11/05/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Anche il comando Usa sbarca sul portale video, il nuovo modo di raccontare le guerre
Si chiama Mnfiraq (Multi-National Force Iraq) l'ultima trovata della catena di comando statunitense in Iraq per tentare di rendere meno disastrosa l'immagine dell'occupazione militare agli occhi dell'opinione pubblica nel mondo. La sigla è quella della missione militare, ma indicherà anche i filmati postati dai soldati, autorizzati dai loro superiori, su You Tube, il portale di video più famoso del mondo.

una donna irachena tra le macerie della sua casaCombat film. “L'iniziativa è finalizzata a far conoscere quello che accade in Iraq”, ha raccontato il colonnello Gary Keck, commentando per il Pentagono la decisione dei vertici militari, “l'idea è quella di un vero e proprio canale su You Tube, che permetta ai nostri ragazzi di far conoscere il loro il punto di vista e il loro lavoro in missione”. I militari Usa hanno raccolto con entusiasmo l'idea, e su You Tube è possibile scaricare video che sono stati visti da migliaia di persone. “Gli unici limiti che poniamo ai nostri ragazzi sono quelli della decenza e della sicurezza militare”, ha risposto Keck ai giornalisti che gli chiedevano se i superiori avrebbero in qualche modo censurato i video dei soldati.
I video più popolari, tra quelli postati dai soldati, sono "More Fighting in Baqubah", "Battle on Haifa Street", "'Soft Knock' Search in Baghdad" e "Counter Mortar Operation". Guardandoli si vede all'opera una pattuglia per le strade di Baghdad, un gruppo di miliziani che caricano armi su un furgone fulminati da un razzo nella casa dove si sono rifugiati (e nella quale non è dato sapere chi altri si trovasse), un serrato scontro a fuoco di un gruppo di soldati dal tetto di una casa e così via. Gli utenti di You Tube, alla notizia dell'attivazione di un canale del portale dedicato ai video dei militari in Iraq, erano insorti, temendo che l'iniziativa sarebbe diventata uno spot per la guerra. I video di sostegno alla missione ci sono, ma è anche vero che i filmati postati dai militari servono a chiarire un'incontrovertibile verità: la missione di pace era una bufala, i marines sono in guerra.

la statua di saddam distrutta alla caduta del suo regimeQuel che sapevamo. You Tube peraltro, coerentemente con la sua filosofia democratica del 'produttore di se stessi', è aperto a tutti, ai militari come a chi è contrario alla guerra e financo ai militari che denunciano gli orrori del conflitto. E sono tanti i video che testimoniano delle brutalità che affliggono il popolo iracheno da 4 anni. Immagini che raccontano episodi noti del conflitto, come la feroce battaglia di Fallujah, a novembre del 2004. Circa 12mila uomini, tra marines Usa e soldati iracheni, assaltano la cittadina nei pressi di Baghdad, dove ritengono che si nasconda il feroce al-Zarqawi. Alla fine dell'operazione Phantom Fury, durante la quale sono state utilizzate anche armi chimiche, sono più di 2mila le vittime irachene. Una di loro è un uomo, ferito e disarmato, ucciso a sangue freddo in una moschea di Fallujah da un marine. La testimonianza dell'omicidio, filmata dal cameramen Kevin Sites e resa pubblica qualche giorno dopo, è un vero e proprio atto d'accusa.
Altro episodio noto è quello del 'fuoco amico' di un cacciabombardiere A-10 Usa che colpisce una pattuglia di britannici nei pressi di Bassora, uccidendone uno, suscitando feroci polemiche in Gran Bretagna.

militari usa trasportano un loro compagno feritoE quello che non sapevamo. Assieme alle testimonianze dei fatti più noti, ci sono i filmati degli episodi che non sono raccontati sui mass media e che, da 4 anni a questa parte, rappresentano l'inferno quotidiano degli iracheni. Un esempio è fornito da un video che racconta delle tante donne irachene nelle carceri del dopo-Saddam. Un argomento che ancora oggi, nelle rivendicazioni di una serie di gruppi armati, ricorre spesso. Il merito rilevante di queste testimonianze è quello di mostrare la vita quotidiana della popolazione civile, come le irruzioni nelle case, magari sottolineate da musica hard-rock, oppure le piccole umiliazioni inflitte anche ai più piccoli, come nel caso del video che mostra una pattuglia Usa mentre si fa beffe di un gruppo di bimbi iracheni che li inseguono chiedendo dell'acqua, che i militari mostrano senza passargliela, ridendo a crepapelle. Oppure la violenza cieca che scatena la guerra nei soldati, che urlano e strepitano come pazzi, mentre mitragliano anche civili disarmati durante uno scontro a fuoco a Ramadi. Folle sete di sangue che è anche delle milizie, sunnite e sciite, come mostra il macabro video girato dopo l'eccidio di un gruppo di pellegrini sciiti che si recavano in un luogo di culto. Quelli citati sono solo alcuni esempi delle migliaia di video postati, che vanno tutti a completare il catalogo dell'orrore di questa guerra.

Christian Elia

creditschi siamoscrivicicollaborasostienicipubblicità