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Perché si è sentita in dovere di firmare l’appello per il cessate il fuoco?
"Beh direi che è chiaro. Perché senza la pace è la fine della specie umana. Come
è stato detto, mi pare, da Kennedy o l’umanità metterà fine alla guerra o la guerra
metterà fine all’umanità."
Secondo Lei, Professoressa, basta deporre le armi per arrivare alla pace ?
"No assolutamente. Deporre le armi non sempre vuol dire essere in pace. La pace
non è assenza di guerra. La pace è un discorso che va oltre, la pace va elaborata
e costruita. Io ho detto molte volte che la guerra è stata monopolio, nella sua
gestione in proprio, del sesso maschile. E quindi alle donne va il compito più
difficile, più arduo di essere costruttrici di pace."
Che cos’è per lei la pace?
"La pace per me è uguaglianza, fratellanza. E' importante che le donne abbiamo
il compito, anche se molto duro, di portare cultura della pace. La pace è veramente
un processo di estrema difficoltà. Oggi è portato avanti da un ristretto gruppo
di persone di alto livello etico e alta capacità e questo, comunque, è un fatto
costruttivo, non negativo. Anzi direi molto positivo".
E’ importante educare i giovani alla pace?
"Tutti vanno educati alla pace, dai neonati ai bambini, agli adulti, devono essere
educati ad un mondo di fratellanza. Ecco questo è importante. Creare nelle nuove
generazioni una cultura di pace. Di questo aspetto io parlo a lungo nel primo
capitolo del mio ultimo libro."
Alessandro Grandi