21/04/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Concluse le elezioni più importanti nella storia del Paese, lunedì sera i risultati
Si sono concluse le elezioni presidenziali nigeriane, dopo che nella giornata di sabato si sono registrati numerosi scontri in tutto il Paese (il bilancio parla di almeno una decina di vittime) e ritardi nell'apertura dei seggi. Gli osservatori internazionali hanno espresso perplessità sull'organizzazione, con alcuni seggi che hanno aperto anche cinque ore in ritardo rispetto al previsto per mancanza di schede, ma il capo della commissione elettorale nigeriana si è detto soddisfatto per la prova di maturità e di democrazia data dalla popolazione. I risultati dovrebbero esser resi noti lunedì sera.
Poliziotti controllano la sede della commissione elettoraleElezioni. Per la prima volta dall'indipendenza, ottenuta nel 1960, la Nigeria ha la possibilità di passare il potere da un'amministrazione civile all'altra. Non poco per un Paese che, fino al 1999, è stato governato da una serie di giunte militari, più preoccupate di spogliare i nigeriani dei proventi petroliferi che di garantire un futuro al Paese. Così oggi la Nigeria si trova a dover dipendere dal petrolio per il 90 percento delle proprie esportazioni, e a vivere in uno stato di guerra a ogni tornata elettorale. Le violenze e le irregolarità, segnalate dagli osservatori nelle elezioni dei governatori statali dello scorso sabato, avevano riguardato almeno un terzo dei seggi. Ciò ha spinto diciotto partiti dell'opposizione a decidere solo giovedì, dopo lunghi conciliaboli, di partecipare alle elezioni. Voci di schede elettorali precompilate intercettate nel nord del Paese, presso Kaduna, seppur smentite dalla commissione elettorale, ma non hanno certo contribuito a rasserenare l'ambiente.

Difficoltà. A tenere banco sono state in primis le questioni organizzative. La decisione della Corte Suprema, che lunedì scorso ha riammesso alle presidenziali il candidato Atiku Abubakar, precedentemente escluso per corruzione, ha costretto a ristampare tutte le schede a tempo di record. Il risultato è che gran parte di esse, venerdì pomeriggio, erano ancora in viaggio dal Sudafrica, suscitando dubbi più che legittimi sulla possibilità di distribuirle in tutto il Paese in poche ore. Per facilitare il compito, i seggi hanno aperto alle 10.00 ora locale invece che alle 8.00, ma in molte zone le schede sono state consegnate solo nel tardo pomeriggio, suscitando frustrazione in buona parte della popolazione.
Il presidente uscente, Olusegun Obasanjo, preferisce vedere il bicchiere mezzo pieno, sottolineando i progressi fatti registrare dal Paese dal 1960 a oggi e ricordando come, nonostante tutte le difficoltà e i problemi, dovuti all'inesperienza nel gestire simili eventi, la Nigeria stia vivendo un momento storico. Per l'occasione, più di 240.000 osservatori nazionali e internazionali (mandati dall'Unione Europea, dal Commonwealth e dalla Comunità Economica degli Stati dell'Africa Occidentale) hanno vegliato sulle elezioni. 
 
Schede elettoraliOsservatori. Tra di essi anche Vittorio Agnoletto, capo-delegazione degli osservatori del Parlamento europeo. "I rapporti dei nostri osservatori lanciano critiche durissime all'organizzazione delle elezioni di sabato scorso - riferisce telefonicamente a PeaceReporter - Molte persone sono state escluse dalle liste elettorali, alcune si sono ritrovate iscritte in altre regioni, alcuni minorenni vi sono entrati senza averne i diritti. Le elezioni andranno ripetute nello stato di Ibo, e probabilmente anche nel Plateau. E bisogna anche tener conto del fatto che è stato presentato un ricorso contro la riammissione di Abubakar, e che la Corte Suprema si pronuncerà solo martedì prossimo, a scrutinio finito". Nonostante ciò, gli aspetti positivi non mancano. "In questi giorni abbiamo incontrato molti network della società civile e associazioni per i diritti delle donne - prosegue Agnoletto - i quali hanno sottolineato come queste elezioni di per sé siano un grande risultato".

Matteo Fagotto

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