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Topolino e le propagande. La
maggior parte dei media internazionali ha riportato la notizia che la
televisione di Hamas, Al Aqsa Tv, trasmette da settimane un programma
condotto da un topo, ispirato al mickey mouse dinseyano, che insegna
ai bambini i valori dell'Islam. Il programma, intitolato Ruad al
Ghad, pionieri del futuro, è stato citato dai media israeliani
come esempio dell'ideologia di morte che i palestinesi vogliono
trasmettere alle nuove generazioni. Il topo insegna l'odio verso
Israele e gli statunitensi, l'amore per la resistenza e la a
supremazia dell'Islam sulle altre religioni. Non è la prima
volta che i media internazionali mettono in risalto questi aspetti
della propaganda islamista, in passato sono stati pubblicati diversi
estratti, perlomeno controversi, dei libri di testo palestinesi. Oggi
però, l'enfasi data a un programma per bambini pare piuttosto
una propaganda al rovescio, nel senso che punta a mettere in cattiva
luce l'intera popolazione palestinese.
Anarchia. Dall'inizio
dell'anno, 161 palestinesi sono rimasti uccisi in episodi di
violenza, 893 sono rimasti feriti, 116 persone sono state sequestrate
e 40, tra istituzioni sociali e Ong, sono state attaccate. La
situazione nei territori occupati, e soprattutto nella Striscia di
Gaza, viene da qualche tempo descritta come 'anarchia armata', perché
è in atto un violento braccio di ferro tra le varie fazioni.
Ci sono le milizie legate a Fatah che si scontrano con quelle di
Hamas, ci sono i gruppi armati rimasti fuori dal governo di unità
nazionale, come la Jihad Islamica, le milizie tribali e, da un anno a
questa parte, si sente dire che c'è anche al Qaeda. “Se
chiedi alla gente di Gaza ti risponderà che al Qaeda è
un'invenzione americana” spiega una cooperante che conosce molto
bene l'ambiente della Striscia. ” É una provocazione che ha
distrutto l'idea di liberazione dall'occupazione e di ogni democrazia
possibile. Solo un pretesto che, però, diventa facilmente
realtà in un contesto senza soluzione: la realtà della
Striscia è assurda, sia dal punto di vista sociale che umano.
La gente non ha nemmeno gli spiccioli per sopravvivere e il 40
percento dei giovani sta tentando di lasciare il paese. É
ovvio che ci siano dei guerriglieri che a questa 'al Qaeda' si
appoggiano. Ancora una volta il radicalismo religioso viene sbattuto
in faccia all'opinione pubblica come fosse una causa, quando invece
il problema rimane l'occupazione”.
Hamas, al Qaeda e le tribù.
In teoria la differenza ideale tra Hamas e Al Qaeda è che
quest'ultima non crede nell'impegno politico ma solo nella 'guerra
santa'. Hamas, che ha accettato di partecipare al governo di unità
nazionale, non è coinvolta negli episodi di fanatismo come
l'attacco alla scuola dell'Unrwa, che è stato opera di un
gruppo di invasati salafiti. “Il governo palestinese, e Hamas in
particolare, hanno tutto da perdere con questa anarchia -spiega
ancora la cooperante- ma al momento non sono in grado di
controllarla, anche perché, all'interno di Hamas c'è un
ala estremista che si oppone al compromesso e si è fatta
sedurre dall'ideologia salafita”. A fine marzo il numero due di Al
Qaeda, Ayman al Zawahiri, ha accusato Hamas di aver venduto la
Palestina, un messaggio che evidentemente ha trovato terreno fertile
anche tra i sostenitori delusi di Ismail Haniyeh. Quando si parla di
Al Qaeda in Palestina, però, non si parla solo di palestinesi,
ma si allude all'infiltrazione di jihadisti stranieri, che tutti
dicono esistere, ma nessuno ha mai incontrato. “Non si fanno
vedere, ma la gente di Gaza si conosce tutta”, conclude la
cooperante, “Sono arabi, certo, di loro si dice che sono gente ben
pagata, che a un certo punto si è ritrovata con tante armi in
mano”. “Qualche mese fa sono arrivati finanziamenti di origine
sconosciuta ad alcuni ex membri di Hamas insoddisfatti del movimento”
scriveva Michele Giorgio,il 25 aprile scorso, citando
'indiscrezioni'. Naoki Tomasini
Parole chiave: Islam, unrwa scuola, al Aqsa Tv, salafiti, hamas, al Qaeda