27/04/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Sopravvivere in Iraq è difficile, ma lasciare il paese non è tanto più semplice
Oday è un giovane iracheno che un anno fa ha deciso di lasciare il paese d'origine e trasferirsi a Doha, in Qatar. La sua vicenda è simile a quelle di migliaia di altri, sospese tra le difficoltà della sopravvivenza di ogni giorno e il desiderio di fuggire. Dall'inizio della guerra gli iracheni che hanno lasciato le proprie case per fuggire in altri quartieri, città o paesi, sono oltre due milioni. Per tutti loro, il primo passo è quello di ottenere un passaporto, pratica sempre più complessa e onerosa.

Iracheno esibisce il suo documentoIl passaporto. Una volta giunto in Qatar, Oday ha avuto la necessità di rinnovare il suo documento di viaggio. “Ottenere un passaporto -racconta- è una delle cose più difficili per un iracheno che vive fuori dall'Iraq. Prima di tutto i passaporti non vengono emessi dalle ambasciate. La sola possibilità è quella di avere delle conoscenze a Baghdad, a cui poter mandare la domanda di rinnovo con un corriere. É quello che ho fatto anche io, ho chiamato molte delle persone che conosco nella capitale e alla fine, con l'aiuto di un cugino, dopo due mesi di telefonate e insistenze, sono riuscito a ottenerlo. Ottenuto il passaporto, Oday ha potuto tornare a Baghdad per un breve periodo di lavoro. “Entrare nel paese è stato semplice, ma poi ho dovuto spostarmi con delle guardie armate per essere il più sicuro possibile”. Odai pensa che la cosa migliore per lui sia rimanere a Doha, oppure recarsi in Germania, dove vive la sua ragazza. Anche in questo caso però la procedura è tutt'altro che semplice: “Prima di tutto occorre avere un passaporto di tipo G o del vecchio tipo H, poi occorre un invito da parte di un cittadino tedesco e presentare documentazione bancaria che dimostri che si hanno abbastanza soldi per sopravvivere in Germania, ma non solo. Bisogna esibire i biglietti dei voli di andata e ritorno, le prenotazioni degli alberghi e un'assicurazione valida. A qual punto non resta che attendere due settimane per conoscere la risposta da Berlino”.

Iracheno mentre produce documenti d'identitàM,N,H,S,G? Ma cosa sono i passaporti di tipo G e H? “Fino a un anno fa -spiega Oday- c'erano in circolazione 5 tipi di passaporti iracheni: M, N, H, S, e i nuovi di tipo G. I primi tre risalgono a prima del 2003 e sono stati emessi sotto il regime di Saddam, la serie S è stata creata dopo l'occupazione del paese mentre la più recente è la serie G, che offre le maggiori garanzie ma non è semplice da ottenere, dato che ne vengono prodotte molte meno di quante siano le richieste. I problemi nascono dal fatto che il governo ha cancellato le vecchie serie M e N, mentre quella di tipo S non viene riconosciuta nella maggior parte dei paesi arabi, così come in Europa e negli Stati Uniti. La serie G oltretutto viene emessa solo in un ufficio di Baghdad, così gli iracheni che vivono in altre città, per richiederla, sono costretti a sobbarcarsi i rischi e l'onere di un viaggio verso la capitale. C'è gente che sostiene che queste difficoltà servano tra l'altro a ridurre il numero delle persone che lasciano il paese, ma io non credo che il governo segua criteri così sofisticati nel prendere decisioni. Penso piuttosto che ci siano pressioni da parte della comunità internazionale per avere passaporti più sicuri. Le difficoltà burocratiche e non, dipendono principalmente dal conflitto di competenze tra ministero degli Esteri e dell'Interno, che si contendono il diritto di emettere documenti”.

Passaporto multiplo irachenoDove fuggire allora? “Ovviamente essere in possesso di un documento valido non è che la prima delle difficoltà per un aspirante rifugiato iracheno. Il grande numero di profughi in fuga sta spingendo a stringere le maglie anche i paesi che inizialmente offrivano maggiore accoglienza. La Siria, che ospita già oltre un milione di iracheni, ha recentemente tentato di imporre delle restrizioni all'ingresso e ha anche chiuso i confini per un certo periodo. L'ultima volta che sono stato in Giordania poi, l'unico permesso che mi hanno concesso è stato di 18 ore. Ottenere lo status di rifugiato, dunque, non è semplice e dipende dalle leggi dei singoli paesi. Ad esempio la Germania e la Gran Bretagna non accettano richieste di asilo da parte degli iracheni, mentre paesi come Svezia e Olanda hanno semplificato le procedure di ammissione. Siria, Giordania ed Egitto sono i paesi in cui al momento è più semplice accedere ma, una volta entrati, trovare un lavoro è quasi impossibile. I dati del lavoro nero e della prostituzione, infatti, sono in netto aumento. Io penso che la maggior dei fortunati che sono riusciti a trovare asilo e un lavoro all'estero non torneranno mai in Iraq. Io stesso non ne ho alcuna intenzione, almeno a breve termine".
 

Naoki Tomasini

Articoli correlati: Conflitto in quest'area: La scheda paese: Gli argomenti più discussi: Le parole chiave più ricorrenti:
Pubblicità
creditschi siamoscrivicicollaborasostienicipubblicità