L’esercito birmano, tornato all’offensiva, minaccia i campi profughi in Thailandia
Il regime militare birmano non dà tregua alla minoranza Karen.
Tre settimane fa l’esercito birmano e le milizie filo-governative dell’Esercito
Democratico Buddista dei Karen (Dkba) hanno avviato una grande offensiva contro
le basi della guerriglia indipendentista dell’Unione Nazionale Karen (Knu), creando
una nuova ondata di sfollati, che si sono rifugiati nei già traboccanti campi
profughi al di là del confine thailandese. Non contenti, esercito e Dkba hanno
piazzato artiglieria e mitragliatrici pesanti sulle cime montuose che segnano
la frontiera, puntandole contro il sottostante
campo di Mae La, dove si trovano oltre 50 mila profughi fuggiti dalla guerra e dalle persecuzioni
del regime birmano.
Profughi in fuga da Mae La. Molti di loro hanno già lasciato il campo, o si stanno preparando a farlo, per
paura di un imminente attacco, dal quale cercano la fuga scappando nell’interno
del territorio thailandese.
Il governo di Bangkok pare condividere le preoccupazioni dei profughi, visto
che ha inviato al confine interi battaglioni di polizia da impiegare in caso di
attacco birmano.
Non sarebbe la prima volta che i Karen vengono attaccati anche oltreconfine.
Nella seconda metà degli anni Novanta, l’esercito birmano e i Karen “collaborazionisti”
del Dkba hanno compiuto diverse incursioni contro i campi profughi in Thailandia,
uccidendo centinaia di sfollati Karen e decine di civili e militari thailandesi.
La denuncia di Human Rights Watch. “La brutale campagna del governo del Myanmar contro la minoranza Karen ha già
prodotto eclatanti violazioni dei diritti umani”, ha dichiarato Sophie Richardson,
dirigente della sezione asiatica di
Human Rights Watch. “Un’estensione di questa campagna al di là del confine per attaccare i rifugiati
mostrerebbe solo quanto flagranti siano gli abusi delle forze birmane”.
Nel dicembre 2003, dopo sessant’anni di lotta armata, gli indipendentisti dell’Unione
Nazionale Karen avevano firmato un cessate il fuoco con la giunta militare birmana,
che però nel 2006 lo ha violato sferrando nuovi attacchi che hanno causato centinaia
di morti e la fuga di oltre 30 mila Karen.
Un appello alla comunità internazionale. “Dopo anni vissuti in campi per rifugiati, fuggiti dalle zone di combattimento,
questi civili ora vivono nel terrore degli attacchi oltre confine”, ha detto la
Richardson. “Il piano birmano di attaccare civili ed ostacolare il loro accesso
al cibo è deplorevole e la comunità internazionale dovrebbe condannare tutto questo
con termini più forti possibili e supportare gli sforzi del governo della Thailandia
per dare rifugio a queste persone".
E.P.