05/05/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Cambiare passaporto e carta d'identità in Iraq. Il racconto di un giovane blogger a Baghdad
Scritto per noi da Faris,
 un blogger a Baghdad
 
Qualche giorno fa ho finalmente deciso di richiedere una nuova carta d’identità. Si tratta del documento che ciascuno deve portare con sé fuori di casa e che spesso viene richiesto ai checkpoint. Quello che avevo io mi era stato rilasciato a metà degli anni Novanta e in qualche occasione ai checkpoint mi avevano detto che avrei dovuto richiederne un altro perché il mio non aveva il triangolo giallo fosforescente. Ma visto che il mio passaporto era scaduto, avevo bisogno della carta d'identità per rinnovarlo.

Iracheno con l'identità tatuata sul ginocchio, per essere riconoscibile in caso di morte La carta d'identità in sè rappresenta una preoccupazione per alcune persone: uno dei miei amici per esempio teme falsi check point degli squadroni della morte. Anche se il documento dice se sei musulmano, cristiano, mandeano o cos’altro, non specifica comunque di quale setta musulmana sei. Il cognome o il luogo di nascita però lo svelano quasi sempre, a meno che tu non sia nato a Baghdad. Il mio amico era così preoccupato di essere fermato da un falso checkpoint che si è procurato una carta d'identità falsa con un cognome diverso. Non penso però se lo porti ancora dietro visto che i falsi checkpoint non sono più così diffusi come prima.
Per quanto mi riguarda, ho solo ristretto i miei spostamenti alle aree più neutrali, come il quartiere Karrada e quello di Mansour che, anche se si possono considerare appartenenti ad una certa setta, sono relativamente tranquille. Ci sono altre zone in cui gli insorti e i miliziani hanno preso il sopravvento e queste, il quartiere di Amariya e Sadr City ad esempio, sono le aree che evito perché ,anche se appartenessi alla loro setta, non mi sentirei abbastanza sicuro. Questo tipo di discriminazione, alla fine, non è altro che una facciata per nascondere intenzioni criminali. Magari non gli piaccio e basta e mi uccidono comunque. A mio parere, in quelle zone, sono le conoscenze che hai a salvarti e io non ne ho nessuna.

Sistema per il riconoscimento dell'identità mediante l'iride Nahida è la donna che mi aiuta in qualsiasi cosa, visto che io sono cresciuto in Gran Bretagna e quindi non parlo bene l’arabo e non so come funzionano le cose qui; lei mi ha consigliato di dire che ho perso la mia vecchia carta d'identità e di non riconsegnare quella vecchia perché è sempre utile averne un’altra copia da parte per eventuali pratiche. Così siamo andati all’ufficio che rilascia questi documenti e ha cercato uno ‘scrittore’ che richiedesse per me e mio padre una nuova carta d'identità senza che né io né lui dovessimo presentarci sul posto. Gli ‘scrittori’ sono quelle persone che stanno sedute fuori dagli uffici del governo e che, dietro un modesto pagamento, scrivono le richieste e, a volte, danno informazioni non molto affidabili su quello che bisogna fare per le pratiche burocratiche di cui hai bisogno, altre volte si occupano di tutto al posto tuo. Il giorno successivo Nahida è tornata a casa con una nuova carta d'identità per mio padre. Il documento conteneva un adesivo olografico dell’Iraq al posto del triangolo giallo fosforescente. Nessuna carta d'identità per me, però, perché sono nato all’estero e devo richiedere il cambiamento di luogo di nascita di persona. Poiché io in realtà non volevo cambiarlo, il giorno seguente io e Nahida siamo tornati all’ufficio per riprovarci, sperando che avrebbero lasciato correre per sbaglio. Abbiamo consegnato il modulo senza problemi e ci hanno detto di tornare nel pomeriggio per ritirare il nuovo documento. Nahida ci è poi tornata da sola e le hanno detto che di recente ordini del governo hanno stabilito che tutti gli iracheni nati all’estero devono cambiare il loro luogo di nascita.

Passaporto iracheno Un altro giorno dopo, Nahida ed io siamo tornati per le pratiche per il cambiamento da fare. Lei è entrata e io ho aspettato fuori e mi ha chiamato quando hanno voluto vedermi. Quando mi hanno invitato a firmare un foglio per richiedere il cambiamento del luogo di nascita, ho chiesto la ragione e il funzionario mi ha spiegato che erano ordini di Saddam, evidenziando che era un provvedimento ideato per la protezione di persone come me e che il nuovo governo non aveva ancora fatto nulla per abolire questa pratica. Così, dopo un’altra ora passata a correre avanti e indietro a far firmare questa e quella persona, abbiamo finalmente consegnato il modulo completo con tutti i documenti allegati che confermavano il cambiamento del luogo di nascita. Durante tutto il processo, Nahida è entrata in confidenza con una delle donne dell’ufficio, così siamo riusciti a velocizzare l’operazione. Meno di mezz’ora dopo tenevo in mano la mia carta d'identità nuova di zecca.
 
Successivamente, Nahida ed io siamo andati all’ufficio per i passaporti sul nostro lato del fiume, trovandolo però chiuso perché il governo aveva scoperto i dipendenti a fare passaporti falsi. Ci hanno detto che riaprirà entro un mese. Recentemente Nahida ha chiesto quando potrò ottenere un nuovo passaporto. Io credo che ci sia un ordine che stabilisce quando hai diritto ad ottenerlo in base al tuo nome. Ha scoperto che dovrò aspettare fino a giugno; per fortuna non ho fretta, altrimenti dovrei fare come fanno molti, cioè pagare almeno 500 dollari per averne uno nuovo illegalmente.
 
Traduzione di Chiara Pallotti
 
Parole chiave: Iraq, documenti, carta d'identità, Mansour, karrada, sadr city
Categoria: Diritti, Popoli
Luogo: Iraq
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