13/04/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Su internet una folle selezione dei 20 migliori video degli attentati in Iraq
La guerra in Iraq non smette di stupire. Sembra che, ogni giorno che passa, l'orrore e la violenza stabiliscano un nuovo record, bruciando le tappe precedenti. L'ultima trovata è la selezione, on line, del miglior video di azioni della guerriglia irachena.

un fotogramma del video dell'attentato al parlamento iracheno del 12 aprile 2007Testimoni della violenza. A organizzare il concorso il movimento Ansar al-Sunna, attivo in Iraq dal settembre 2003, su un sito web collegato alla formazione armata sunnita, nel quale è stato presentato ai visitatori un elenco di video degli attentati realizzati in Iraq. Il concorso, che si chiama Top 20 degli Ansar, mostra venti attentati compiuti contro le forze della Coalizione. “Serve a incoraggiare i mujahiddin (guerrieri) alla jihad e a porli in competizione tra loro”, spiega il delirante comunicato collegato al concorso, che espone anche i criteri adottati dalla giuria, spiegando come i 20 filmati siano stati classificati secondo “la sensibilità degli obiettivi da colpire, la posizione di sicurezza nella quale si è collocato l'operatore per riprendere il filmato, la qualità del filmato realizzato, la precisione nel colpire l'obiettivo, la qualità dell'esplosione e le scene riprese dopo l'attacco”. Il filmato che vince 'l'oscar del terrore' è quello che racconta di un attacco contro un veicolo militare statunitense, distrutto dall'esplosione di una Ied (le micidiali Improvised Explosives Devices), un ordigno artigianale piazzato lungo il ciglio di una strada di Baghdad.

l'esecuzione di saddam husseinUn conflitto mediatico. L'iniziativa di Ansar al-Sunna non è solo celebrativa e non è solo finalizzata all'accreditamento della formazione. Il conflitto in Iraq, fin dall'invasione delle truppe della Coalizione guidata dagli Stati Uniti nel marzo del 2003, si è caratterizzato più di altri conflitti contemporanei per la 'mediatizzazione' dello scontro. Internet è diventato strumento ideale di una 'contro-informazione' che, considerato come solo nel 2006 siano stati 65 gli operatori dell'informazione che hanno perso la vita in Iraq, finisce per essere quella prevalente. E a capirlo per primi sono stati proprio gli esponenti della Coalizione, che dal primo giorno hanno avuto a che fare con opinioni pubbliche ostili all'invasione del paese. Il primo episodio in questo senso è stato il video che mostrava i cadaveri dei figli di Saddam, e poi quello della cattura e dell'esecuzione dello stesso dittatore iracheno. Anche la guerriglia ha subito colto il potenziale delle immagini, inondando la rete di video che testimoniavano la durezza dell'occupazione militare, ma anche le barbare decapitazioni degli ostaggi, e i loro accorati appelli, accanto ai più tradizionali video-testamenti degli attentatori suicidi. E proprio per ottenere la massima visibilità degli attacchi, dopo 4 anni di guerra che sembrano non fiaccare l'insurrezione, si punta sempre più su operazioni che abbiano più risalto possibile. Ultimi esempi in questo senso gli attentati di ieri contro il Parlamento iracheno, per dimostrare che nessun luogo è sicuro, e sul ponte di al-Sarafiyah, uno dei più antichi di Baghdad, quindi dall'alto potere simbolico.

Christian Elia

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