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Mea culpa. "Innanzitutto
i pagamenti di Chiquita ai gruppi paramilitari in Colombia, in quel
periodo di grande violenza e insicurezza, avevano
un unico scopo: proteggere la vita dei nostri lavoratori, in una fase
in cui rapine e omicidi erano frequenti e in un contesto in cui le
autorità governative non erano in grado di garantire sicurezza
e protezione – spiega Prudenziati a PeaceReporter - Chiquita ha
volontariamente rivelato questa situazione al Dipartimento di
Giustizia nel 2003, subito dopo che i vertici dell’azienda avevano preso
atto che lo Statuto Americano era cambiato, decretando che ogni
pagamento ad organizzazioni simili, da quel momento in poi, avrebbe
costituito un reato. A nostra conoscenza, Chiquita è l’unica
azienda ad avere dichiarato volontariamente questa circostanza al
Dipartimento”.
I fatti. A
testimonianza della gravità della situazione che la Colombia
sta attraversando negli ultimi decenni, quale teatro di una guerra
interna fra paramilitari reazionari (Autodifesa unita della
Colombia, Auc) e guerriglieri rivoluzionari ispirati ai principi del
marxismo (Forze armate rivoluzionarie della Colombia, Farc, ed
Esercito di liberazione nazionale, Eln), che coinvolge senza
distinzione civili e aziende in un gioco losco di ricatti e
narcotraffico, Prudenzati fa riferimento al report del Dipartimento
di Giustizia, di cui riporta la seguente significativa affermazione:
“Castaño (leader
delle Auc) ha inviato un messaggio in cui senza dirlo
esplicitamente, faceva chiaramente intendere che il mancato pagamento
avrebbe determinato danni fisici per il personale e le proprietà
della Banadex”.
Traffico di armi. “In alcuni recenti articoli –
continua il vice presidente dell'area Sud Europa della multinazionale
- la stampa ha parlato piuttosto impropriamente di implicazioni di
Chiquita in un'illegale importazione di armi da parte del gruppo AUC
nel 2001. Questo episodio è stato
oggetto di approfondite indagini da parte del governo colombiano e
delle autorità internazionali, inclusa l’Oas (Organization
of American States). Le indagini non hanno evidenziato alcuna
condotta illegale o malefatta da parte dell’azienda o dei suoi
dipendenti. Un impiegato della Banadex è stato detenuto per un
breve periodo, ma dopo un’approfondita indagine effettuata dal
Procuratore generale colombiano, è stato rilasciato e
completamente esonerato. Il governo di Bogotá, alla fine, ha
messo sotto accusa quattro uffici doganali. Subito dopo avere appreso
dell’incidente, Chiquita e Banadex hanno volontariamente deciso di
non accettare più navi da carico per conto di terzi. Nessuna
autorità legale ha ordinato o suggerito questo cambiamento”.
Da quel momento fino alla vendita di Banadex, la Chiquita riferisce
che l’azienda ha accettato solo navi da carico di sua proprietà
o sotto la propria diretta gestione. Secondo la documentazione
prodotta dall’Oas e dal Procuratore Generale colombiano, “non
esiste nessun presupposto per queste erronee affermazioni”. Stella Spinelli
Parole chiave: colombia, chiquita, paramilitari, Auc, Castaño, Paolo Prudenziali