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La petizione. La lettera di protesta contro Cheney ha già raccolto oltre 3.600 firme. La scelta
caduta sul vicepresidente non piace per le sue “fuorvianti dichiarazioni sulla
tragica guerra in Iraq”, per le “oltraggiose accuse partigiane rivolte all'opposizione”,
e per “l'uso di termini volgari al Senato” - un riferimento al giugno 2004, quando
Cheney mandò letteralmente a farsi fottere il senatore democratico Patrick Leahy.
Ma ai firmatari Cheney indigna anche per i “numerosi scandali riguardanti rapporti
dell'intelligence pasticciati”, intendendo la soffiata ai giornalisti sull'identità
di Valerie Plame, agente Cia e moglie di un ambasciatore che aveva accusato l'amministrazione
Bush di aver esagerato apposta la minaccia delle armi di distruzione di massa
irachene, per giustificare la guerra: per il caso è stato condannato il braccio
destro del vice di Bush, Lewis Libby. “Il signor Cheney”, si legge nel testo della
petizione, “semplicemente non è il modello a cui desideriamo vedere conferita
la responsabilità di parlare ai nostri migliori studenti”. Se l'intervento di
Cheney non sarà annullato, si chiede che almeno l'università inviti un esponente
dei Democratici in un'altra occasione.
Il codice d'onore. Nelle ultime settimane, intorno alla Byu sono state organizzate diverse manifestazioni
anti-Cheney a cui hanno preso parte centinaia di studenti. Le proteste hanno dovuto
svolgersi all'esterno del campus, come prevede il codice d'onore interno a cui
devono attenersi gli studenti. Tra le norme da seguire c'è quella di “essere onesti,
condurre una vita casta e virtuosa, astenersi dall'alcol e dal tabacco, usare
un linguaggio appropriato”, oltre a seguire la dottrina della Chiesa mormone.
All'entrata della Byu campeggia il motto “Entrate per imparare, andate avanti
per servire”, nella migliore tradizione missionaria della “Chiesa di Gesù Cristo
dei santi degli ultimi giorni”.
Verso la cerimonia. L'iniziativa anti-Cheney ha diviso l'università, e subito è spuntata una petizione di segno opposto, a favore della visita del vicepresidente. Finora, però, le
firme raccolte hanno superato di poco il migliaio. E intanto gli oppositori di
Cheney non demordono: per quel giorno stanno organizzando interventi “alternativi”
nei dintorni dell'università, dove tentano di portare anche Ralph Nader, il candidato
di sinistra indipendente che fu il terzo incomodo nelle elezioni del 2000. L'evento
a cui parteciperà Cheney sarà comunque un sicuro tutto esaurito, con gli oltre
22mila posti assegnati ai laureandi e ai loro parenti. In barba al codice etico,
c'è il rischio che parta qualche fischio.Alessandro Ursic