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Dimenticati ormai gli effetti benefici della “senza piombo”, introdotta a fine anni Ottanta dopo la scoperta della nocività di quella normale, gli Stati Uniti hanno appena introdotto un altro tipo di benzina che nelle intenzioni dei suoi inventori dovrebbe salvare un bel po' di vite americane: la “senza terrorismo”. Prodotta esclusivamente da piccole compagnie che raffinano petrolio estratto negli Usa e in Canada, la “terror-free petrol” si può trovare al momento solo in una stazione di servizio del Nebraska. Ma la pubblicità che sta avendo l'iniziativa potrebbe far spuntare presto nuovi impianti nel resto degli States.
L'iniziativa. L'idea è venuta a piccolo gruppo dal nome “Terror-Free Oil Initiative”. “I finanziamenti
al terrorismo vengono da un posto e quel posto è il Medio Oriente”, dice Joe Kauffman,
uno dei fondatori. “Volevamo mandare un messaggio alle compagnie petrolifere,
e cioè che in America siamo stufi marci di finanziare la nostra morte”. Così,
nel calderone delle compagnie proibite – elencate sul sito terrorfreeoil.org –
sono finite 42 compagnie che operano anche in Medio Oriente, comprese tutte le
“sette sorelle” che dominano il mercato del greggio. Tra i “virtuosi”, di conosciute
ci sono solo la brasiliana Petrobras e la russa Yukos. Il resto è composto da
piccole compagnie americane. In particolare, i seguaci del terror-free prendono di mira l'Arabia Saudita: principale produttore petrolifero al mondo,
storico alleato degli Usa con un rapporto però ambivalente, guastato negli ultimi
anni proprio dal terrorismo. “Finanziano le moschee radicali in tutto il mondo”,
dice Kauffman, “finanziano le madrasse dove i bambini imparano a odiare l'America”.
Ma è bandito anche il petrolio venezuelano, per i legami sempre più forti tra
Chavez e l'Iran di Ahmadinejad.
Nuovi impianti. La prima stazione di rifornimento con benzina esclusivamente “senza terrorismo”
ha aperto in febbraio a Omaha, in quel Nebraska che è uno degli Stati simbolo
della middle America conservatrice, timorata di Dio, sostenitrice di Bush e particolarmente suscettibile
alle paure di nuovi attentati contro gli Usa. Il modo in cui sono state decorate
le pompe di Omaha è rivelatore: la bandiera a stelle e strisce si mescola alle
immagini stilizzate delle Torri gemelle, del Pentagono e del “quarto aereo” degli
attentati dell'11 settembre, lo United 93 caduto in Pennsylvania. Secondo i proprietari,
alcuni clienti si sobbarcano decine di chilometri in più alla guida, pur di venire
a fare il pieno di “terror-free”.
Xenofobia islamica. L'iniziativa è stata dipinta da molti come l'ennesimo segnale di una crescente
xenofobia degli americani verso tutto ciò che sa di arabo e musulmano. Ma l'obiettivo
del raggiungimento dell'indipendenza energetica dal Medio Oriente è stato lanciato
anche dall'amministrazione Bush. Tuttavia, nonostante sia mediorientale solo il
nove percento del petrolio consumato negli Stati Uniti, la benzina di Omaha rischia
di non essere completamente “pura”. La compagnia Sinclair, al momento unica fornitrice
della “terror-free”, ha ammesso che parte del greggio che raffina in Oklahoma arriva con un oleodotto
che parte dal Golfo del Messico. Con petrolio proveniente da oltreoceano. Nero,
viscoso e pronto a infilarsi nei serbatoi delle macchine del Nebraska, per alimentare
i loro motori. Guarda caso, a scoppio.Alessandro Ursic
Parole chiave: terrorismo, benzina, arabia, saudita, medio, oriente, bush, energia, indipendenza