15/05/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Kamikaze si fa esplodere in un hotel, uccidendo almeno 25 persone
Il luogo dell'attentatoIl ristorante dell’hotel Marhaba, il più rinomato e frequentato della città vecchia di Peshawar, era affollato di clienti venuti per il pranzo quando un attentatore suicida è entrato nel locale e si è fatto esplodere. Il bilancio è pesantissimo: almeno 25 morti e decine di feriti. La scena presentatasi ai soccorritori è stata drammatica: pezzi di corpi e cadaveri straziati erano sparsi tra le macerie del locale semidistrutto dalla potente deflagrazione.
 
Tre attentati in pochi mesi. A Peshawar dintorni simili attentati sono sempre più frequenti.
Il 27 gennaio un kamikaze si era fatto esplodere nel centro cittadino, uccidendo 17 poliziotti, tra cui il capo della polizia locale.
Il 28 aprile a Charsadda, 20 chilometri a nord di Peshawar, il ministro degli Interni pachistano Aftab Sherpao è scampato per un soffio a attentato suicida contro di lui, nel quale sono rimaste uccise 28 persone.
 
MappaOpera degli integralisti. Dietro questi attacchi ci sono i movimenti integralisti islamici filo-talebani che così rispondono alla campagna militare che il regime del generale Musharraf porta avanti da anni – su pressione degli Stati Uniti – contro i militanti fondamentalisti presenti nelle Aree Tribali (Fata) e nelle Province Nord-occidentali (Nwfp) confinanti con l’Afghanistan.
La città di Peshawar si trova sulla linea del fronte di questa guerra interna che ha causato finora oltre 3.500 morti dal 2004, di cui 700 solo quest’anno.  
 
Un clima già pesante. L’attentato di oggi cade in un momento già molto delicato per il Pakistan, dove il regime di Musharraf è minacciato – per la prima volta dal golpe del 1999 – da un forte movimento trasversale di opposizione, di cui fanno parte anche i partiti integralisti del Fronte Unito d’Azione (Mma), l’alleanza politica fondamentalista filo-talebana e anti-occidentale che governa nelle regioni autonome delle Fata e dell’Nwfp, non a caso divenute retrovia dei talebani che combattono in Afghanistan e rifugio di diversi gruppi jihadisti legati ad al Qaeda.
 

Enrico Piovesana

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