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Attraverso l'Europa dell'est, la Turchia, l'Iran e il Pakistan lascerà tracce
della filosofia che li ha motivati: un pensiero giunto proprio dall'India, dall'insegnamento
del Mahatma Gandhi.
Il progetto si intitola Da Capitini a Gandhi, una strada per la non violenza. Nato un anno fa dalla collaborazione fra il Gruppo Teatrale Alia e la Regione
Umbria, Provincia e Comune di Perugia, si pone l'obiettivo di rianimare la cultura
della non violenza attraverso una serie di iniziative, che si svilupperanno sulla
rotta fra Perugia e New Delhi (India), che 14 artisti, partiti l'11 settembre
dall`Italia, stanno percorrendo in pullman . Quelli che seguono, sono degi estratti
dal loro diario di bordo.
Lubiana Il Pullman della pace e' partito. Come in un sogno utopico volge la prua verso
est, sulla via degli antichi mercanti della seta, e si affida al mondo. A quel
mondo che ancora crede nella convivenza, nel rispetto delle culture, nella pace
e nella compassione. Una testimonianza, come un granello di sabbia in un deserto,
ma pur sempre vissuta sulla pelle di dodici artisti di strada. E' facile parlare
di pace dai nostri comodi divani di casa, piu' difficile è viverla giorno per
giorno. A partire da noi stessi che, gomito a gomito, viviamo tutto il giorno
uno accanto all'altro dentro un Pullman. La prima tappa è Lubiana, la citta' fondata
da Giasone che scappo' dalla Grecia insieme agli argonauti dopo aver rubato il
vello d'oro al re Aital. Una citta' dal sapore austro ungarico, linda e ben organizzata.
Sorprende per l'oculata ristrutturazione e per il dedalo di piste ciclabili di
cui e' fornita. Facciamo il primo spettacolo:la gente si ferma, e' sorpresa, divertita.
Una pennellata di colore e poi verso Belgrado.
Il viaggio ha sempre piccoli problemi, alla frontiera, per problemi di visto
non hanno fatto entrare Patricia, la nostra regista e documentarista colombiana,
ma ci raggiungera` in Turchia. Abbiamo fatto una parata per strada distribuendo
volantini sul pensiero di Gandhi. La gente ci chiedeva come poter applicare questo
approccio non violento in questo mondo cosi` incontrollabile, dove l`individuo
si sente impotente in un sistema sociale troppo rapido e cinico. Non abbiamo la
risposta... la cercheremo insieme... Davanti a noi gli occhi penetranti di bambini
dalla risata facile in cui spicca un forte contrasto fra una mimica dura e tesa
e un sentimento divertito e caldo. Clown, giochi con passanti, musica incantevole
con la piva e il tambu ro, la chitarra, comicita` distratta dal tramonto, che fra i pensieri del quotidiano
si infiltrano sottili in dimensioni di sogno lucido. Grande attenzione al fachiro
mangia spade e sputa fuoco, con sguardi increduli, fra riflessi incendiati, tutti
noi sembravamo proiezioni uscite dal grigio delle nuvole.
Belgrado La carovana e`giunta a Belgrado proprio nel giorno delle elezioni del sindaco
della capitale, comprendiamo quindi il fermento delle autorita`e della gente
che vive una fase di profondo cambiamento locale. Siamo accampati in un parcheggio
e in realta`il tempo e`poco per rimanere. A un primo approccio la citta`sembra
voler abbandonare la memoria e pensare alla nuova era politica...vecchi palazzi,
segno indelebile del totalitarismo, rimangono rovine nella metropoli, sostituiti
da nuovi colossi in vetro e acciaio, specchi del capitalismo fino al cielo. La
gente appare vivace ...non sara` difficile creare un cerchio attraverso il quale
stabilire, con decisione, una connessione di idee sul concetto della nonviolenza
come approccio comunicativo, con gli spettacoli della carovana Alia.
Giornata particolare. Tutto e' immobile, fermo. La gente sembra rilassata nel
suo passeggio domenicale. In realta' e' in trepida attesa per i risultati elettorali.
Ne va del destino della Serbia. Siamo ancora in Europa ma le guglie ortodosse
gia' ci avvicinano a Costantinopoli. Anche il Pullman, pur cosi' colorato e vistoso,
passa anonimamente nel fermento mediatico. Di far spettacoli in strada non se
ne parla. Tutto e' rigorosamente bloccato e controllato. Partiamo per la Turchia
nel primo pomeriggio. Passiamo la frontiera che e' notte. Siamo stanchi e affamati.
Decidiamo di fermarci al primo villaggio che incontriamo. Una piazzetta, un ristorantino,
una ventina di uomini seduti ad oziare. Impatto incredibile. Facce esterrefatte
nel vedere il nostro bizzarro bus. Mano a mano il gelo si scioglie e prende piede
la curiosita'. Ci tempestano di domande. Un pullman che va in India? Siete matti.
Artisti di strada? Che significa? Ci fanno mangiare e bene. Ci offrono del te'.
Dalle case circostanti sono usciti altri uomini incuriositi. Si forma un crocchio
di un centinaio di persone attorno a noi. Ne approfittiamo per tirare fuori il
nostro strampalato circo. Dal bus delle meraviglie i mangiatori di fuoco, i giocolieri,
i musici, i mangiatori di spade. Risate e applausi fragorosi.
Istanbul Finalmente Istanbul, porta d'Oriente. Incontriamo Giorgio e Violetta, gli argentini.
Sono qua da quattro giorni. Per risparmiare le burocrazie di frontiera sono giunti
direttamente dall'Italia in nave. Siamo ospiti nel parcheggio privato, proprio
nel cuore della citta', dell'Istituto Culturale Italiano che ci mette a disposizione
anche i bagni. Il direttore, ex viaggiatore, e' molto carino con noi. Sale sul
bus e ci da buoni consigli per il prosieguo del viaggio. Stasera verra' a cena
con noi a casa di Ludwig, un tedesco, organizzatore del festival Tunel, uno dei
piu' grandi d'Europa di artisti di strada. Anche lui si sta dando da fare per
noi e ci ha rimediato i permessi per fare il nostro spettacolo in strada. A cena
verra' anche Pinar, ragazza 25enne, responsabile turca del Social Forum Internazionale
e del Comitato di emancipaz ione delle donne turche.
Istanbul e' una megalopoli bella e ben tenuta come una citta' europea ma dal
sapore d'Oriente. Ragazze vestite interamente di nero passeggiano accanto ad altre
in minigonna e con i piercing ostentati. Negozi di alta tecnologia accanto a bancarelle
di artigianato e di fronte ai centri commerciali ancora i pasticceri ambulanti.
Dobbiamo mettere a posto uno spettacolo che ancora vive di numeri isolati e ha
bisogno di trovare un'unita' di intenti. Ora che siamo tutti potremo mettere insieme
le singole e disparate esperienze artistiche. Domani mattina cominceremo le prove.
Carovana Alia
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