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Combat film.
“L'iniziativa è finalizzata a far conoscere quello che
accade in Iraq”, ha raccontato il colonnello Gary Keck,
commentando per il Pentagono la decisione dei vertici militari,
“l'idea è quella di un vero e proprio canale su You Tube,
che permetta ai nostri ragazzi
di far conoscere il loro il punto di vista e il loro lavoro in
missione”. I militari Usa hanno raccolto con entusiasmo l'idea, e
su You Tube è
possibile scaricare video che sono stati visti da migliaia di
persone. “Gli unici limiti che poniamo ai nostri ragazzi sono
quelli della decenza e della sicurezza militare”, ha risposto Keck
ai giornalisti che gli chiedevano se i superiori avrebbero in qualche
modo censurato i video dei soldati.
Quel
che sapevamo. You Tube
peraltro, coerentemente con la sua filosofia democratica del
'produttore di se stessi', è aperto a tutti, ai militari come
a chi è contrario alla guerra e financo ai militari che
denunciano gli orrori del conflitto. E sono tanti i video che
testimoniano delle brutalità che affliggono il popolo iracheno
da 4 anni. Immagini che raccontano episodi noti del conflitto, come
la feroce battaglia di Fallujah, a novembre del 2004. Circa 12mila
uomini, tra marines Usa e soldati iracheni, assaltano la cittadina
nei pressi di Baghdad, dove ritengono che si nasconda il feroce
al-Zarqawi. Alla fine dell'operazione Phantom Fury,
durante la quale sono state utilizzate anche armi chimiche, sono più
di 2mila le vittime irachene. Una di loro è un uomo, ferito e
disarmato, ucciso a sangue freddo in una moschea di Fallujah da un
marine. La testimonianza dell'omicidio, filmata dal cameramen Kevin
Sites e resa pubblica qualche giorno dopo, è un vero e proprio
atto d'accusa.
E
quello che non sapevamo. Assieme alle testimonianze dei fatti più
noti, ci sono i filmati degli episodi che non sono raccontati sui
mass media e che, da 4 anni a questa parte, rappresentano l'inferno
quotidiano degli iracheni. Un esempio è fornito da un video
che racconta delle tante donne irachene nelle carceri del
dopo-Saddam. Un argomento che ancora oggi, nelle rivendicazioni di
una serie di gruppi armati, ricorre spesso. Il merito rilevante di
queste testimonianze è quello di mostrare la vita quotidiana
della popolazione civile, come le irruzioni nelle case, magari
sottolineate da musica hard-rock, oppure le piccole umiliazioni
inflitte anche ai più piccoli, come nel caso del video che
mostra una pattuglia Usa mentre si fa beffe di un gruppo di bimbi
iracheni che li inseguono chiedendo dell'acqua, che i militari
mostrano senza passargliela, ridendo a crepapelle. Oppure la violenza
cieca che scatena la guerra nei soldati, che urlano e strepitano come
pazzi, mentre mitragliano anche civili disarmati durante uno scontro
a fuoco a Ramadi. Folle sete di sangue che è anche delle
milizie, sunnite e sciite, come mostra il macabro video girato dopo
l'eccidio di un gruppo di pellegrini sciiti che si recavano in un
luogo di culto. Quelli citati sono solo alcuni esempi delle migliaia
di video postati, che vanno tutti a completare il catalogo
dell'orrore di questa guerra.Christian Elia