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Due guerre. La guerra contro il cancro annunciata negli anni '70 dal presidente Usa Nixon
e quella contro il terrore proclamata nel 2001 da Bush condividono un obiettivo
comune: eliminare un nemico. Nixon, nonostante l'impegno economico profuso nella
guerra in Vietnam, continuò a pompare denaro nella più grande istituzione per
la lotta al cancro statunitense, il National Cancer Institute (Nci). Oggi, invece,
Bush investe nella Difesa la quota più elevata mai stanziata da un presidente
statunitense: 625 miliardi di dollari. E all'Istituto per il cancro manco una
lira. Anzi: prima della scadenza del suo mandato, destinerà alla ricerca dell'Nci
2 miliardi di dollari in meno. A denunciarlo in un editoriale è la rivista scientifica
'Lancet', che riporta che i tagli arrivano proprio quando l'Nci, che compirà 70
anni il prossimo 7 agosto, si trova ad affrontare uno dei momenti più critici
della sua esistenza. Il direttore, John Niederhuber, lamenta la chiusura di laboratori,
tagli al personale, esperimenti e progetti costretti a fermarsi a metà per mancanza
di soldi.
Tagli alla sanità. La previsione di bilancio 2008 presentata al Congresso il mese scorso non contiene
note dolenti solo per la ricerca contro il cancro. L'amministrazione Bush taglierà
500 milioni di dollari per i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie,
800 milioni per l'Ente sanitario per i veterani, 500 milioni per l'Agenzia per
la protezione dell'ambiente e 78 miliardi di dollari, in cinque anni, per i pilastri
dell'assistenza sanitaria Usa, il Medicare e il Medicaid. La Commissione bilancio
del Congresso, riducendo i budget dei singoli Stati, impose lo scorso anno drastici
tagli anche a servizi odontoiatrici, oculistici e di salute mentale. Allora ci
rimisero anche molti bambini, costretti a rinunciare all'assistenza infermieristica
a domicilio. Le spese degli utenti sanitari Usa aumentano di anno in anno per
servizi medici come visite ambulatoriali o assistenza ospedaliera, così come per
i farmaci prescrivibili. Attualmente, sono 46 milioni le persone senza copertura
sanitaria negli Stati Uniti.
Il paradosso. Lo smantellamento della sanità statunitense arriva proprio nel momento in cui
i decessi per tumore mostrano per la prima volta un declino, ciò che prova l'efficacia
della strategia sanitaria adottata fino a oggi. Eppure, l'invio di nuove truppe
in Iraq e Afghanistan e l'aumento dei fondi per la Difesa a scapito della sanità
contiene un paradosso, ossia la possibilità che il carico a danno del National
Cancer Institute aumenti a dismisura, con un numero sempre maggiore di soldati
di rientro dal fronte che hanno sviluppato malattie neoplasiche a seguito dell'esposizione
all'uranio impoverito. Quest'ultimo è presente in diversi tipi di armamenti e
si ritiene possa originare patologie come la leucemia e alcune forme di cancro.
Luca Galassi