Un
sempre maggior numero di capi tribu’ sunniti della provincia di
Anbar, ormai assediata, si stanno rivoltando contro al-Qaeda e hanno
deciso di cooperare con il governo iracheno e con l’esercito
americano.

Deve
ancora essere confermata la notizia che Abu Ayyub al-Masri, capo di
Al-Quaeda in Iraq, sia stato ucciso durante uno scontro con un altro
gruppo di ribelli di Anbar, ma se questo fosse vero, sarebbe una
prova della crescente divisione all’interno dei gruppi sunniti. I
capi sunniti della provincia occidentale (che è stata
roccaforte di attività ribelli) stanno collaborando con le
forze della coalizione e con le autorità irachene per fermare
gli attacchi di Al-Qaeda, e per partecipare al processo politico. Il
1 maggio il Ministro degli Interni iracheno ha detto di aver ricevuto
una relazione dai servizi segreti per cui Masri sarebbe stato ucciso
durante un “combattimento interno” fra militanti ribelli. Ma un
portavoce del governo iracheno ha aggiunto che il corpo non è
stato ancora ufficialmente identificato, mentre il 3 maggio
l’esercito americano ha detto di non poter confermare la notizia
della morte di Masri. Nel
giugno 2006 Masri su cui pendeva una taglia di 5milioni di dollari, è
diventato capo di Al Qaeda in Iraq quando Abu Musab al-Zarqawi, il
leader precedente, è stato ucciso in un raid aereo. La
sua morte causata da estremisti sunniti segnerebbe uno sviluppo
gradito sia a Washington che al governo iracheno. Pur non segnando la
fine degli attacchi di Al Qaeda (il gruppo sembra essere
decentralizzato e formato da cellule semi-indipendenti) potrebbe però
significare una crescente inimicizia fra Al Qaeda e altri gruppi
armati sunniti che agiscono da Anbar.

Questa
rottura potrebbe essere a favore degli Stati Uniti e delle autorità
irachene che sperano di alimentare un certo spirito di cooperazione
da parte di capi sunniti, e di sfruttarlo per guadagnare supporto
locale e riportare la pace nella provincia. In
questi mesi sono aumentati gli attachi contro i civili e questo ha
portato alla rottura dei rapporti fra gli sceicchi di Anbar e
al-Qaeda.Il
6 aprile un attentato suicida con un camion bomba, carico di cloro
esploso nella una zona residenziale di Ramadi, ha ucciso almeno 30
persone fra cui bambini. La bomba era stata programmata per scoppiare
nel momento piu’ devastante in cui i fedeli si riuniscono nella
moschea per la preghiera del venerdi. Pare
che i responsabili dell’attentato, il sesto con una bomba al cloro
da gennaio, siano i Takfir, un gruppo fondamentalista di al-Qaeda che
considera infedeli gli altri mussulmani, compresi i sunniti, se non
sono d’accordo con loro. In
parte per rispondere a questi attacchi 200 sceicchi sunniti
rappresentanti delle 50 tribu’ arabe di tutta la provincia di
Anbar, si sono riuniti a Ramadi il 18 e il 19 aprile per formare un
nuovo partito che si opponga ad al-Qaeda e reinserisca l’Iraq nel
processo di ricostruzione politica. Il
partito, soprannominato Il Risveglio dell’Iraq, dice di voler
aiutare le forze della coalizione guidate dagli Stati Uniti ad essere
accettate dalla popolazione locale ed è a favore della
riapertura del tribunale locale per restaurare l’ordine pubblico. Il
partito si riunirà in una prima assemblea ufficiale a maggio,
e ha intenzione di partecipare alle elezioni provinciali di Anbar in
autunno e le prossime elezioni nazionali previste per il 2009.

Lo
sceicco Abdul-Sattar Abu Risha, che è considerato il promotore
del Risveglio dell’Iraq ed è il capo della tribù più
importante di Anbar, ha detto di essersi guadagnato l’appoggio
degli altri capi dopo che suo padre e i suoi tre fratelli sono stati
uccisi l’anno scorso. Lo sceicco dice di essersi ritrovato in uno
scontro all’ultimo sangue con i militanti di al-Qaeda. “Noi
adesso combattiamo i Takfir; o sopravviveremo noi o loro” ha detto
a Iwpr durante un intervista da casa sua che adesso è
diventata una base militare, mentre mortai sparavano da tutte le
parti. Questo
voltafaccia dei capi sunniti, molti dei quali erano coinvolti nella
resistenza contro le truppe americane, è cominciato in autunno
con il Consiglio per la Salvezza di Anbar che combatte gli attentati
da gruppi legati ad al-Qaeda, o che comunque si dichiarano tali. Il
Consiglio per la Salvezza ha effettivamente preso il comando del
Consiglio provinciale eletto, dopo che questo di fronte al crescente
numero degli attentati si è spostato a Baghdad. É stato
raggiunto un accordo fra le autorita’ centrali e quelle tribali,
fra i leader politici e religiosi di Anbar per formare un fronte
unito contro gli insorti di al-Qaeda. Il
Consiglio ha il supporto di gruppi armati come le Brigate
rivoluzionarie nazionaliste 1920, che prima erano parte della
resistenza contro le forze americane. Una
volta stabilito, il Consiglio per la Salvezza si è dimostrato
cooperativo aprendo un centro di formazione militare per volontari
finanziato dagli americani. L’esercito americano ha dato il suo
consenso alla lotta contro al-Qaeda e ha pagato gli stipendi della
polizia locale e dei soldati.É
stato raggiunto anche un accordo simile con il governo iracheno, che
provvede ai rifornimenti. Da
quando il Consiglio della Salvezza esiste, Ramadi ha ritrovato una
certa stabilità. I risultati di questa collaborazione si
riscontrano in un aumento delle reclute nella polizia e nell’esercito
iracheni, e ha significato anche un minor numero di attacchi contro
le forze americane e irachene. Da luglio 2006, 14mila volontari
civili di Anbar si sono uniti alla polizia e alla Guardia Nazionale
per sopprimere le aggressioni dei ribelli di al-Qaeda e riportare
l’ordine.

