10/05/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



La tribù sunnite della provincia di Al Anbar si alleano contro Al Qaeda
Un sempre maggior numero di capi tribu’ sunniti della provincia di Anbar, ormai assediata, si stanno rivoltando contro al-Qaeda e hanno deciso di cooperare con il governo iracheno e con l’esercito americano.
 
Foto segnaletica di Al MasriDeve ancora essere confermata la notizia che Abu Ayyub al-Masri, capo di Al-Quaeda in Iraq, sia stato ucciso durante uno scontro con un altro gruppo di ribelli di Anbar, ma se questo fosse vero, sarebbe una prova della crescente divisione all’interno dei gruppi sunniti. I capi sunniti della provincia occidentale (che è stata roccaforte di attività ribelli) stanno collaborando con le forze della coalizione e con le autorità irachene per fermare gli attacchi di Al-Qaeda, e per partecipare al processo politico. Il 1 maggio il Ministro degli Interni iracheno ha detto di aver ricevuto una relazione dai servizi segreti per cui Masri sarebbe stato ucciso durante un “combattimento interno” fra militanti ribelli. Ma un portavoce del governo iracheno ha aggiunto che il corpo non è stato ancora ufficialmente identificato, mentre il 3 maggio l’esercito americano ha detto di non poter confermare la notizia della morte di Masri. Nel giugno 2006 Masri su cui pendeva una taglia di 5milioni di dollari, è diventato capo di Al Qaeda in Iraq quando Abu Musab al-Zarqawi, il leader precedente, è stato ucciso in un raid aereo. La sua morte causata da estremisti sunniti segnerebbe uno sviluppo gradito sia a Washington che al governo iracheno. Pur non segnando la fine degli attacchi di Al Qaeda (il gruppo sembra essere decentralizzato e formato da cellule semi-indipendenti) potrebbe però significare una crescente inimicizia fra Al Qaeda e altri gruppi armati sunniti che agiscono da Anbar.
 
Attentato con camion carico di esplosivo e cloroQuesta rottura potrebbe essere a favore degli Stati Uniti e delle autorità irachene che sperano di alimentare un certo spirito di cooperazione da parte di capi sunniti, e di sfruttarlo per guadagnare supporto locale e riportare la pace nella provincia. In questi mesi sono aumentati gli attachi contro i civili e questo ha portato alla rottura dei rapporti fra gli sceicchi di Anbar e al-Qaeda.Il 6 aprile un attentato suicida con un camion bomba, carico di cloro esploso nella una zona residenziale di Ramadi, ha ucciso almeno 30 persone fra cui bambini. La bomba era stata programmata per scoppiare nel momento piu’ devastante in cui i fedeli si riuniscono nella moschea per la preghiera del venerdi. Pare che i responsabili dell’attentato, il sesto con una bomba al cloro da gennaio, siano i Takfir, un gruppo fondamentalista di al-Qaeda che considera infedeli gli altri mussulmani, compresi i sunniti, se non sono d’accordo con loro. In parte per rispondere a questi attacchi 200 sceicchi sunniti rappresentanti delle 50 tribu’ arabe di tutta la provincia di Anbar, si sono riuniti a Ramadi il 18 e il 19 aprile per formare un nuovo partito che si opponga ad al-Qaeda e reinserisca l’Iraq nel processo di ricostruzione politica. Il partito, soprannominato Il Risveglio dell’Iraq, dice di voler aiutare le forze della coalizione guidate dagli Stati Uniti ad essere accettate dalla popolazione locale ed è a favore della riapertura del tribunale locale per restaurare l’ordine pubblico. Il partito si riunirà in una prima assemblea ufficiale a maggio, e ha intenzione di partecipare alle elezioni provinciali di Anbar in autunno e le prossime elezioni nazionali previste per il 2009.
 
Perquisizione notturna delle forze UsaLo sceicco Abdul-Sattar Abu Risha, che è considerato il promotore del Risveglio dell’Iraq ed è il capo della tribù più importante di Anbar, ha detto di essersi guadagnato l’appoggio degli altri capi dopo che suo padre e i suoi tre fratelli sono stati uccisi l’anno scorso. Lo sceicco dice di essersi ritrovato in uno scontro all’ultimo sangue con i militanti di al-Qaeda. “Noi adesso combattiamo i Takfir; o sopravviveremo noi o loro” ha detto a Iwpr durante un intervista da casa sua che adesso è diventata una base militare, mentre mortai sparavano da tutte le parti. Questo voltafaccia dei capi sunniti, molti dei quali erano coinvolti nella resistenza contro le truppe americane, è cominciato in autunno con il Consiglio per la Salvezza di Anbar che combatte gli attentati da gruppi legati ad al-Qaeda, o che comunque si dichiarano tali. Il Consiglio per la Salvezza ha effettivamente preso il comando del Consiglio provinciale eletto, dopo che questo di fronte al crescente numero degli attentati si è spostato a Baghdad. É stato raggiunto un accordo fra le autorita’ centrali e quelle tribali, fra i leader politici e religiosi di Anbar per formare un fronte unito contro gli insorti di al-Qaeda. Il Consiglio ha il supporto di gruppi armati come le Brigate rivoluzionarie nazionaliste 1920, che prima erano parte della resistenza contro le forze americane. Una volta stabilito, il Consiglio per la Salvezza si è dimostrato cooperativo aprendo un centro di formazione militare per volontari finanziato dagli americani. L’esercito americano ha dato il suo consenso alla lotta contro al-Qaeda e ha pagato gli stipendi della polizia locale e dei soldati.É stato raggiunto anche un accordo simile con il governo iracheno, che provvede ai rifornimenti. Da quando il Consiglio della Salvezza esiste, Ramadi ha ritrovato una certa stabilità. I risultati di questa collaborazione si riscontrano in un aumento delle reclute nella polizia e nell’esercito iracheni, e ha significato anche un minor numero di attacchi contro le forze americane e irachene. Da luglio 2006, 14mila volontari civili di Anbar si sono uniti alla polizia e alla Guardia Nazionale per sopprimere le aggressioni dei ribelli di al-Qaeda e riportare l’ordine.
 
