stampa
invia
Si sapeva. Che l'esecutivo Prodi avrebbe deluso parte del suo elettorato e dei suoi parlamentari,
rinunciando a dirottare parte delle spese militari verso quelle sociali, verso
la cooperazione e verso la riconversione civile delle industrie belliche. Si sapeva
anche che una parte delle nuove risorse verranno prelevate da un fondo alimentato
con il Tfr dei lavoratori di imprese private. Si sapeva, ma a dircelo, oggi, non
è un politico, bensì, addirittura, un militare. E di un certo rango. Si tratta
del capo di Stato maggiore della Marina militare, l'ammiraglio Paolo La Rosa.
E' lui che la settimana scorsa, durante la presentazione del 'Rapporto 2006' della
Marina, ha raccontato che, mentre il governo Berlusconi era stato costretto, suo
malgrado, a operare riduzioni di spesa, con l'esecutivo di centro-sinistra la
situazione è sensibilmente migliorata. "Il bilancio del 2006 non ci avrebbe consentito
di mantenere gli impegni programmati, mentre nel 2007 sono state ripristinate
risorse che ci consentono di farlo". Il rapporto parla di "assegnazioni in costante
riduzione nell'ultimo quinquennio". "Ma nel 2007 - ha spiegato La Rosa presentando
il rapporto alla stampa - c'è stata una significativa inversione di tendenza".
Portaerei d'avanguardia. Ecco così che la flotta navale italiana potrà essere riammodernata e adattata
alle nuove esigenze del teatro internazionale. Un teatro, secondo l'ammiraglio,
"sempre più caratterizzato dall'interconnessione globale di flussi economici,
sociali, culturali e anche militari". A dire: il Mediterraneo non è solo un gran
minestrone dove s'incrocia, si sovrappone e si mescola un po' di tutto, ma anche
un bacino sempre più allargato, che non è confinato allo Stretto di Gibilterra
a ovest e al Mar Nero a est, ma si estende, dice La Rosa, fino "al Mar Rosso e
al Golfo Persico". E quindi? Quindi costruiamo nuove navi, nuovi sommergibili
e nuove portaerei. I dati. Entro il 2009 verranno consegnate le fregate 'Doria'
e 'Duilio'. E' stato poi firmato il contratto per la prima tranche delle nuovissime
fregate multimissione (Fremm), un programma in cooperazione con la Francia che
prevede la costruzione, dal 2012 al 2020, di 27 nuovi natanti (per una spesa di
2 miliardi di euro) dieci dei quali destinati alla nostra Marina. Poi vengono
i sommergibili. Nel 2006 è stato consegnato alla Marina il sommergibile Todaro.
Alla fine di quest'anno lo seguirà il sommergibile Scirè. I due mezzi subacquei,
frutto di un programma italo-tedesco, sono definiti nel Rapporto "le più avanzate
unità subacquee convenzionali al mondo". Dal 2008, verranno realizzate altre due
unità. Ancora, a partire dal 2014 la Marina acquisirà 20 aerei Joint Strike Fighter,
velivoli di ultima generazione prodotti dalla Lockheed Martin. E' bene sottolineare
che molti dei mezzi di nuova costruzione andranno a sostituire vecchie unità in
via di pensionamento. Ma se la flotta navale italiana avrà un ridotto incremento
dal punto di vista quantitativo, l'ammodernamento sarà qualitativamente 'pesante'.
L'esempio più lampante è offerto dal 'fiore all'occhiello' della nostra Marina:
la portaerei 'Cavour'. Varata tre anni fa, dal prossimo anno prenderà il posto
della 'Garibaldi'. Avrà una stazza di 26.600 tonnellate (contro le 13.800 della
Garibaldi), una lunghezza di 237 metri (contro 181), un equipaggio di 1.300 uomini
(contro 800), e la possibilità di trasportare 20 aerei (invece dei 13 della Garibaldi).
A margine. La 'Cavour' è stata ultimata nei cantieri navali di Muggiano, La Spezia, dove ha sede la Oto Melara. A La Spezia verranno costruite anche le fregate della commessa Fremm. Sempre a La Spezia è stato eletto senatore il diessino Lorenzo Forcieri, attuale Sottosegretario alla Difesa. A lui, almeno, saranno grati gli elettori del Golfo e le maestranze dei cantieri di Muggiano. Grazie alle Fremm, il cui progetto è stato caldeggiato per anni dallo stesso Forcieri, avranno lo stipendio garantito per anni.
Luca Galassi