14/05/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Generale Usa paragona la missione in Iraq a "una partita a Scacchi in 3D, giocata al buio"
Mentre da due giorni 4mila soldati statunitensi perlustrano palmo a palmo il territorio a sud di Baghdad in cerca dei tre commilitoni rapiti, altri tre militari della coalizione, del contingente danese, sono stati rapiti a Bassora.
 
Soltadi Usa ispezionano la zona di un attentato a BaghdadDanesi. Ancora non si conoscono i dettagli di quest'ultimo rapimento, avvenuto a Bassora, nella regione sciita nel sud del paese. La notizia è filtrata attraverso fonti della polizia locale ed è stata ripresa dall'agenzia stampa irachena Aswat al Iraq. Al momento si sa soltanto che i tre militari sono stati prelevati dopo essere caduti in un'imboscata nel capoluogo della provincia meridionale. Il fatto che quest'ultimo sequestro sia avvenuto nella zona sciita del paese spingerebbe a escludere che i responsabili siano le stesse milizie dello Stato Islamico in Iraq, che hanno rivendicato la cattura dei tre statunitensi.
 
Militari iracheni durante l'addestramentoStatunitensi. I tre militari statunitensi sono stati catturati in seguito a un attacco contro la loro pattuglia, avvenuto sabato nel distretto sunnita di Mahmoudiya, a sud della capitale. Nell'imboscata dei miliziani quattro militari sono stati uccisi e altri tre sono stati catturati. Il loro rapimento è stato rivendicato dallo 'Stato Islamico in Iraq', una milizia o un gruppo di milizie, che non riconosce il governo centrale di Baghdad e rivendica il potere nella provincia di Al Anbar. I servizi di intelligence ritengono che lo Stato Islamico in Iraq sia legato ad Al Qaeda in Mesopotamia, un dato tutt'altro che rassicurante per la sorte dei prigionieri. Nel messaggio, pubblicato su un sito internet jihadista, si parla di “crociati uccisi e altri arrestati”, ma finora i rapitori non hanno mostrato alcuna prova della loro rivendicazione.
 
Difficoltà. Venerdì scorso il generale Mixon, che comanda le forze Usa a Dyala, a nord della capitale, ha ammesso davanti alla stampa di non disporre di sufficienti truppe per contenere le violenze, e un altro generale, Rick Lynch, che comanda i centri di Mahmoudiya e Yusifiya, a ridosso del Tigri, ha ammesso che controllare la sicurezza “non è impossibile, ma ci vorrà certamente molto tempo”. Lynch ha paragonato lo scontro con le milizie a “Una partita di scacchi in tre dimensioni e giocata al buio”. “E questa è una stima al ribasso” ha aggiunto.
 
Sodlato Uas ispeziona la casa di un irachenoNuova strategia? Sabato a Hadhita, nella provincia di Al Anbar, un altro soldato Usa è stato ucciso, e domenica, mentre erano in corso le ricerche dei tre staunitensi, un camion bomba guidato da un attentatore suicida è esploso davanti alla sede di un partito curdo a Makhmur, nel Kurdistan iracheno, uccidendo 50 persone e ferendone 115. L'attentato è stato rivendicato dallo Stato Islamico in Iraq, che evidentemente sta allargando il suo raggio d'azione, fino al cuore della regione curda, finora relativamente tranquilla. Il secondo attacco al Kurdistan nell'arco di in pochi giorni fa temere l'inizio di un'offensiva ad ampio raggio delle milizie sunnite legate ad Al Qaeda, che però, nelle ultime settimane hanno patito diverse confitte ad opera dalle milizie tribali alleate, decise a non conceder loro il controllo della provincia occidentale del Paese. Negli ultimi due anni le milizie legate ad Al Qaeda si sono alienate il sostegno popolare, colpendo sistematicamente i civili iracheni. La cattura e l'uccisione di militari delle forze della coalizione occupazione è invece un tipo di azione che mette daccordo quasi tutte le milizie attive in Iraq, e potrebbe far parte di una nuova strategia tesa a ricompattare i gruppi armati contro le forze di occupazione.
 

Naoki Tomasini

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