23/04/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Maria Cristina Secci, Aracne editore 2007.
scritto per noi da
Paolo Lezziero 
 
Frida Kahlo può essere considerata la più grande pittrice del Novecento. La sua vita è stata breve (47 anni) ma intensa e piena con libere e coraggiose scelte personali politiche e artistiche, amorose e vitali per la sua esistenza piena e anticonformista in tempi difficili per le donne.
 
La prima di copertinaSuo padre Wilhelm Kalo era un tedesco di Baden Baden che lasciò la sua patria a 19 anni per vivere in Messico. Sua madre Matilde Calderon y Gonzales era figlia di una messicana e di un indio. Dei quattro figli avuti Frida era la più ribelle. Il suo nome originario era Frieda, tipico nome tedesco che discende dalla parole "Fried" che significa "pace" e che lei, da adulta, cambiò in Frida per contestare la politica nazista della Germania.
Fu di salute cagionevole (a sei anni si ammalò di poliomielite) e sfortunata. Innamorata di uno studente, Alejandro Gomez Aria, si trovava con lui nell’incidente che le segnò tutta la vita. Il suo autobus si scontrò con un trenino, il corrimano la infilzò "come una spada contro un toro", fu per mesi fra la vita e la morte, subì una ventina di operazioni, ma aveva una forte personalità e seppe reagire salvandosi con la pittura. Il primo autoritratto lo donò ad Alejandro.
"E’ un personaggio complesso e intrigante", si legge nella premessa del volume. "Stati uniti d’America, America Latina e anche l’Europa la accolgono fra i propri miti".
 
Con Diego Rivera, suo grande amore"Lo specchio, che la madre fece appendere sul suo letto, serviva per vedersi da malata, ma anche per i suoi numerosi autoritratti e per manipolare la materia del suo corpo, per metterla in una nuova posa, per donarle colori e vita anche quando il fato sembrava accanirsi contro di lei. Il risultato fu un’esistenza da romanzo eroico, disseminata da accadimenti straordinari come l’unione col marito Diego Rivera o l’incontro con il leader russo Lev Trockij".
Il genere letterario. Il Diario scritto e illustrato dalla grande artista è composto da 171 tavole e si trova nella casa  "azul" dentro una vetrina di cristallo. Si presenta come un quaderno rilegato in pelle, sul dorso del quale appare l’iscrizione "Poems" e porta frontalmente le iniziali JK, perché appartenuto a Jokn Keats, il poeta inglese morto a Roma nel 1821.
 
La bellissima Frida KhaloLe pagine iniziano tra il 1942 e il 1944 e continuano sino alla sua morte , il 1954. L’anno prima Frida subisce l’amputazione della gamba destra e un crollo emotivo irrecuperabile.
Il suo è un diario un po’ particolare, coerente con il personaggio. Un assieme di "parole e immagini, colori e pennellate mescolate o limante". Il tutto arricchito da splendide fotografie di Lola Alvarez Bravo, che "rendono" a chi guarda la sua figura elegante, o per gli abiti che porta con il suo viso tormentato, mai banale. Splendida quella con la sua immagine riflessa nello specchio.
La sua pittura nasce da macchie di colore, che "si sviluppano liberamente impresse dal pigmento". I suoi ritratti e le tavole di colori brillanti, come gli ex voto, sono costituite da uno spazio pittorico e uno spazio testuale "quale una leggenda che spiega o accompagna il contenuto".
Ci sono orme di piede e di sole, orme di fiamme, olii bellissimi come ritratti doppi: "Le due Fride". Ex voto messicani, figure favoleggianti e fragili. E pezzi di grafie con scritture nervose e pasticciate, ma vitali e drammatiche
Parole chiave: libre lezziero, guerra pace,
Categoria: Donne
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