21/05/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Ancora scontri e bombardamenti a Gaza, nessuno ascolta gli appelli alla calma
Scritto per noi da
Meri Calvelli 
 
Sanitari paelstinesi soccorrono un feritoVenerdi. É la quinta giornata dalla ripresa delle violenze a Gaza e per tutto il giorno, come nel precedente, sono continuati gli attacchi israeliani e le sparatorie tra fazioni. L'esercito israeliano, in seguito al fitto lancio di razzi Qassam su di Sderot, è rientrato nella striscia via terra, posizionando i carri armati nella zona nord di Beit Lahya, e ha colpito con l'artiglieria alcune aree interne a Gaza. Un intero isolato di Gaza City è stato raso al suolo. Diverse auto con a bordo militanti di Hamas sono state centrate dai missili sparati dagli aerei senza pilota israeliani. Anche questa volta a pagare il prezzo più alto è stata la popolazione civile, anziani e bambini colpiti inutilmente. Ma queste sono le operazioni mirate, chirurgiche soltanto in teoria.

Soldato israeliano raccoglie un razzo pealestineseAl termine della preghiera del venerdi ci sono stati anche episodi di violenza tra le fazioni palestinesi. Uomini di Hamas hanno percorso le strade di Gaza attaccando e dando alle fiamme obbiettivi considerati della fazione opposta. Un giornalista della Tv di Abu Dabi è stato rapito per qualche ora, e poi rilasciato, la stessa sorte è capitata anche ad altri leader di Fatah. "Quello che sta succedendo è assurdo" dicono alcuni rappresentanti delle organizzazioni per i diritti umani. Ieri si era parlato di attacco contro l'Università islamica da parte della guardia nazionale , ma testimonianze di locali che vivono vicino all'ateneo sostengono invece che l'attacco non c'è stato e che Hamas sta conducendo una campagna di disinformazione, accusando Fatah di sparatorie inesistenti. Da parte dei due leader, Abbas e Haniyeh, arrivano appelli a ritirare le fazioni armate e mascherate dalle strade, ma nessuno pare intenzionato ad ascoltarli e il braccio di ferro sembra destinato a proseguire.

Struttura di Hamas colpitra dall'aviazione israelianaSabato. Questa mattina gli scontri sono ripresi molto presto. Israele ha sparato missili contro installazioni di Hamas, ma soprattutto sulla popolazione civile del nord della striscia. Dalle testimonianze raccolte qua e la tra la popolazione si capisce che quello che sta succedendo è visto come una vergogna per tutto il popolo palestinese. La gente non riesce a vedere la fine e si chiede dove andrà a finire. I palestinesi di Gaza si chiedono anche chi abbia interesse a provocare questa esplosione di violenza e per quale motivo vengano date notizie non vere su quello che accade.
 
Bambino palestineseLe strade di Gaza sono piene di chek point e i miliziani mascherati fermano le poche auto che girano in cerca di provviste alimentari. Da sei giorni è impossibile uscire di casa e la situazione si è sempre più pesante. La gente telefona alle radio che ancora danno voce ai civili senza fare propaganda. Piange disperata e si chiede dove siano finiti i palestinesi e i veri musulmani. La gente non accetta questa situazione ma ha le mani legate. Ha provato a scendere in piazza ma la risposta sono stati solo proiettili. Anche da alcune moschee, i muezzin richiamano i fedeli e i fratelli a fermare il sangue. Ma nonostante i molti appelli, nessuno ascolta. Nessuno risponde e da retta ai propri leader. Decine di morti inutili vengono lasciati sull'asfalto, da una e dell'altra parte, per mano dei fratelli e per mano della potenza occupante. Non si può capire quello che sta passando la gente di Gaza in questo momento finché non li si vede costretti a fuggire per strada e a nascondersi.

Poco fa la notizia dell'ennesima tregua tra Fatah e Hamas. Durerà o sarà solo una trappola. Intanto anche Abu Mazen dovrebbe rientrare a Gaza e ha chiesto agli Stati Uniti di fermare gli attacchi israeliani per non peggiorare ulteriormente la situazione.
 
Parole chiave: Gaza, bombardamento, scontri, hamas, fatah,
Categoria: Guerra
Luogo: Israele - Palestina
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