Un giornalista israeliano commenta la crisi politica in Israele dopo l'inchiesta sulla guerra in Libano
scritto per noi da
Dan Rabà
Solo sei mesi fa Israele si trovava in
guerra. La guerra era stata considerata una facile passeggiata, una
reazione d'orgoglio al rapimento di tre ragazzi, meglio soldati!
Olmert aveva picchiato il pugno sul tavolo e aveva detto "adesso
basta!".
L'uomo sbagliato al posto sbagliato. Molti si erano chiesti perché
dei soldati prigionieri devono essere considerati "rapiti"?
Un soldato prigioniero deve essere trattato secondo le norme
internazionali e scambiato, alla fine del conflitto, con i
prigionieri dell'altra parte. Ma la guerra tra palestinesi e
israeliani non è una guerra pura come una volta, è una
guerra con elementi di guerriglia, sequestri, contrabbando di armi e
droga, caccia all'uomo con aerei ed elicotteri. Vi sono anche molte componenti
di
cinema e teatro, un gioco delle parti. La visione di Pirandello è
egemone, il presidente è poi sequestrato, prima ha tutti i
poteri poi nessuno, un giorno ha eserciti e polizia il giorno dopo
minaccia le dimissioni perché non può fare nulla. La
grande verità è che gli israeliani non si fidano degli
arabi, le mosse degli arabi sono impreviste, chi si aspettava ferro e
fuoco dopo che Sharon si ritirò dalla Striscia di Gaza? Ci si
aspettava un po' di gratitudine e un paio di proposte di
pacificazione. Detto questo, in generale, la Seconda
Guerra del Libano dopo pochi giorni già sembrava un disastro.
Il governo era stato formato da poche settimane, il ministro della
difesa era un civile (cosa che accade di rado), ma era anche uno che
non si era mai occupato di esercito, guerre e politica estera. Amir
Peretz veniva dal sindacato, dalle lotte sociali, le pensioni.
Il
Primo Ministro, credendo di essere un grande stratega, invece di
metterlo al ministero del Tesoro lo ha messo alla Difesa. "Così,
mi darà meno fastidio", avrà pensato. Risultato: Peretz non ha diretto
l'esercito perché non aveva ancora studiato il problema e non
si era inserito nel suo posto di lavoro.
Una guida frettolosa. Una considerazione sul comandante in
capo dell'Esercito, Halutz. Il generale, ottimo pilota, patriota
giurato, 40 anni di esercito e azioni brillanti. Comandante dell'aviazione si
era
distinto in un'operazione insolita, lo sgombero dei cittadini
israeliani dalle colonie intorno a Gaza. E' stato immortalato
dall'informazione per una sua uscita infelice, quando un pilota , che
aveva lanciato una bomba per uccidere un importante terrorista su una
casa abitata e aveva ucciso un certo numero di palestinesi tra i
quali molti bambini, era molto turbato. Chiesero ad Halutz cosa lui
avrebbe provato nel lanciare la bomba. "Una leggera vibrazione
dell'aereo nella zona della coda".
Voleva essere una uscita di umore nero, alla John Wayne, ed è
rimasta una pezza sanguinante che fotografa la sua scarsa
sensibilità. Il General Halutz era il primo comandante della
Aeronautica ad essere nominato Comandante in capo delle forze armate.
Nelle considerazioni della Commissione
di inchiesta Winograd si disegna questo quadro: il primo ministro
Olmert ha deciso una Guerra senza capire cosa stava facendo e quali
fossero le conseguenze. Il ministro della Difesa, nonostante qualche
timido dubbio, ha appoggiato le proposte dell'esercito. Il Comandante
Halutz ha voluto dimostrare che, con una brillante operazione aerea,
avrebbe risolto il problema. La commissione lo accusa di eccessivo
carisma: avrebbe convinto il gabinetto delle sue opinioni senza
preparare alternative. La Troika, i tre dirigenti, non hanno valutato
le eccessive difficoltà dei cittadini. L'esercito non era
pronto e la popolazione non era pronta, non era protetta. Come
reagisce oggi la popolazione? Ogni settore si lamenta per i danni
subiti, per le perdite, per le vittime. I settori colpiti sono
moltissimi e ognuno reagisce a suo modo.
Anziani abbandonati senza assistenza,
senza cibo, soli nelle abitazioni o nei rifugi. Bambini chiusi in
rifugi, senza giochi e televisione, per più di 30 giorni.
Danni a fabbriche e negozi per mancato lavoro. A tutto questo bisogna
aggiungere l'impressione che fanno 7 inchieste che riguardano
Olmert per corruzione, abusi, interesse privato nella gestione della
cosa pubblica.
Crisi politica a tutti i livelli. Inoltre, per completare il panorama, il
ministro del Tesoro si è dimesso da poco per una enorme
truffa. Il Ministro della Giustizia, si è dimesso perchè
è stato considerato colpevole di molestie sessuali, compiute
il giorno della riunione governativa che decideva la guerra. Si parla
della seconda Guerra del Libano, perfino una commissione governativa
ne ha consacrato il nome, ora ufficiale. Eppure il governo ha
stabilito solo di eseguire una missione. Non ha ancora stabilito
giuridicamente che si trattò di una guerra. La cosa può
sembrare insignificante, ma ha molte implicazioni economiche, Su come
si stabiliscono le riparazioni, se durante la guerra i genitori sono
stati coi bambini che avevano paura e non c'era l'asilo o la scuola
devono essere pagati o hanno preso "vacanza"? Tutte le
regole cambiano in una guerra e il governo deve pagare. Durante una
"missione", in fondo non succede nulla. Si può dire
che per un motivo o per un altro ogni cittadino ha motivo di pensare
che Olmert lo ha preso in giro, ha fatto il suo tirocinio di primo
ministro sulla pelle della gente che lavora . In questo caso le
divergenze non sono solo ideali e politiche e i danni sono forti e di
natura materiale.
Rimane anche un problema politico, e il
Parlamento che ha votato a favore della azione militare in Libano è
considerato dalla Commissione di inchiesta responsabile. In questo
Parlamento il governo ha ancora la maggioranza e potrebbe continuare
a governare. Ci sono primi elementi di dibattito sia nel partito di
Olmert (Kadima) che nel partito di Peretz (Havoda'). Per ora la
coalizione sopravvive. Bisogna aspettare gli sviluppi.