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Paura in volo. Il dirottatore è entrato nella cabina di pilotaggio di un aereo della compagnia
Pegasus Air, minacciando di farsi saltare in aria se il velivolo non avesse invertito
la rotta in direzione dell'Iran. I piloti hanno fatto invece scalo nella capitale
Ankara, e l'uomo – che si è scoperto essere disarmato e privo di esplosivo – è
stato arrestato. I 178 passeggeri a bordo sono tutti illesi.
La questione di Kirkuk. L'atmosfera si era surriscaldata già sabato 7 aprile dopo i commenti del presidente
della regione autonoma del Kurdistan iracheno, Massoud Barzani. Il leader curdo
ha in pratica intimato alla Turchia di non impicciarsi della questione di Kirkuk,
la città irachena ricca di petrolio contesa tra curdi, arabi e turcomanni, il
cui status dovrebbe essere deciso con un referendum entro la fine dell'anno: se
il controllo verrà assegnato ai curdi, come è previsto succeda, la città diventerebbe
in pratica la capitale del Kurdistan iracheno e un catalizzatore per un ipotetico
stato curdo indipendente, eventualità che la Turchia vuole stroncare sul nascere,
anche con una minacciata invasione dell'Iraq.
Botta e risposta. “Kirkuk è una città irachena con identità curda, storicamente e geograficamente.
I fatti provano che Kirkuk fa parte del Kurdistan”, ha detto Barzani in un'intervista
alla tv satellitare Al Arabiya. “Alla Turchia non è concesso di intervenire nella
questione di Kirkuk e se lo farà, per conto di qualche migliaio di turcomanni,
noi interferiremo nelle questioni di Diyarbakir e dei 30 milioni di curdi in Turchia”,
ha continuato Barzani riferendosi al più grande centro del Kurdistan turco. La
risposta del premier turco Erdogan è stata lapidaria: “Barzani potrebbe essere
stato schiacciato dalle sue stesse parole”.Alessandro Ursic