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Amore per la patria. Per la prima volta, dalla fine della Seconda Guerra mondiale, il 'patriottismo'
tornerà a essere materia d'insegnamento nelle scuole giapponesi. La Camera bassa
ha infatti approvato il disegno di legge proposto dalla compagine governativa
guidata da Shinzo Abe che prescrive "l'amore per la patria" come 'obiettivo fondamentale'
nell'istruzione obbligatoria giapponese. La nuova legge, che riprende, ampliandolo,
il progetto di revisione della Legge fondamentale per l'istruzione cominciato
nel dicembre scorso, prevede non solo che gli insegnanti incoraggino il patriottismo,
ma che "l'attitudine all'amore per la propria patria e la propria città" e "l'attitudine
alla partecipazione basata sulle norme sociali e sullo spirito pubblico" diventino
obbligatori.
Indottrinati. Il discorso sulla Legge fondamentale sull'istruzione, finalizzata dopo la Seconda
Guerra mondiale a costruire la personalità degli allievi limitando il più possibile
l'intervento statale (in modo da controbilanciare il sistema educativo inculcato
sino ad allora da una mentalità fortemente militarista), non può prescindere dal
dibattito sulla revisione della Costituzione. Modificare l'una e l'altra legge
è stato per anni il chiodo fisso del partito liberaldemocratico dell'attuale Primo
ministro Shinzo Abe. Dopo le recenti prese di posizione sulla volontà di modificare
la Costituzione, sfociate nell'avvio di un iter legislativo che porterà a un referendum,
adesso le preoccupazioni delle opposizioni vertono sul significato della 'clausola
patriottica' contenuta nella legge sull'istruzione: cosa significa, per un giapponese
'amare la propria patria'? Cosa dovrebbe fare, qualora si trovasse in disaccordo
con una decisione del governo? Alcuni ritengono che 'patriottico' voglia dire
accantonare le considerazioni personali e appoggiare incondizionatamente l'operato
dei governanti. Per altri, essere patriottici significa criticare o rifiutare
scelte non ritenute legittime. Ma la nuova legge contempla anche una prescrizione
ben più pericolosa. Consente infatti ai funzionari dell'istruzione di sospendere
o escludere dall'incarico insegnanti che 'deviano' dalle politiche educative proposte
dal governo. L'indottrinamento - secondo la nuova misura - si estenderebbe poi
fino alle comunità locali, chiamate a "fare uno sforzo per cooperare" con le scuole
in quello che molti critici hanno già definito il 'controllo ideologico' della
società.
Evitare disordini sociali. Hiroshi Nishihara, editorialista dell'Asahi Shimbun, il secondo quotidiano giapponese,
riferendosi alla nuova riforma scolastica ha parlato di una 'china pericolosa',
che può condurre a una politica educativa totalitaria. "Con la globalizzazione
- spiega Nishihara in un fondo di qualche giorno fa - la classe media giapponese
si è frantumata, e una nuova classe sociale, impoverita, si sta affermando. Per
evitare che disordini sociali si alimentino delle frustrazioni di questa nuova
classe, il patriottismo diventa il collante ideale tra lo Stato e la gente". Una
situazione che ricorda il Giappone imperialista prima della catastrofe bellica,
dove l'autoritaria mano dei militari imponeva scelte che non lasciavano alcuna
alternativa alla popolazione. Scelte che, successivamente, Hiroshima e Nagasaki
provarono rivelarsi fallimentari.Luca Galassi
Parole chiave: shinzo abe, patriottismo, giappone