La fiera internazionale delle armi a Brescia continua a dividere ma attira tanta gente
scritto per noi da
Chiara Onger
Exa,
la fiera internazionale delle armi a Brescia, è giunta alla
sua 26^ edizione presentando quest’anno due novità: l’area
D- Force, riservata agli operatori con licenza di pubblica sicurezza
e l’area Shop, dove è possibile l’acquisto di alcuni tipi
di armi. Ma movimenti animalisti e pacifisti non si arrendono
all’economia della guerra.
Vietato
ai minori di 12 anni. Si conclude oggi la fiera di “Exa”, che
si svolge ogni anno tra l’apparente indifferenza della maggior
parte dei cittadini e la rabbia dei movimenti pacifisti.
Lo
scorso anno, in soli 4 giorni di lavori, è stata registrata
un’affluenza di circa 35.000 persone. Quest’anno, alle 16:00 del
primo giorno, erano già quasi 12.000 i visitatori accorsi ai
padiglioni espositivi.
Tantissime
le donne e i giovani di ambo i sessi presenti all’evento e,
purtroppo, anche alcuni bambini. In realtà sarebbe vietato
l’ingresso ai minori di 12 anni, ma basta entrare per vedere coi
propri occhi che questa regola non sempre viene rispettata.
A
opporsi in prima linea a Exa, sin dalle sue prime edizioni, i
movimenti animalisti. Questo perché la rassegna si presenta
innanzitutto come fiera delle armi per la caccia e per lo sport.
Quest’anno il comitato organizzativo NoExa è composto dalla
Lega Anti Vivisezione (Lav) e dalla Lega per l’abolizione della
caccia (Lac). Queste due associazioni hanno organizzato la
manifestazione nazionale snodatasi tra le vie centrali di Brescia lo
scorso 14 aprile, in concomitanza con l’inaugurazione della fiera.
“Vogliamo dire no ad Exa tout court. No a un’economia
basata sulle armi. No alla guerra e no anche alla caccia”, spiega
Piercarlo Paderno, del comitato organizzativo, alla stampa. “La
società considera normale il possesso di armi da fuoco in
casa- continua Paderno- e l’assenso alla guerra comincia proprio da
qui”. Oltretutto, con le armi definite da caccia, la scorsa
stagione, sono state uccise circa 30 persone, raggiunte ‘per
sbaglio’ da qualche colpo fuori mira.
L’altra
campana. “Exa è unanimemente riconosciuta come la terza
fiera più importante nel mondo”, ha dichiarato, durante
un’intervista rilasciata a una radio locale, Francesco Bettoni,
amministratore delegato di Brixia Expo, tra gli organizzatori della
manifestazione. Attraverso l’annuale fiera, secondo Bettoni,
vengono valorizzati il lavoro e l’imprenditoria bresciana.
“Exa-
continua l’amministratore- vuole anche promuovere quello che deve
essere vanto, orgoglio e fiore all’occhiello dell’imprenditoria,
non soltanto bresciana, ma anche italiana: la produzione e la
commercializzazione delle armi sportive e da caccia”. Ma
non è certo un segreto che le armerie bresciane producano
anche armi militari, non certo utilizzate per il tiro al piattello.
A
far trasalire ulteriormente sia il comitato organizzativo NoExa, sia
le altre associazioni pacifiste, sono le due nuove aree allestite per
la prima volta all’interno della manifestazione. Una è
l’“Area Shop”, dove si possono acquistare, non solo gadget
legati al mondo dello sport e della caccia, ma anche alcuni tipi di
armi.
La
seconda novità è costituita dall’ “Area D- Force”.
Come si può leggere sul sito di Exa2007, questo spazio è
dedicato “a tutti gli strumenti e le attrezzature normalmente
utilizzati dalle forze dell’ordine e in dotazione ai corpi
istituzionali italiani ed esteri”. L’accesso a quest’area è
riservato ai soli ‘addetti ai lavori’, cioè a tutti gli
operatori in possesso di licenza di pubblica sicurezza. È
proprio questo off-limits a destare perplessità tra i
pacifisti che si interrogano sul perché di tanta riservatezza.