Un iracheno arrestatoFalih al-Dulaimi, membro del Consiglio della Salvezza per Anbar e del Consiglio provinciale, ha detto che da metà dell’anno scorso, il 70% della provincia di Anbar è stato ripulito dai guerriglieri di al-Qaeda. L’ex capo della polizia, il colonnello Hamid Hamd al-Shawke dice che da dicembre, le forze della sicurezza sono riuscite a proteggere i confini con la Siria e la Giordania, e l'autostrada verso l’Arabia Saudita. Ha visto restaurarsi l’ordine pubblico, e prevede che il tribunale di Ramadi, chiuso in precedenza da al-Qaeda, verrà riaperto. “Sono molti gli uffici della polizia riaperti, e molti i ribelli estremisti che sono stati uccisi o arrestati, speriamo che il tribunale riprenda il suo lavoro, e la forza della legge sia riaffermata” ha detto. Il nuovo spirito di collaborazione sta anche portando alla ricostruzione della provincia. A marzo 2007, il consiglio eletto di Anbar, adesso rientrato a Ramadi, ha tenuto una conferenza insieme ad un gruppo non governativo americano, il Local Governance Program o LGP, per formare i partecipanti a pianificare la ricostruzione della regione. Circa 85 persone, fra cui capi di istituzioni del governo, figure di rilievo sociali e religiose, hanno partecipato alla conferenza che, per ragioni di sicurezza, si è tenuta nella città curda di Erbil, per organizzare lavori di ricostruzione come ospedali e scuole, finanziati dagli Stati Uniti. Secondo uno degli organizzatori, il gruppo Lgp ha dato istruzioni sul modo di preparare un piano strategico di ricostruzione. “Siamo in contatto con il consiglio di Anbar e abbiamo formato alcuni suoi rappresentanti”, ha aggiunto la stessa fonte che non vuole rivelare il suo nome, “ É stata una buona occasione per incontrarsi per la prima volta perché alcuni membri del consiglio locale vivono a Baghdad, altri in Siria e altri ancora in Giordania”.
 
Soldato UsaIl Dott. Hussein al-Fahdawi, membro del consiglio provinciale, ha detto “I funzionari locali sono determinati a ricostruire la provincia su basi scientifiche e sostituire la distruzione con sviluppo e prosperita’”. Fahdawi ha aggiunto che il governo di Baghdad ha già assegnato fondi per la ricostruzione ed è una sua priorità restaurare servizi come elettricità e acqua corrente. Il governatore della provincia Mamun al-Alwani ha detto che la regione ha ricevuto fin’ora 146 miliardi di dinari iracheni, circa un milione di dollari statunitensi, sebbene il piano finanziario per il 2006 non sia stato ancora stabilito. Hamid Farhan al-Hayis, capo del Consiglio per la Salvezza di Anbar che opera insieme all’assemblea ufficiale, conferma: “Le tribu’ di Anbar e gli Stati Uniti stanno facendo un’opera di ristrutturazione nelle regioni ripulite dai terroristi per ricostruire ospedali, scuole e riportare condizioni sanitarie igieniche, grazie ai fondi americani”. Nonostante il beneficio comune sia evidente, non si sa quanto a lungo possa durare questo spirito di collaborazione fra sunniti, soldati americani e il governo dell’Iraq di prevalenza sciita. Gli estremisti sunniti si oppongono ancora alla presenza degli Stati Uniti nella regione, benché abbiano un disperato bisogno di aiuto per sopprimere gli attentati di al-Qaeda e delle milizie sciite. Ci si preoccupa che il compromesso che hanno fatto per guadagnarsi aiuto non sia una garanzia a lungo termine e che possano in futuro riallinearsi con i loro nemici. Yasir al-Dulaimi era un giornalista che scriveva per Iwpr da Ramadi. E’ stato ucciso il 30 dicembre da una macchina esplosa a Baghdad. Il materiale sul Consiglio per la Salvezza di Anbar usato in questo articolo é il suo ultimo reportage prima della sua morte. Dana Asad scrive per Iwpr da Erbil.
 
Traduzione di
Laura Passetti 

 
Parole chiave: Tribali, sunniti, al qaeda, al anbar
Categoria: Guerra
Luogo: Iraq
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