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Diritti sotto tutela. Così racconta, al quotidiano
saudita Arab News, una ragazza che si fa chiamare Zuleykha,
una delle13 giovani che vuole usufruire del King Abdullah
Scholarship Program, una specie
di progetto Erasmus dell'Arabia Saudita. Una studentessa come
tante, che vuole migliorare la sua formazione all'estero. Solo che a
differenza delle loro coetanee in giro per il mondo, Zuleykha e le
sue amiche non possono farlo da sole, a causa dei rigidi costumi
sauditi secondo i quali sarebbe inopportuno che una giovane fanciulla
si recasse da sola in un altro paese. Il progetto dunque, come
raccontato da Zuleykha, prevede la presenza di un accompagnatore
maschile, parente della studentessa che si reca all'estero. Solo che,
per ovvi motivi, è difficile per un padre o un fratello stare
un anno o più all'estero, per tutelare le studentesse. Ecco
all'ora l'idea di Zuleykha e delle sue compagne: un bel 'masfaar',
un matrimonio da viaggio. “Il nomignolo è stato affibbiato
dopo la nostra dichiarazione”, racconta Zuleykha, “in realtà
è tutto perfettamente legale e non contraddice i principi del
matrimonio islamico e con le nostre tradizioni, compresa
l'accettazione delle rispettive famiglie e la registrazione del
matrimonio”.
Polemiche e opportunità. Ma non tutti sono
d'accordo. “Questo tipo di matrimonio non esiste nell'Islam e ne
contraddice i precetti. E' basato solo su interessi personali, quindi
illegale e sbagliato”, tuona Zaid Maharsh, docente in legge
islamica. “L'unico scopo delle ragazze di oggi è la carriera
personale e il guadagno. Per raggiungere questi obiettivi, si
calpestano i valori tradizionali”, rilancia Nour al-Attas,
responsabile dell'uffico dell'Educazione islamica di Abu Arysh, “è
una vergogna che delle ragazze si prestino a una pratica del genere”.
Viste le reazioni si capisce per quale motivo, nell'intervista,
Zuleykha non riveli il suo nome reale. E c'è da scommettere
che lo stesso faranno le sue amiche. La situazione in Arabia Saudita,
per una donna, è questa. “Questa iniziativa aiuta le
studentesse a proseguire un percorso formativo di alto livello”,
spiega l'insegnante Safiya Ahmed ad Arab News, “il livello
dell'istruzione in Arabia Saudita non è perfetto, e le ragazze
devono inventarsi di tutto per andare avanti. Il masfaar non è
a tempo determinato, ma dura ugualmente tutta la vita. Non ci vedo
nulla di male”. “Qual'è il problema? Perchè non
posso viaggiare e completare i miei studi e poi tornare e aiutare il
mio paese?”, conclude Zuleykha, “chiediamo alla gente di capire
le circostanze e di non giudicare troppo in fretta”.red