Falih
al-Dulaimi, membro del Consiglio della Salvezza per Anbar e del
Consiglio provinciale, ha detto che da metà dell’anno scorso, il
70% della provincia di Anbar è stato ripulito dai guerriglieri
di al-Qaeda. L’ex
capo della polizia, il colonnello Hamid Hamd al-Shawke dice che da
dicembre, le forze della sicurezza sono riuscite a proteggere i
confini con la Siria e la Giordania, e l'autostrada verso l’Arabia
Saudita. Ha
visto restaurarsi l’ordine pubblico, e prevede che il tribunale di
Ramadi, chiuso in precedenza da al-Qaeda, verrà riaperto. “Sono
molti gli uffici della polizia riaperti, e molti i ribelli estremisti
che sono stati uccisi o arrestati, speriamo che il tribunale riprenda
il suo lavoro, e la forza della legge sia riaffermata” ha detto. Il
nuovo spirito di collaborazione sta anche portando alla ricostruzione
della provincia. A
marzo 2007, il consiglio eletto di Anbar, adesso rientrato a Ramadi,
ha tenuto una conferenza insieme ad un gruppo non governativo
americano, il Local Governance Program o LGP, per formare i
partecipanti a pianificare la ricostruzione della regione. Circa
85 persone, fra cui capi di istituzioni del governo, figure di
rilievo sociali e religiose, hanno partecipato alla conferenza che,
per ragioni di sicurezza, si è tenuta nella città curda
di Erbil, per organizzare lavori di ricostruzione come ospedali e
scuole, finanziati dagli Stati Uniti. Secondo
uno degli organizzatori, il gruppo Lgp ha dato istruzioni sul modo di
preparare un piano strategico di ricostruzione. “Siamo
in contatto con il consiglio di Anbar e abbiamo formato alcuni suoi
rappresentanti”, ha aggiunto la stessa fonte che non vuole rivelare
il suo nome, “ É stata una buona occasione per incontrarsi
per la prima volta perché alcuni membri del consiglio locale
vivono a Baghdad, altri in Siria e altri ancora in Giordania”.

Il
Dott. Hussein al-Fahdawi, membro del consiglio provinciale, ha detto
“I funzionari locali sono determinati a ricostruire la provincia su
basi scientifiche e sostituire la distruzione con sviluppo e
prosperita’”. Fahdawi
ha aggiunto che il governo di Baghdad ha già assegnato fondi
per la ricostruzione ed è una sua priorità restaurare
servizi come elettricità e acqua corrente. Il
governatore della provincia Mamun al-Alwani ha detto che la regione
ha ricevuto fin’ora 146 miliardi di dinari iracheni, circa un
milione di dollari statunitensi, sebbene il piano finanziario per il
2006 non sia stato ancora stabilito. Hamid
Farhan al-Hayis, capo del Consiglio per la Salvezza di Anbar che
opera insieme all’assemblea ufficiale, conferma: “Le tribu’ di
Anbar e gli Stati Uniti stanno facendo un’opera di ristrutturazione
nelle regioni ripulite dai terroristi per ricostruire ospedali,
scuole e riportare condizioni sanitarie igieniche, grazie ai fondi
americani”. Nonostante
il beneficio comune sia evidente, non si sa quanto a lungo possa
durare questo spirito di collaborazione fra sunniti, soldati
americani e il governo dell’Iraq di prevalenza sciita. Gli
estremisti sunniti si oppongono ancora alla presenza degli Stati
Uniti nella regione, benché abbiano un disperato bisogno di
aiuto per sopprimere gli attentati di al-Qaeda e delle milizie
sciite. Ci
si preoccupa che il compromesso che hanno fatto per guadagnarsi aiuto
non sia una garanzia a lungo termine e che possano in futuro
riallinearsi con i loro nemici. Yasir
al-Dulaimi era un giornalista che scriveva per Iwpr da Ramadi. E’
stato ucciso il 30 dicembre da una macchina esplosa a Baghdad. Il
materiale sul Consiglio per la Salvezza di Anbar usato in questo
articolo é il suo ultimo reportage prima della sua morte. Dana
Asad scrive per Iwpr da Erbil.
Traduzione di
Laura Passetti