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L'accusa. A richiederlo è
stato il Tribunale superiore di Manizales. L'indagine verte su
svariati contratti che l'ormai dissolto Cartello di Medellín,
capeggiato dal famigerato narcotrafficante Pablo Escobar, ha fatto
sottoscrivere a militari ed ex militari stranieri, ingaggiati come
mercenari al soldo degli squadroni illegali, formati per gestire il
narcotraffico e combattere la guerriglia di sinistra, attiva in
Colombia dagli anni Sessanta. In particolare si fa riferimento
all'Autodifesa Unita della Colombia, il gruppo di ultradestra più
organizzato e numeroso del Paese, che è accusato di omicidi,
eccidi, soprusi e sfollamenti forzati.
Chi sono i paramilitari.
Nonostante i suoi membri siano per la maggior parte entrati nel
programma di smobilitazione previsto dalla legge Giustizia e Pace
voluta dal presidente Alvaro Uribe, l'Autodifesa Unita della Colombia
è ancora viva e vegeta e continua a imperare vivendo di luce
propria, ben oltre qualsiasi Cartello del narcotraffico, oltre
qualsiasi capo mafioso. L'Auc è diventata una piovra gigante i
cui tentacoli tutto toccano. Nessuno dei tre poteri ne è
immune. Il paramilitarismo è entrato nel legislativo,
nell'esecutivo e nel giudiziario, manovrando leggi, decisioni e
sentenze. È degli ultimi mesi lo scandalo della
“para-politica”, che ha riempito le carceri di parlamentari,
amministratori e agenti segreti collusi con i paras, e che ha portato
alla luce i nomi delle multinazionali costrette a riconoscere di aver
finanziato i gruppi illegali. Un marasma di scandali che sta portando
gli indici della finora incrollabile fiducia dei colombiani nel
governo ai minimi storici.
Punta dell'iceberg. Sono sei i
parlamentari della maggioranza finiti dietro le sbarre per reati
quali creazione di gruppi paramilitari, narcotraffico e omicidio, e a
far loro compagnia Jorge Noguera, ex direttore del Das (la polizia
segreta alle dirette dipendenze della presidenza della Repubblica)
nonché ex console di Milano. Accusato di essere il mandante
dell’omicidio di numerosi attivisti sociali, di aver escogitato una
frode elettorale (quando era direttore regionale della prima campagna
presidenziale del presidente), di aver riciclato denaro proveniente
dal narcotraffic, e di mantenere costanti rapporti con alcuni dei
capi paramilitari più influenti della costa Caraibica. Noguera
è già costato caro al presidente Uribe: “ metterei la
mano sul fuoco per lui” aveva dichiarato a novembre difendendolo a
spada tratta. È di ieri, invece, la notizia di sei sindaci di
una regione petrolifera e di allevatori arrestati perché
avevano favorito in ogni modo capi paras. Stella Spinelli
Parole chiave: Paramilitari, medellin, pablo escobar, israele, mercenari, guerra, pace, Farc, Eln, stella spinelli