23/04/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



La storia palestinese narrata da una centenaria, in fuga dal 1948
Fin dalla nascita dello Stato di Israele, nel 1948, la storia del popolo palestinese è stata caratterizzata da espropriazioni, campi profughi e sogni infranti. La vita è risultata tutt’altro che facile per i rifugiati del campo profughi di Khan Younis, nella Striscia di Gaza.

fatma mahmoudIl racconto. Nel corso di una vita lunga più di cento anni, una donna ha vissuto più di molti altri. E' Fatma Mahmoud, che ama narrare a sua nipote gli alti e bassi di una vita che ha già abbracciato un secolo. La vista le è calata, ma la sua memoria resta ancora ferrea. In questi giorni, si trova rinchiusa in un’improvvisata stanza di mattoni del campo profughi. “Abbiamo perso tutto. Sono nata molto tempo fa, i Turchi erano già qui. Ricordo quando giunsero gli Inglesi e anche quando i Turchi vennero costretti a lasciare la Palestina. Credo di essermi sposata a 20 anni. Ero a casa quando gli Ebrei ci costrinsero ad andarcene da Jaffa. Penso che avessi 50 anni. Ora come ora, non vedo la mia città da 60 anni”, racconta Fatma, che ricorda le strade di Jaffa, i suoi vicini, il giardino e il giorno che ha cambiato la sua vita e quella di migliaia di Palestinesi.
“Ero una donna carina – dice l'anziana - vivere a Jaffa era bello e quando gli Ebrei ci portarono via dalla nostra terra, perdemmo tutto. Fuggimmo dalla città a piedi, ricordo una marcia che durò molti giorni”.

il campo profughi di khan younisL’esodo. Gli unici oggetti che portò con sé da Jaffa furono alcuni vecchi vestiti e un contenitore in cui vi erano i soldi necessari e del pane cotto per i bambini.
Fatma possiede documenti egiziani e israeliani, che attestano che ha 90 anni. In seguito a una telefonata a sua figlia che vive in Arabia Saudita, e che resta l’unica ancora in vita, è giunta conferma che sua mamma è centenaria.
In seguito all’esodo del 1948, Fatma ha trovato rifugio a Gaza, si è recata con il marito sul Sinai, in Egitto, dove ha trascorso alcuni anni e, nel 1975, ha fatto ritorno a Gaza. Il marito e sei dei suoi figli sono morti. Itidal Ragab, nipote di Fatma, ha detto: “Mio padre è morto giovane, io avevo tre anni e mia sorella quattro. Perciò, mia nonna si è presa cura di noi. Spesso mi dice che avrebbe desiderato avere un figlio da lui che, quando fosse stata anziana, si sarebbe preso cura di lei. Starò molto male quando se ne andrà”. Il tempo ha impresso le sue tracce sul suo fragile corpo, è cieca, non riesce più a camminare. Il suo viso di Jaffa porta i segni di un secolo tumultuoso.
 Hashem Ahelbarra*