26/04/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



I rifugiati somali resistono alle squallide condizioni di vita in Yemen
articolo tratto da Middle East Online 
 
La maggior parte dei rifugiati in Yemen è costituita da somali, 15mila dei quali vivono in condizioni di estrema povertà. Amnah Abdul-Hamid, 26 anni, è scappato dalla guerra in Somalia per cercare una vita migliore in Yemen. Ma da quando è arrivata, quattro anni fa, i suoi due bambini sono morti di diarrea e lei al momento è malata e inferma.

Profughi somali sulle spiagge di Ahrwar, in YemenUna comunità in difficoltà.
“Soffro di neurite cerebrale (un’infiammazione di uno o più nervi). Ho un urgente bisogno di aiuto, per procurarmi cibo e trovare dove dormire, visto che sono senza un lavoro”, dice Amnah, divorziata che dipende da una famiglia somala che vive ad al-Basateen, un’area a predominanza somala nella provincia di Aden. “Ho bisogno di lavorare, ma sono malata e la guerra nel mio paese mi impedisce di tornare”, dice. Come Amnah, moltissimi rifugiati somali confluiscono in una piccola stanza nel centro di al-Basateen, dove si incontrano i leader della comunità. Questo è il loro primo punto di riferimento quando hanno dei problemi. Per guidare la comunità somala e per indirizzare le loro richieste i rifugiati hanno scelto sette capi, tra cui anche alcune donne, rappresentativi delle loro tribù. Costituita sette anni fa, adesso la Somali Community Leadership (Scl) è senza risorse. “Ce la caviamo da soli, l’affitto del locale del partito viene pagato da Adra, una ong internazionale”, dice Mohammed Deriah, il principale leader della Scl.
Secondo lui, 15.540 rifugiati somali vivono nell’area di al-Basateen con la carta d’identità, mentre molti altri vivono lì senza documenti. “Nelle ultime tre settimane abbiamo ricevuto 2.550 rifugiati somali, che sono fuggiti dal loro paese per scappare dalla guerra”, dice ad all’agenzia Irin. Quasi tutte le case ad al-Basateen sono fatte di latta e fango. Il loro affitto mensile varia da 3.000 a 5.000 riyals yemeniti (circa 10-20 euro).

Profughi somali sulle spiagge di Ahrwar, in YemenCondizioni di povertà. L’aerazione e il sistema di fognature è pessimo. La zona è male organizzata e non asfaltata.  L’immondizia viene buttata fuori dalle case dato, che non ci sono bidoni dei rifiuti. Il dottor Fares Najeeb, capo della Charitable Society for Social Welfare (Cssw), una struttura sanitaria ad al-Basateen, afferma che la povertà e la cattiva condizione delle fognature sono le principale cause di malattie tra i rifugiati. Najeeb dice che le malattie comuni nell’area sono la diarrea, infiammazioni alle vie respiratorie e, in una certa misura, anche la malaria. I casi di malaria sono da lui stimati in 80 al mese. Inoltre, mensilmente, si verifica almeno un caso di tubercolosi. Nell’area ci sono solo due strutture sanitarie, una delle quali si occupa di bambini e madri. Le strutture sono state realizzate da Cssw, una ong locale, nel 1999. L’agenzia Onu per i rifugiati (Unhcr) li assiste, mentre il Ministero della Salute yemenita procura loro medicinali gratuiti e 43 operatori sanitari. Durante l’estate i residenti affrontano periodi di mancanza d’acqua e interruzioni della corrente elettrica. “Durante l’estate il governo raziona le forniture d’acqua  in questa zona. La stessa cosa si può dire dell’elettricità, e questo proprio nel momento in cui ne avremmo bisogno più che mai”, dice Deriah, uno dei leader della comunità.

Miliziano delle Corti islamiche in SomaliaUna situazione drammatica. Deriah aggiunge che la maggior parte dei bambini somali, pur avendo la possibilità di frequentare la scuola pubblica, non ci vanno. “Le famiglie non possono permettersi gli oggetti necessari come quaderni e uniformi scolastiche. Pochissimi ragazzi frequentano la scuola”. Le risorse dei rifugiati somali di al-Basateen dipendono principalmente da lavori umili, come lavare le macchine, lavorare nei cantieri e pulire le case. La rifugiata somala Habibah Hassan, 35 anni, dice di essere arrivata in Yemen sette anni fa, dopo che delle bande armate avevano legato suo marito, un ex colonnello del vecchio esercito nazionale somalo, gli avevano rubato più di 10mila euro e preso lei a calci nello stomaco, fino a causarle un aborto. Habibah descrive le condizioni di vita ad al-Basateen come miserabili. “Siamo arrivati in Yemen con la speranza di viaggiare verso un paese diverso ma, quando abbiamo fallito, mio marito era in un tale stato mentale che da allora è scomparso”. Erika Feller assistente all’Alto Commissariato dell'Unhcr, ha visitato lo Yemen e ha descritto la situazione dei rifugiati somali come angosciante. Ha richiesto aiuti addizionali per migliorare le loro condizioni. Secondo l’Unhcr, ci sono circa 100mila rifugiati in Yemen, la maggior parte dei quali somali. Lo Yemen è firmataria della Convenzione sui Rifugiati del 1951 e del Protocollo aggiuntivo alla stessa del 1967. 
Parole chiave: yemen, rifugiati somali, golfo di aden
Categoria: Diritti, Profughi, Salute
Luogo: Yemen