09/05/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



La Striscia di Gaza è davvero un feudo dell'islam radicale?
Domenica 6 maggio miliziani palestinesi hanno attaccato una scuola dell'Unrwa a Gaza, uccidendo una persona e ferendone sette, solo perché ritenevano che all'interno i bambini e le bambine danzassero assieme. Pare che gli autori della sparatoria, rimasta fortunatamente al di fuori dell'edificio, siano gli stessi che, nei mesi precedenti, avevano attaccato diversi internet point e piscine, luoghi a loro avviso responsabili di “allontanare la gente dall'islam”. Ma la Striscia di Gaza sta davvero diventando un feudo dell'islam radicale?

Il programma di Al Aqsa TvTopolino e le propagande. La maggior parte dei media internazionali ha riportato la notizia che la televisione di Hamas, Al Aqsa Tv, trasmette da settimane un programma condotto da un topo, ispirato al mickey mouse dinseyano, che insegna ai bambini i valori dell'Islam. Il programma, intitolato Ruad al Ghad, pionieri del futuro, è stato citato dai media israeliani come esempio dell'ideologia di morte che i palestinesi vogliono trasmettere alle nuove generazioni. Il topo insegna l'odio verso Israele e gli statunitensi, l'amore per la resistenza e la a supremazia dell'Islam sulle altre religioni. Non è la prima volta che i media internazionali mettono in risalto questi aspetti della propaganda islamista, in passato sono stati pubblicati diversi estratti, perlomeno controversi, dei libri di testo palestinesi. Oggi però, l'enfasi data a un programma per bambini pare piuttosto una propaganda al rovescio, nel senso che punta a mettere in cattiva luce l'intera popolazione palestinese.

La scuola dell'Unrwa attaccata dai milizianiAnarchia. Dall'inizio dell'anno, 161 palestinesi sono rimasti uccisi in episodi di violenza, 893 sono rimasti feriti, 116 persone sono state sequestrate e 40, tra istituzioni sociali e Ong, sono state attaccate. La situazione nei territori occupati, e soprattutto nella Striscia di Gaza, viene da qualche tempo descritta come 'anarchia armata', perché è in atto un violento braccio di ferro tra le varie fazioni. Ci sono le milizie legate a Fatah che si scontrano con quelle di Hamas, ci sono i gruppi armati rimasti fuori dal governo di unità nazionale, come la Jihad Islamica, le milizie tribali e, da un anno a questa parte, si sente dire che c'è anche al Qaeda. “Se chiedi alla gente di Gaza ti risponderà che al Qaeda è un'invenzione americana” spiega una cooperante che conosce molto bene l'ambiente della Striscia. ” É una provocazione che ha distrutto l'idea di liberazione dall'occupazione e di ogni democrazia possibile. Solo un pretesto che, però, diventa facilmente realtà in un contesto senza soluzione: la realtà della Striscia è assurda, sia dal punto di vista sociale che umano. La gente non ha nemmeno gli spiccioli per sopravvivere e il 40 percento dei giovani sta tentando di lasciare il paese. É ovvio che ci siano dei guerriglieri che a questa 'al Qaeda' si appoggiano. Ancora una volta il radicalismo religioso viene sbattuto in faccia all'opinione pubblica come fosse una causa, quando invece il problema rimane l'occupazione”.

Ayman al Zawahiri, numero due di al QaedaHamas, al Qaeda e le tribù. In teoria la differenza ideale tra Hamas e Al Qaeda è che quest'ultima non crede nell'impegno politico ma solo nella 'guerra santa'. Hamas, che ha accettato di partecipare al governo di unità nazionale, non è coinvolta negli episodi di fanatismo come l'attacco alla scuola dell'Unrwa, che è stato opera di un gruppo di invasati salafiti. “Il governo palestinese, e Hamas in particolare, hanno tutto da perdere con questa anarchia -spiega ancora la cooperante- ma al momento non sono in grado di controllarla, anche perché, all'interno di Hamas c'è un ala estremista che si oppone al compromesso e si è fatta sedurre dall'ideologia salafita”. A fine marzo il numero due di Al Qaeda, Ayman al Zawahiri, ha accusato Hamas di aver venduto la Palestina, un messaggio che evidentemente ha trovato terreno fertile anche tra i sostenitori delusi di Ismail Haniyeh. Quando si parla di Al Qaeda in Palestina, però, non si parla solo di palestinesi, ma si allude all'infiltrazione di jihadisti stranieri, che tutti dicono esistere, ma nessuno ha mai incontrato. “Non si fanno vedere, ma la gente di Gaza si conosce tutta”, conclude la cooperante, “Sono arabi, certo, di loro si dice che sono gente ben pagata, che a un certo punto si è ritrovata con tante armi in mano”. “Qualche mese fa sono arrivati finanziamenti di origine sconosciuta ad alcuni ex membri di Hamas insoddisfatti del movimento” scriveva Michele Giorgio,il 25 aprile scorso, citando 'indiscrezioni'.
 

Naoki Tomasini

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