eguaglianza è dovuta più a ordini giudiziari che a una spontanea volontà delle autorità locali. Ma anche nella stessa New York, i poliziotti neri sono il 16 percento del totale e quelli ispanici il 25.

La risposta della città. La causa di Washington si basa sui test scritti, a risposta multipla, del 1999 e del 2002. L'accusa è che questi esami discriminino involontariamente gli appartenenti alle minoranze, che in media ricevono un'istruzione di livello più basso, con domande che c'entrano poco con l'abilità sul campo. Il sindaco Michael Bloomberg ha reagito sfidando il dipartimento della Giustizia: “Non ci diranno come dobbiamo comportarci. Cerchiamo di fare quello che è giusto e se non sono d'accordo, li aspettiamo in tribunale”, ha detto. Bloomberg ha anche fatto notare che negli ultimi anni le autorità cittadine hanno affrontato di testa propria il problema, apportando alcune modifiche ai test d'ingresso; secondo loro, agli ultimi esami il 40 percento dei candidati apparteneva alle minoranze. I risultati non sono però ancora stati pubblicati.

Un gruppo di vigili del fuoco di New York in pausaLe reazioni. Shayana Kadidal, un avvocato del Center for Constitutional Rights che in passato ha lavorato a una causa simile contro le autorità di New York, è però scettico sulle dichiarazioni di Bloomberg. “I nuovi test hanno gli stessi problemi dei vecchi, e comunque le assunzioni attuali sono ancora decise sulla base degli esami del 2002”, spiega a PeaceReporter. “Il sindaco sostiene che la situazione è migliorata, ma la percentuale di afro-americani nei vigili del fuoco era identica cinque anni fa. E nel 1973 era il tre percento, quindi addirittura superiore a oggi”, aggiunge. E' scettico anche John Coombs, presidente del sindacato dei pompieri afro-americani nella metropoli. “Il Dipartimento dei vigili del fuoco, in questo momento, non sta servendo la città come dovrebbe”, dice a PeaceReporter. “Quanti dei miei colleghi conoscono il cinese o il coreano, tanto per dire due lingue diffuse tra le minoranze newyorchesi? Per non parlare dello spagnolo, con tutti gli ispanici che vivono qui. Sono cose importanti, quando accorri in un luogo dove si è verificata un'emergenza”.

Razzismo. Negli anni scorsi, sono stati denunciati anche casi di razzismo all'interno del Corpo. “Le bandiere della Confederazione sudista sono presenti in molte caserme”, denuncia Kadidal. “Si è anche verificato il caso di un pompiere che si è presentato in servizio col cappuccio del Ku Klux Klan, e una volta un vigile del fuoco afro-americano ha trovato un cappio sopra la sua brandina”. Con soli 335 pompieri neri in 300 caserme, “in sostanza ti ritrovi a essere l'unico 'diverso' quando sei sul campo. Quando te ne rendi conto è uno shock”, riconosce Coombs. 

Alessandro Ursic

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