20/05/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Scontro a fuoco tra l'esercito libanese e miliziani palestinesi: 48 morti
"Mettiamo in guardia l'Esercito libanese dalle conseguenze del persistere nei suoi atti provocatori contro i nostri mujaheddin che, se non cesseranno, apriranno le porte dell'inferno per i soldati e per l'intero Libano".

Battaglia all’alba. Questo il testo di un comunicato diffuso mentre non si placa ancora l’eco della battaglia di questa mattina tra militari libanesi e miliziani di Fatah al-Islam, un gruppo sunnita, nato lo scorso anno da una scissione con Fatah al-Intifada, uno dei gruppi armati della galassia dei profughi palestinesi in Libano.  Le violenze sono cominciate questa mattina, quando l’esercito regolare di Beirut ha tentato un’incursione in un edificio nella città libanese di Tripoli, nel Libano settentrionale, in un’operazione finalizzata alla cattura di elementi di spicco del gruppo.  Fatah al-Islam ha la sua base nel campo profughi palestinese di  Nahr  al-Bared,  nelle vicinanze di Tripoli.
Il bilancio provvisorio è molto grave: 48 morti, tra i quali 23 soldati e 19 miliziani. Il resto delle vittime e' costituito da civili, tra cui due bambini, mentre i feriti sono oltre una sessantina.

Un gruppo oscuro. Molto si è detto e scritto su Fatah al-Islam: per alcuni è vicina ad al-Qaeda, per altri obbedisce agli ordini di Damasco. E proprio la Siria, quasi a voler segnare una distanza dagli avvenimenti, ha chiuso le frontiere con il paese dei Cedri dopo l’accaduto.  A febbraio scorso,  in un villaggio cristiano nei pressi di Beirut, tre persone restarono uccise in un attentato contro un autobus e venne accusato proprio il gruppo Fatah al-Islam e il suo leader,  Shaker al-Abssi,  veterano della resistenza palestinese e condannato a morte in Giordania per l’assassinio di un diplomatico Usa nel 2002.  Stessa condanna e stessa accusa di al-Zarqawi, l’uomo di al-Qaeda in Iraq. Ed è per questo e non solo che anche il gruppo di base in Libano è ritenuto connesso al presunto network del terrore che fa capo a Osama bin Laden. Abbsi ha sempre negato qualsiasi legame sia con Osama che con i servizi segreti siriani,  pur rappresentando un’ala dura della lotta armata palestinese, tanto che in molti sostengono che il gruppo abbia introdotto la sharia nei campi profughi.

Tensione alle stelle.
Il premier libanese Seniora ha lanciato un appello alla calma, ma sempre più la situazione interna del Libano appare frammentata e confusa.  La tensione che scorre tra lo schieramento ‘filo-siriano’, che farebbe capo ai miliziani di Hezbollah, e quelli ‘anti-siriani’, arroccati attorno all’attuale governo,  non accenna a diminuire e la soluzione armata prende corpo. Le continue sollecitazioni da parte dell’esecutivo Seniora per l’istituzione di un tribunale internazionale per accertare le responsabilità dell’omicidio dell’ex premier Rafik Hariri, avvenuto a febbraio 2005, non farà altro che allargare questa divisione,  e aggravare una situazione sul campo dove ora si aggiunge anche un attore sottovalutato come Fatah al-Islam.
 
Ch.E. 
Parole chiave: libano, fatah al-islam, fatah al-intifada,
Categoria: Guerra, Politica, Popoli
Luogo: Libano