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Diamanti. L'eliminazione dell'embargo, presa all'unanimità dal Consiglio di
Sicurezza, è stata accompagnata dal riconoscimento dei progressi fatti
dalla Liberia negli ultimi due anni, e coincidenti con la transizione
politica che ha portato alla presidenza Ellen Johnson-Sirleaf, primo
capo di stato africano donna. Entro 90 giorni, il Consiglio riesaminerà
la decisione, per vedere se la Liberia è in grado o meno di monitorare
il commercio di pietre preziose verso l'estero. Per questo, a breve il
Paese dovrebbe entrare nel Kimberley Process (Kp), un organismo
di controllo internazionale che comprende 71 stati e diverse
organizzazioni internazionali e che ha il compito di controllare che i
diamanti commercializzati non provengano da zone teatro di
conflitti. Questo per evitare che la vendita delle pietre preziose
foraggi eserciti e gruppi ribelli e contribuisca alle guerre civili
che, dall'Angola alla Sierra Leone passando per la Liberia, hanno
devastato l'Africa negli ultimi decenni. Per celebrare la notizia, la
Sirleaf ha partecipato sabato all'inaugurazione del primo dei dieci
centri statali per la vendita dei diamanti che sorgeranno nel Paese.
Fiducia. Una transizione che, secondo Barnes, sta procedendo senza intoppi: "Il
popolo acquista fiducia ogni giorno di più, anche grazie
alla presenza dei caschi blu dell'Unmil, che per il momento
garantiscono la stabilità. Vorrei sottolineare come, nonostante la
Liberia resti una nazione estremamente povera, la nostra crescita
economica quest'anno sia stimata all'11 percento". Restano però tante le
sfide che l'amministrazione Sirleaf dovrà affrontare: dalla lotta alla
corruzione, che negli ultimi mesi sembra aver sofferto una battuta
d'arresto, al rialzo dei prezzi dei generi di prima necessità
registrato recentemente e che ha suscitato lamentele, considerato che
il tasso di disoccupazione è all'85 percento. "Il rialzo dei prezzi è
paradossalmente un buon segnale - conclude Barnes - perché significa
che il Paese sta crescendo e che si sta integrando nel mercato
mondiale. Per la Liberia è cominciata una nuova era".Matteo Fagotto