stampa
invia
I danni all'economia. La siccità dura da sei anni e l'economia ne risente. Nell'ultimo inverno, le
esportazioni di frutta e verdura sono calate del 60 percento, in particolare per
il crollo del raccolto di grano. Nei primi rapporti del 2007, l'Ufficio nazionale
per l'agricoltura ha previsto un dimezzamento dei raccolti di cotone, coltura
che richiede grandi quantità d'acqua, e un crollo del 90 percento della produzione
di riso. Il governo di John Howard ha calcolato che la siccità dovrebbe togliere
tre quarti di punto percentuale al prodotto interno lordo per il 2006-2007. Per
assistere le aziende colpite dalla scarsità di piogge, Canberra ha quasi raddoppiato
(più 83 percento) i sussidi agricoli.
Nuovi progetti. Oltre a tirare la cinghia, nel Paese sono in via di elaborazione diversi progetti
per la fornitura d'acqua. Il prossimo luglio, Sydney inizierà la costruzione di
un impianto di desalinizzazione, che renderà potabile l'acqua di mare. Perth ha
già un'infrastruttura simile, Adelaide e Melbourne ci stanno pensando; ma questi
progetti hanno provocato le proteste degli ambientalisti, perché tali impianti
richiedono una grande quantità di energia per funzionare. Ancora più controverso,
però, è un progetto della città di Brisbane, per far diventare potabile l'acqua
delle fogne. Le autorità locali avevano promesso un referendum per decidere; ma
poi hanno imposto il loro “sì”, sostenendo che non si poteva correre il rischio
di affossare il progetto. Lo stato dell'Australia Occidentale, tra i più colpiti
dalla scarsità di piogge, ha anche pensato a un acquedotto lungo oltre 3.500 chilometri,
per trasportare acqua da una regione ricca di precipitazioni. Il progetto, ritenuto
troppo costoso, è saltato. Ma se la tendenza non si rovescerà, l'Australia potrebbe
essere costretta in futuro a escogitare soluzioni ancora più radicali.Alessandro Ursic