20/04/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



La violenza carioca sbarca in Tv e fa record di ascolti
scritto per noi da
Federico Frigerio 
 
 
Le avventure del milionario Miguel e della ragazza della favela Joana, trasmesse sulla rete Rede Record Network, fanno ascolti da record, battendo l’auditel delle partite del campionato carioca. Quale il vero senso: mostrare la vita violenta delle favelas per sensibilizzare i cittadini brasiliani oppure mettere in scena una comoda storia di amore e sangue per lanciare nuovi attori?

Sangue. La situazione della favelas brasiliane, e in particolare di quelle di Rio de Janeiro, è sempre peggiore. Nei giorni scorsi, nell'arco di una sola notte, sono state uccise 19 persone, fra trafficanti, poliziotti e semplici passanti. Oltre alla facilità con cui si può morire in questi quartieri quello che colpisce è l'illegalità onnipresente, la vera anima di queste case ammassate una sull'altra. L'iniziativa di due giovani volontari del sito riobodycount registra impietosamente le cifre di questo massacro: in media nove morti al giorno. Lo Stato non riesce ad intervenire efficacemente e nei giorni scorsi è stato proposto di dare via libera all'esercito. Nella claustofobia delle favelas l'unica cosa che si respira è la violenza. E se per una volta la tv insegnasse a deporre le armi?

Amore. Come nelle migliori sit-com, il bello (ed ereditiero) Miguel si innamora della altrettanto affascinante (ma povera) Joana. L’occasione del loro incontro è davvero fortuita: sono entrambi appassionati di arrampicata. Tutto bene quindi se non ci si mettesse l’ex di turno, trafficante di droga del quartiere, reduce da quattro anni di carcere. Ecco pronta la storia: la Rio dei milionari e quella delle favelas, i cui milioni sono le persone stipate come formiche. Nella telenovela “Vidas Opostas”, messa in competizione con le seguitissime partite di calcio, la violenza non è certo risparmiata: come in ogni soap che si rispetti, i personaggi scompaiono e vengono sostituiti altrettanto facilmente. In questo caso però lo scenario sono i quartieri malfamati della città: le scene sono girate in parte nelle favelas, in preda alle lotte tra il trafficante di droga del fittizzio gruppo criminale Morro del Torto e la fazione rivale, gestita da un poliziotto corrotto. Alexandre Avancini, direttore esecutivo di Vidas Opostas, ha dichiarato: “Mostriamo le cose che davvero accadono a Rio: favelas, trafficanti di droga, poliziotti corrotti e persone comuni coinvolte nel mezzo di tutto questo”. Avancini aggiunge che “quello che va in onda sono cronache di tutti i giorni, una visione a raggi X della vita delle favelas. L’intento è mostrare, non strumentalizzare”. La vita di una favelas mette in gioco molti protagonisti e la lotta per il controllo del territorio coinvolge trafficanti di droga, poliziotti e paramilitari, tra cui militano molti agenti corrotti. Questa situazione ambigua è mostrata anche nella soap: spicca una scena dove un ufficiale di polizia, dopo aver fortuitamente ucciso un passante, infila nelle mani di quest’ultimo una pistola, per fugare ogni dubbio. A questo riguardo Avancini ha dichiarato: “Siamo molto cauti nel mostrare i trafficanti quali unici cattivi”. In tutto fanno 210 episodi, programmazione fino a luglio: il successo è assicurato.

Questione di ascolti. La maggior rete del paese, la Globo, è subito corsa ai ripari. In una delle soap-opera del network è stata girata una scena in cui uno dei protagonisti muore incendiato all’interno di un autobus. Trovata che prende spunto da un fatto realmente accaduto nel dicembre scorso: in quel caso, che aveva visto protagonisti membri di bande rivali, erano morti nove passeggeri. Le telenovelas dunque come possibile luogo di dibattito sociale. In una puntata di Vidas Opostas ci si interroga sulla possibilità della liberalizzazione delle droghe come strumento per ridurre il crimine e l’illegalità. Le telenovelas, invenzione del tutto brasiliana, sono un momento imprescindibile della vita di molti carioca e possono quindi rappresentare uno dei modi più efficaci per trasmettere messaggi, positivi o negativi che siano. La tv è presente in ogni singola casa del Brasile, dalla villa alla baracca. Ignacio Cano, sociologo ed esperto di violenza carioca, di fronte al successo delle telenovelas ha dichiarato: “Credo che ricreare la realtà delle favelas in tv possa aiutare le persone a sviluppare un dibattito positivo sulla violenza, aiutando le persone a vedere quanto soffrano gli abitanti delle favelas”.

Stella Spinelli

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