23/05/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Ipotesi e accuse serpeggiano nel Libano dove torna la guerra
scritto per noi da
Erminia Calabrese
 
Nahar al –Bared significa 'fiume freddo', ma sembra un paradosso. Perché a più riprese, da domenica scorsa, molto sangue è colato, e continua a colare, da questo campo di profughi palestinesi, situato al nord del Libano.

il convoglio delle nazioni unite sul quale è stato aperto il fuocoDubbi e incertezze. L’esercito libanese continua a combattere contro delle ombre e dei fantasmi e gli scontri sono violenti: sta lottando contro i miliziani del gruppo Fateh al Islam, si dice.
Ma chi è Fateh al Islam? Un gruppuscolo palestinese manipolato dalla Siria? Un gruppo affiliato al Qaeda? Un gruppo di sunniti estremisti? Forse è tutto questo, o forse no.
Il Fateh al Islam, che si dice responsabile del sangue di Tripoli, non ha niente a che vedere con il Fateh, padre fondatore della resistenza palestinese, non ha niente a che vedere con i palestinesi, i suoi membri sono per la maggior parte sauditi, libanesi e siriani (il fantasma preferito nel paese dei cedri). Il Fateh al Islam sembra essere più una disgrazia che una fortuna per il popolo palestinese, di nuovo sulla scena libanese e per l’ennesima volta accusato. In ogni caso la Palestina, quella ufficiale, si dice pronta a collaborare con le autorità locali per poter sterminare questo gruppo e salvare i civili del campo.

si erigono barricate tutto attorno al campo profughi palestineseTutto in una notte. Ogni cittadino a Tripoli ha diritto di rimpiangere quel controllo che domenica notte una pattuglia della polizia libanese ha effettuato in un lussuoso appartamento di Tripoli, nell’appartamento di coloro che in tarda nottata avevano rapinato una banca. Ciò che è successo dopo ha il sapore di una tragedia, lo mostra il sangue di questi giorni.
I finanziamenti di Fateh al Islam deriverebbero dal Golfo Persico, dai petroldollari, dagli islamisti sparsi in tutti i paesi del golfo, dicono alcuni, e non dalle rapine di poche lire alle banche libanesi.
“L’ultima rapina è stata alla Banca del Mediterraneo, che è di proprietà di Hariri”, mi ha spiegato un dirigente del Partito Social Nazionale Siriano oggi. “ La milizia che opera in questi giorni a Tripoli è una milizia sunnita di Hariri”, ha aggiunto. “ E’ questo il piano saudita, israeliano e statunitense per destabilizzare il Libano”.

un reparto dell'esercito libaneseIpotesi e timori. “Questa è la mano della Siria, la conosciamo bene”, ha detto invece Joseph, convinto ancora una volta dell’implicazione della Siria negli affari libanesi.
La cospirazione è un argomento ricorrente in Medio Oriente e in questo momento Siria, Palestinesi, Israele, Usa tutti sono tirati in ballo a secondo se si parla con sostenitori delle forze del 14 Marzo, filo americane, o con quelle dell’8 Marzo, filo siriane. Ognuno di loro sa confezionarti una storia che fila liscia,una storia logica, tanto logica che è capace di convincerti.
Tutti accusano tutti, ma nessuno fa i nomi. Quello che è certo è che qualcuno è molto arrabbiato e che qualcun altro sta dirigendo questa rabbia molto bene.
Nel tempo in cui il terrore a Tripoli aumenta assieme al terrore di strada con le esplosioni di Acharafiyye e di Verdun, quartieri centrali di Beirut, noi restiamo qui ad aspettare, aspettare che gli uomini si zittiscano e che le armi gridino, che le persone muoiano perché gli uomini mordono. Alla fine di ogni pallottola c’è una storia che finisce.