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Due buone nuove. “E' il trionfo della patria, non del
governo. Non ci sono vincitori né vinti, perché in una
vera democrazia tutti siamo vincitori”, ha dichiarato Correa
dall'Hotel Hilton Colon di Guayaquil da dove ha seguito lo spoglio
delle urne, poi rivolgendosi ai cittadini ha aggiunto: “Adesso
cerchiamo gli uomini e le donne migliori che ci rappresentino
all'Assemblea Costituente”. Poi, sulla scia dell'entusiasmo, ha regalato un'altra
buona notizia: il Paese ha saldato il suo debito
con il Fondo Monetario internazionale, una nuova era ha veramente
inizio.
Il passo successivo. Chiuse le iscrizioni, il 17 giugno il
tribunale elettorale vaglierà le candidature fino al 27 dello
stesso mese, e il 5 luglio successivo si aprirà la campagna
elettorale per tutti coloro che sono stati ammessi a concorrere per i
130 seggi dell'Assemblea. Quindi, saranno i cittadini a scegliere a
chi affidare la chiave del loro destino. La Costituente avrà,
infatti, pieni poteri e dovrà entrare in carica entro cinque
mesi da oggi. Avrà poi 180 giorni di tempo per redigere la
nuova costituzione e sottoporla al paese in un nuovo
referendum.
Il commento. Come spiega il professore di storia
dell'America Latina all'Università di Macerata, Gennaro
Carotenuto, “in ballo da mesi c'era il non cadere nella cosiddetta
trappola boliviana, per la quale ogni singolo articolo della nuova
Costituzione deve essere approvato dai due terzi dell'Assemblea. In
Ecuador, dopo un lungo braccio di ferro, sarà sufficiente solo
il 51 percento. Per Rafael Correa, entrato in carica lo scorso 15
gennaio, l'assemblea costituente è un passaggio fondamentale
nello sforzo di rifondare il paese, limitare il potere dei partiti e
aumentare i tratti partecipativi della democrazia ecuadoriana.
Correa, ha l'appoggio di almeno il 70 percento della popolazione ma,
pur avendo stravinto le presidenziali, non ha rappresentanza propria
in Parlamento. Per arrivare all'Assemblea costituente ha dovuto
vincere un lungo conflitto con il Parlamento, risolto solo dal
Tribunale Supremo. "Questa sarà l'opportunità definitiva per spingere il paese
in avanti. Sta arrivando la trasformazione profonda e irreversibile", ha voluto
sottolineare il presidente, fra strette di mano, abbracci e pacche sulle spalle
con i compagni di sempre.Stella Spinelli
Parole chiave: correa, ecuador, referendum costituzionale, stella spinelli