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Scenari.
Secondo un rapporto di Nicholas Stern, economista britannico ed
ex-vicepresidente della Banca Mondiale, gli effetti del riscaldamento
globale nel 21esimo secolo potrebbero portare a una recessione
economica del 20 percento: l'innalzamento del livello del mare, la
desertificazione di alcune aree e l'inondazione di altre causeranno
centinaia di milioni di “profughi climatici”. Il 40 percento
delle specie animali e vegetali rischia l'estinzione, a causa del
riscaldamento che, in alcune zone del pianeta, potrebbe arrivare a
5,8 gradi centigradi. Uno scenario apocalittico che, secondo gli
esperti, dovrebbe colpire in particolare l'Africa, a causa della
dipendenza del continente dall'agricoltura e della mancanza di
autorità e strutture in grado di far fronte al problema.
Proprio per questo l'Unione Africana ha chiesto ai Paesi occidentali
di intervenire, anche se finora dai maggiori inquinatori del pianeta
sono arrivate risposte poco confortanti: secondo un rapporto
pubblicato da alcune agenzie britanniche, tra cui Oxfam e la
New Economic Foundation, per far fronte al problema
servirebbero tra i 10 e i 40 miliardi di dollari, mentre finora dai
Paesi più industrializzati sono arrivati solamente 43 milioni.
Africa.
“La cosa preoccupante è che, secondo tutti i modelli
sviluppati al computer che effettuano stime sul riscaldamento
globale, l'Africa sarà la zona più colpita dal
fenomeno, mentre per le altre aree del pianeta le proiezioni sono
molto più incerte”, dichiara a PeaceReporter William
Bond, professore al dipartimento di Botanica dell'università
di Città del Capo, in Sudafrica. In particolare, le proiezioni
mostrano un inaridimento della fascia del Sahel e dell'Africa
meridionale, che porterebbe a un crollo dell'agricoltura e a nuovi
conflitti per il controllo delle sempre più scarse risorse
idriche: proprio queste ultime sono alle origini del conflitto in
Darfur (che in quattro anni ha provocato almeno 200.000 morti), un
sinistro presagio degli scenari che potrebbero attendere il
continente. Nell'Africa tropicale, invece, è atteso un aumento
consistente delle precipitazioni, che aggraverebbe la diffusione di
malattie trasmesse da insetti, quali la malaria o il dengue. Secondo
un rapporto dell'organizzazione Christian Aid, alla fine del
secolo i morti per malattie connesse al cambiamento climatico
nell'Africa subsahariana potrebbero toccare i 182 milioni. “La
situazione del continente è molto delicata – conferma a
PeaceReporter Coleen Vogel, esperta di climatologia
dell'università sudafricana di Witwatersrand –. Anche
l'India o il Bangladesh potrebbero trovarsi di fronte allo stesso
scenario climatico, ma in Africa si aggiungono problemi quali i
conflitti o la mancanza di autorità statali capaci di
affrontare simili questioni”. Matteo Fagotto