13/04/2007
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Costruita una sindrome di fantasia negli Usa, per sensibilizzare sulla corretta informazione
Scritto per noi da
Simona Calmi
Un farmaco miracoloso e senza effetti collaterali per curare un
disturbo d'ansia nuovo di zecca, ultima scoperta in campo medico.
L'havidol promette di cancellare noia, stanchezza, stress, mancanza di
interesse e quant'altro: non aspetti della vita di ogni giorno, ma
sintomi della DSACDAD (Dysphoric Social Attention Consumption Deficit
Anxiety Disorder), una sindrome molto grave che affligge milioni di
persone in tutto il mondo, purtroppo ancora ignare della loro
condizione. Per saperne di più basta consultare il sito internet
ufficiale. L'unica avvertenza? Attenzione a non prendere il tutto sul serio,
perché l'havidol è solo una parodia, l'ultima trovata delle
associazioni dei consumatori americani impegnate sul fronte della
salute e della corretta informazione in campo medico, decise a giocare
la carta dell'ironia per dimostrare quanto sia facile convicere i sani
di essere ammalati.
Commercio in malattie. Basta infatti chiamare sintomi condizioni "normali"che vent'anni fa
nessuno si sarebbe sognato di curare, come la timidezza, l'eccessiva
vivacità dei bambini o il calo di desiderio sessuale, per non parlare
della calvizie o della menopausa. Una volta "inventata" una malattia,
si può proporre un farmaco per curarla. Gli anglosassoni lo chiamano "disease mongering" (traducibile in
italiano come "commercializzazione della malattia") e la stampa
specialistica ha cominciato a occuparsene da qualche tempo, esprimendo
preoccupazione riguardo ai messaggi inviati attraverso i media ai
consumatori, spesso privi delle conoscenze necessarie per distinguere
tra la corretta informazione e il marketing, tra una campagna di
sensibilizzazione e il tentativo di promuovere l'uso di farmaci quando
non ne esista la necessità. Già lo scorso anno il British Medical
Journal aveva pubblicato un finto articolo su un nuovo disturbo
caratterizzato da uno stato di pigrizia che nei casi peggiori poteva
persino diventare letale (perché i soggetti colpiti perdevano interesse
anche a respirare…). Il tutto aveva il sapore di uno scherzo da "pesce
d'aprile", con i commenti del dottor Leth Argos sul farmaco appena
approvato per la vendita, l'indolebant, eppure qualche giornale aveva
abboccato, prendendo sul serio la notizia.
Una campagna pubblicitaria completa. Ma stavolta le associazioni dei consumatori hanno fatto davvero le cose
in grande: hanno creato l'intera campagna di marketing coinvolgendo
artisti che lavorano in campo pubblicitario per ideare spot televisivi
(scaricabili da YouTube) che fanno il verso alle pubblicità degli
antidepressivi, vietate in Europa ma all'ordine del giorno negli Stati
Uniti, dove casalinghe depresse interrompono i programmi televisivi per
raccontare come hanno ritrovato il sorriso e la voglia di occuparsi di
casa e bambini grazie alle pastiglie.
E la campagna ha centrato il bersaglio, con un risultato più credibile
di quanto di pensi."La cosa che mi ha colpito di più è che molte
persone non si sono rese conto della parodia o della satira" ha
commentato una delle ideatrici della campagna. Notizie serie
sull'havidol, infatti, sono state trovate in molti siti che trattavano
i disturbi da panico e d'ansia, a riprova di quanto sia semplice
convincere le persone di essere malate e di aver bisogno di medicine.