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I fatti. Dalle prime ore della
mattinata, violenti scontri a fuoco scuotono la città. Gli
etiopi hanno sguinzagliato una lunga colonna di blindati in direzione
di alcuni quartieri nei pressi del vecchio stadio di calcio. “Oggi
gli etiopi hanno conquistato un punto strategico, riuscendo
ad avere la meglio sulle milizie e a prendere il controllo del
mercato del bestiame”, ha riferito una fonte locale all'agenzia di
stampa Misna. L'intento è spazzare via i ribelli, senza usare
mezze misure. Bombardamenti senza sosta stanno distruggendo l'area di
Towfiq, tanto che gli integralisti stanno lentamente cedendo e
abbandonando alcune delle loro roccaforti del nord. Lo riferiscono
diverse fonti locali. Per saperne di più occorre attendere
l'annuncio del primo ministro del governo somalo, Ali Mohamed Gedi,
che svelerà i progressi fatti contro le Corti. Intanto, ancora
la Misna riporta la voce insistente secondo la quale almeno un aereo da ieri stia
sorvolando la capitale, in quelli che appaiono voli di ricognizione.
Dal canto loro. ''Siamo sotto un
pesante fuoco di artiglieria e di carri armati. Gli etiopi stanno
usando tutto quanto hanno a disposizione in forze e mezzi'', ha,
infatti, riferito un combattente appartenente agli Hawiye, clan che
domina Mogadiscio. ''Questo è l'attacco più pesante mai
visto da quando è iniziata la guerra'', ha aggiunto la fonte.
Per rispondere alla pioggia di fuoco, i ribelli stanno usando armi
automatiche, missili e granate Rpg. Abitanti, autorità e
attivisti di organizzazioni umanitarie hanno detto che quasi 300
civili sono stati uccisi in una settimana di combattimenti che si
sono concentrati attorno alla roccaforte degli integralisti islamici
a Mogadiscio Nord.
Avanti tutta. Eppure, nonostante
tutto, raccomandazioni Onu comprese, il governo di transizione
non ci sente e ripete che non ci sarà tregua nella battaglia
finché le Corti islamiche non saranno annientate. Il ministro
degli Esteri somalo, Ismail Mohamoud Hurre, ha precisato che morte e
violenza sono il prezzo da pagare per tornare alla normalità
in un paese che non ha un governo nazionale funzionante da 16 anni.
“Le truppe etiopi, fermando gli elementi della Jihad, causa prima
dell'instabilità, stanno facendo grandi cose”, ha aggiunto. Stella Spinelli
Parole chiave: mogadiscio, somalia, corti islamiche, addis abeba, etiopi, etiopiche