L'opposizione non ci sta: Pat Utomi, candidato del partito del
Congresso Democratico
Africano (Adc), ha definito i risultati delle elezioni “una frode
globale che non può essere tollerata” . Non sono solo gli sconfitti
a lamentarsi: lo stesso presidente uscente Olosegun Obasanjo ha ammesso
che le
elezioni “sono state scorrette”, aggiungendo però che non ci sarà un
nuovo voto.
Tutti in piazza. Ieri sono iniziate le prime proteste: nel nord, nella città di Kano, migliaia
di manifestanti dell'opposizione si sono riversati per le strade e la polizia
è intevenuta con gas lacrimogeni per disperdere la folla. I due principali candidati
dell'opposizione, Muhammud Buhari e il vice presidente Atiku Abubakar, hanno deciso
di portare la questione davanti alla giustiza. “Porteremo le nostre lamentele
davanti ad un tribunale” ha riferito oggi Tom Ekimi, portavoce congiunto dei due
candidati. Utomi si spinge oltre dichiarando che non intende fermarsi a qualche protesta di piazza: in
un'intervista alla Bbc ha dichiarato che “abbiamo visto rivoluzioni in tutto il
mondo, dall'Ucraina alle Filippine. Dobbiamo fare altrettanto”. L'intervento Max
van den Berg, europarlamentare e responsabile delle operazioni di voto in Nigeria,
chiarisce la situazione: “Le elezioni presidenziali in Nigeria non possono essere
considerate credibili e sono lontane dai criteri internazionali democratici di base. Il quotidiano locale
The Nation ha definito oggi il paese “lo zimbello di tutta l'Africa”, aggiungendo
che “non è certo quello che la Nigeria sognava”.
Violenze. Le elezioni sono state caratterizzate dalla mancanza di schede elettorali e
dall'abbondanza di morti nel paese. Un rapporto Ue ha reso noto che nei giorni
precedenti alle votazioni sarebbero almeno 200 le persone che hanno perso la vita
in seguito a scontri tra le varie fazioni. Venerdì nella città di Kaduna è stato
intercettato un veicolo che conteneva schede elettorali già compilate con la preferenza
per il Partito Democratico del Popolo al potere, quello del vincitore Yar'adua.
La mancanza di schede elettorali ha inoltre impedito il voto di molti cittadini,
di intere regioni secondo il Transition Monitoring Group (Tmc). Tre indizi fanno
una prova: azzeccata la formula di Berg che ha definito le elezioni “una parodia”.
Il nuovo presidente. Umaru Yar'adua non si è scomposto di fronte a tante critiche e oggi nella sua
prima dichiarazione pubblica da presidente ha lanciato un appello comune: “La
competizione è terminata e ora le nostre divergenze devono lasciare il posto all'interesse
per il bene del popolo”. Ai giornalisti che chiedevano cosa pensasse delle critiche
rivolte dagli osservatori internazionali ha risposto che “quella che si è appena
svolta è stata una delle migliori elezioni che la Nigeria abbia mai organizzato”.
Questo voto avrebbe dovuto garantire – per la prima volta dall'indipendenza del
paese – una transizione politica democratica. Sarà per la prossima volta.