17/04/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



La fiera internazionale delle armi a Brescia continua a dividere ma attira tanta gente
scritto per noi da
Chiara Onger
 
Exa, la fiera internazionale delle armi a Brescia, è giunta alla sua 26^ edizione presentando quest’anno due novità: l’area D- Force, riservata agli operatori con licenza di pubblica sicurezza e l’area Shop, dove è possibile l’acquisto di alcuni tipi di armi. Ma movimenti animalisti e pacifisti non si arrendono all’economia della guerra.

una manifestazione contro la fiera delle armi - foto di chiara ongerVietato ai minori di 12 anni. Si conclude oggi la fiera di “Exa”, che si svolge ogni anno tra l’apparente indifferenza della maggior parte dei cittadini e la rabbia dei movimenti pacifisti.
Lo scorso anno, in soli 4 giorni di lavori, è stata registrata un’affluenza di circa 35.000 persone. Quest’anno, alle 16:00 del primo giorno, erano già quasi 12.000 i visitatori accorsi ai padiglioni espositivi.
Tantissime le donne e i giovani di ambo i sessi presenti all’evento e, purtroppo, anche alcuni bambini. In realtà sarebbe vietato l’ingresso ai minori di 12 anni, ma basta entrare per vedere coi propri occhi che questa regola non sempre viene rispettata.
A opporsi in prima linea a Exa, sin dalle sue prime edizioni, i movimenti animalisti. Questo perché la rassegna si presenta innanzitutto come fiera delle armi per la caccia e per lo sport. Quest’anno il comitato organizzativo NoExa è composto dalla Lega Anti Vivisezione (Lav) e dalla Lega per l’abolizione della caccia (Lac). Queste due associazioni hanno organizzato la manifestazione nazionale snodatasi tra le vie centrali di Brescia lo scorso 14 aprile, in concomitanza con l’inaugurazione della fiera. “Vogliamo dire no ad Exa tout court. No a un’economia basata sulle armi. No alla guerra e no anche alla caccia”, spiega Piercarlo Paderno, del comitato organizzativo, alla stampa. “La società considera normale il possesso di armi da fuoco in casa- continua Paderno- e l’assenso alla guerra comincia proprio da qui”. Oltretutto, con le armi definite da caccia, la scorsa stagione, sono state uccise circa 30 persone, raggiunte ‘per sbaglio’ da qualche colpo fuori mira.

un cartello in una fiera delle armiL’altra campana. “Exa è unanimemente riconosciuta come la terza fiera più importante nel mondo”, ha dichiarato, durante un’intervista rilasciata a una radio locale, Francesco Bettoni, amministratore delegato di Brixia Expo, tra gli organizzatori della manifestazione. Attraverso l’annuale fiera, secondo Bettoni, vengono valorizzati il lavoro e l’imprenditoria bresciana.
“Exa- continua l’amministratore- vuole anche promuovere quello che deve essere vanto, orgoglio e fiore all’occhiello dell’imprenditoria, non soltanto bresciana, ma anche italiana: la produzione e la commercializzazione delle armi sportive e da caccia”. Ma non è certo un segreto che le armerie bresciane producano anche armi militari, non certo utilizzate per il tiro al piattello.
A far trasalire ulteriormente sia il comitato organizzativo NoExa, sia le altre associazioni pacifiste, sono le due nuove aree allestite per la prima volta all’interno della manifestazione. Una è l’“Area Shop”, dove si possono acquistare, non solo gadget legati al mondo dello sport e della caccia, ma anche alcuni tipi di armi.
La seconda novità è costituita dall’ “Area D- Force”. Come si può leggere sul sito di Exa2007, questo spazio è dedicato “a tutti gli strumenti e le attrezzature normalmente utilizzati dalle forze dell’ordine e in dotazione ai corpi istituzionali italiani ed esteri”. L’accesso a quest’area è riservato ai soli ‘addetti ai lavori’, cioè a tutti gli operatori in possesso di licenza di pubblica sicurezza. È proprio questo off-limits a destare perplessità tra i pacifisti che si interrogano sul perché di tanta riservatezza.