Abbiamo
smarrito la strada senza volerlo e con rabbia. Nessuno come noi l’ha
cercata così tanto e a costo della vita. In compenso non
vorremo né essere premiati né accusati di nasconderci
come dei codardi.
Moderati
e feriti. In questi tempi duri, molti, troppi intellettuali
occidentali, o presunti tali, dall’indice facile, ci puntano il
dito addosso chiedendo come se niente fosse: “Moderati dove
siete?”. Strano, come mai in questi anni di dittature e di buchi
neri nessuno ha sentito le nostre grida? E’ brutto pensare male, ma
può darsi che con la distanza, e questo splendido mare che ci
separa, con le sue spiagge dorate, sia facile distrarsi. I moderati
occidentali sono fatti così: tacciono spesso quando servono e
parlano quando è troppo tardi.
Democrazia e libertà è la bandiera
di tutti gli uomini liberi. C’è chi è fortunato e
l’ha guadagnata già il giorno della sua nascita, mentre
altri sono morti sognando un solo momento da veri essere umani.
“Mancanza d’informazione”, qualcuno si affretta a concludere.
Peccato che appena abbiamo avuto la prima TV libera e in stile
occidentale, al-Jazeera, i primi a lamentarsi e a metterla al bando
sono stati proprio i difensori degli oppressi, gli statunitensi.
Democrazia è la vergine madre di tutti gli aspiranti alla
libertà, ci fanno ricordare sempre. Peccato che se i risultati
delle elezioni non sono quelli previsti nei loro summit privati,
sono capaci di punire tutta la popolazione lasciandola morire di
fame. Ripensate, così la prossima volta non potrete sbagliare.
Fenomenali questi moderati occidentali, se convinti che una guerra è
ingiusta non si lamentano con i loro governi per aver scatenato
questa tempesta senza fine, si lagnano di non trovare le persone
giuste con cui dialogare. Siamo qui, sotto le bombe degli alleati,
chiusi nelle carceri di governi amici degli occidentali, dormiamo
nelle tende senza mogli né figli, persi in qualche frontiera
amica degli occidentali. Venite, vi prego, venite a cercarci che qui
fa buio presto.
Una sitauzione spinosa. Benvenuti
a voi coi vestiti eleganti e la parlata da filosofi, voi che prima di
entrare lasciate fuori i vostri lucidi stivali e vi tappate il naso,
qui di merda si vive e si muore da anni. Strano che non ve ne siate
ancora accorti. E dire che eravate l’unico sponsor in tutti questi
anni! Nessun governo arabo avrebbe potuto durare più di un
giorno senza il vostro sostegno. Monarchia o repubblica che sia,
hanno fatto i vostri interessi con l’unica garanzia di rimanere
solidamente sulle loro misere poltrone e per farlo hanno imprigionato
migliaia di persone innocenti, fatto sparire altrettanti disgraziati.
La loro unica colpa era la voglia delle tanto decantate libertà
e democrazia. Non è questo che voi decantate ai quattro venti?
Libertà e democrazia, sapeste quanta sofferenza e morti
inutili ci sono state nel mondo arabo sognando queste parole. Ci
credevano davvero invece sono stati lasciati marcire da soli. Non
cercate i moderati, non ci sono più, o meglio, non credono più
alle bugie occidentali. In mancanza d’altre prospettive, tutti
vorrebbero combattere alla loro maniera, non sono più disposti
a fare i mercenari per le cause altrui. Odiano i loro governi e
pensano che l’Occidente sia colpevole perché ha consentito o
ha chiuso gli occhi. Sono convinti che la pentola a pressione è
stata tenuta chiusa troppo grazie anche alla lunga mano dei vostri
governanti, la cui unica preoccupazione era solo avere quella firma
sui contratti di fornitura del gas, del petrolio, dei minerali… Il
resto è una guerra di disinformazione. Adesso che anche voi
avete conosciuto la paura, le morti inutili, le bugie, chiedetelo a
Gino Strada, non cercate di fare i signori e di camminare con la
punta dei piedi per non sporcare il vostro bel vestito. Entrate,
entrate e cercate di comportarvi da veri cristiani o da laici onesti,
qui di merda si vive e si muore da anni. E chi si scandalizza o parla
di religione è male informato o in malafede. Molti che si
fanno saltare in aria non sanno nemmeno da che parte sia La Mecca;
per loro un inferno è uguale a un altro.