14/04/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Proteste per la visita di Cheney all'università simbolo dei mormoni statunitensi, una roccaforte repubblicana
Dei tanti posti in cui Dick Cheney può aspettarsi di essere contestato, difficilmente avrà mai pensato all'ateneo-simbolo dei mormoni nello Utah, stato dove nelle elezioni del 2004 prese il 71 percento dei voti. Ma è quello che potrebbe succedere il 26 aprile, quando il vicepresidente statunitense terrà il discorso di apertura alla cerimonia di laurea dell'università Brigham Young (Byu), bastione repubblicano in una delle terre più repubblicane degli Usa. Un gruppo di ex studenti della Byu ha lanciato una petizione online contro la scelta dell'ateneo di invitare Cheney, sostenendo che il numero due dell'amministrazione Bush è un personaggio dalle dubbie qualità morali, che con la sua presenza mina l'integrità di un'università nota anche per il suo rigido codice etico.

Una delle proteste contro CheneyLa petizione. La lettera di protesta contro Cheney ha già raccolto oltre 3.600 firme. La scelta caduta sul vicepresidente non piace per le sue “fuorvianti dichiarazioni sulla tragica guerra in Iraq”, per le “oltraggiose accuse partigiane rivolte all'opposizione”, e per “l'uso di termini volgari al Senato” - un riferimento al giugno 2004, quando Cheney mandò letteralmente a farsi fottere il senatore democratico Patrick Leahy. Ma ai firmatari Cheney indigna anche per i “numerosi scandali riguardanti rapporti dell'intelligence pasticciati”, intendendo la soffiata ai giornalisti sull'identità di Valerie Plame, agente Cia e moglie di un ambasciatore che aveva accusato l'amministrazione Bush di aver esagerato apposta la minaccia delle armi di distruzione di massa irachene, per giustificare la guerra: per il caso è stato condannato il braccio destro del vice di Bush, Lewis Libby. “Il signor Cheney”, si legge nel testo della petizione, “semplicemente non è il modello a cui desideriamo vedere conferita la responsabilità di parlare ai nostri migliori studenti”. Se l'intervento di Cheney non sarà annullato, si chiede che almeno l'università inviti un esponente dei Democratici in un'altra occasione.

Dick CheneyIl codice d'onore. Nelle ultime settimane, intorno alla Byu sono state organizzate diverse manifestazioni anti-Cheney a cui hanno preso parte centinaia di studenti. Le proteste hanno dovuto svolgersi all'esterno del campus, come prevede il codice d'onore interno a cui devono attenersi gli studenti. Tra le norme da seguire c'è quella di “essere onesti, condurre una vita casta e virtuosa, astenersi dall'alcol e dal tabacco, usare un linguaggio appropriato”, oltre a seguire la dottrina della Chiesa mormone. All'entrata della Byu campeggia il motto “Entrate per imparare, andate avanti per servire”, nella migliore tradizione missionaria della “Chiesa di Gesù Cristo dei santi degli ultimi giorni”.

Cartelloni a favore di Cheney in una manifestazione a favore della sua visitaVerso la cerimonia. L'iniziativa anti-Cheney ha diviso l'università, e subito è spuntata una petizione di segno opposto, a favore della visita del vicepresidente. Finora, però, le firme raccolte hanno superato di poco il migliaio. E intanto gli oppositori di Cheney non demordono: per quel giorno stanno organizzando interventi “alternativi” nei dintorni dell'università, dove tentano di portare anche Ralph Nader, il candidato di sinistra indipendente che fu il terzo incomodo nelle elezioni del 2000. L'evento a cui parteciperà Cheney sarà comunque un sicuro tutto esaurito, con gli oltre 22mila posti assegnati ai laureandi e ai loro parenti. In barba al codice etico, c'è il rischio che parta qualche fischio.

Alessandro Ursic

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