18/12/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



Dopo l'esilio di cinque anni, Kimmie Weeks torna in Liberia per i bambini soldato
Scritto per noi da
Damiano Razzoli 
 
Kimmie Weeks, foto di Mana SakaguchiLa Missione Internazionale per i Bambini Soldato è il progetto chiave a cui un giovane liberiano sta lavorando. Nel gennaio 2005, Kimmie Weeks sarà in Africa occidentale. Si tratta di un ritorno desiderato, cercato e ottenuto, dopo cinque anni di esilio negli Stati Uniti. "Sono molto emozionato e allo stesso tempo spaventato." confida Kimmie. "Sarò costretto a prendere serie precauzioni una volta sul campo". Il ventitreenne, nato a Monrovia, è scampato alla guerra civile liberiana dopo aver vinto il colera e denunciato l'arruolamento di bambini soldato da parte dei militari alleati al presidente Taylor. Nel suo giro sarà accompagnato da attivisti, ricercatori e da una troupe della Bbc, che realizzerà un documentario sul viaggio, filmandone ogni tappa, attività, incontri, discorsi e pensieri.
 
Per i figli della guerra - "In Liberia i bambini soldato, una volta sradicati dall'esercito, vengono abbandonati a loro stessi. Prima del mio Paese, visiterò la Sierra Leone, e poi i campi profughi del Ghana. Voglio portare l'attenzione dell'opinione pubblica mondiale sull'uso dei bambini in guerra e sui programmi di sviluppo per la loro riabilitazione e il loro reinserimento nella società". Ciò significa assicurarsi che ricevano una buona educazione, senza limitarsi semplicemente a disarmarli. "Quando incontrerò i responsabili delle agenzie governative e delle organizzazioni internazionali," continua il giovane pacifista "esporrò chiaramente necessità e richieste, rammentando uno degli ostacoli principali che rallentano la nostra azione: non riuscire a disporre di contributi adeguati per finanziare i programmi di aiuto, tra cui rientra il Learning Tree Iniziative, sostenuto dall'Unicef, che consiste nel mandare a scuola più di 1 milione di bambini un tempo combattenti. Sto allestendo una campagna nazionale per la raccolta fondi che verrà lanciata quando rientrerò negli Stati Uniti".
 
Verso il futuro - L'intento di Kimmie Weeks è quello di avviare un percorso per la sopravvivenza e la ricostruzione. "Dobbiamo imparare ad erigere spazi migliori per i bambini e le donne afflitti dalle violenze. Questo è possibile: sono molti i giovani ad impegnarsi. E' necessario ricompensarli con fiducia: stanno compiendo sforzi incredibili per le persone e sono loro a fare la differenza, soprattutto nei Paesi africani, dove si uniscono in associazioni e avviano progetti che favoriscono la costruzione di una cultura di pace. Devono chiedere alla gente di appoggiarli, devono far sentire la propria voce".
 
E la voce di Kimmie si sofferma adesso sulla situazione della politica liberiana, che sollecita un'attenta riflessione. Nel 2005 si terranno le elezioni presidenziali, attese con pazienza da un Paese che esce da più di un decennio di guerra e sta riabbracciando la comunità internazionale. L'ex calciatore George Weah vorrebbe aspirare a questo ruolo. Kimmie Weeks, al momento, non appoggia ancora un candidato. "Penso che i liberiani non abbiano bisogno solo di una figura individuale, ma di qualcuno che possieda una forte leadership ed integrità sufficiente per respingere la corruzione. Se George Weah risponde a questi criteri, e se ha il cuore, che sono sicuro lui abbia, per dare di più alla Liberia, lo sosterrò definitivamente. Ma devo prima sapere qual è il suo programma di governo e osservare quali altri candidati si presenteranno per la carica di presidente". Per il domani, non sembra avere dubbi. "Continuerò a concentrarmi soprattutto sui progetti di sviluppo in Liberia e in Africa. Mi sento più attivista umanitario che uomo politico". Anche se è ancora giovane, Kimmie Weeks ha già offerto un contributo importante alla causa della pace. Ma in fondo, ricorda, "non si è mai finito di fare abbastanza".
Categoria: Bambini, Pace
Luogo: Liberia