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Ciao piccolina mia!
Come stai? Hai visto che finalmente ti scrivo una letterina tutta per te?
Lo sai che ho sempre tanti lavori da fare ma sai anche che, come mi dici sempre
tu, noi due “ci portiamo dentro il cuore”.
Ma ora avevo proprio voglia di scriverti un pochino, di parlarti... lo sai che
mi manchi tanto e che non vedo l’ora di stare un poco insieme a te, a giocare,
a fare i nostri giretti nei boschi oppure anche a casa a “fare i disastri”!
Beh, ti do una bella notizia: forse presto sono a casa, che vuol dire tra un
mese e mezzo!
Così possiamo stare insieme io, te, la mamma, i nonni, la nostra cagnolona, i
nostri tre gattini e le nostre galline (beh, le galline le lasciamo nel pollaio
perchè puzzano un pochino!).
Io sono molto contento di venire a casa presto, così mi riposo un pochino, certo,
poi dovrò tornare ancora in Iraq ma non per tanto tempo.
Qui lo sai che c’è sempre tanto bisogno... Ti ricordi? Mi dicevi sempre che eri
contenta del lavoro che faccio. E che se devo partire, beh, devo partire. Perchè
ci sono tante persone che hanno bisogno.
Lo sai che dicono che la guerrà è finita, che ormai non ci sono più i bombardamenti,
che la gente non si spara più con i fucili e con i cannoni.
Un pochino è vero, ma solo un pochino. La settimana scorsa sono stato a Baghdad
perchè dovevo lavorare. Ma a Baghdad c’è ancora tanta confusione, sai, la città
è piena di militari, soldati, carri armati.
Ogni tanto alcune persone mettono delle bombe che uccidono chi non c'entra nulla.
E così adesso anche i soldati sono spaventati e se magari ti dicono di fermarti,
ma tu non capisci, loro ti sparano. Tieni conto che i soldati e quelli che abitano
qui non parlano la stessa lingua, e non è facile che si capiscano, e dunque diventa
facile che gli uni sparino agli altri.
Avevo proprio paura l’altro giorno. Dicevo al mio autista di andare piano e di
stare attento ai posti di blocco, e per fortuna non ci è successo niente.
Ma, lo sai, tre giorni fa hanno messo cinque bombe a Baghdad, una anche dove
lavoravano dei miei amici della Croce Rossa, e quando sono scoppiate hanno ucciso
e ferito tantissime persone.
Ero proprio triste, loro non c’entravano niente con la guerra, volevano solo
aiutare altre persone, ma qui ormai ognuno fa quello che vuole.
Poi la sera siamo andati a casa della sorella di un nostro amico, ci ha fatto
da mangiare delle cose buonissime.
Appena è arrivato il buio volevamo accendere la luce ma in quella parte della
città ogni tanto la corrente va via, così siamo rimasti al buio e non potevamo
neanche vedere la televisione.
Loro che abitano in quella casa non erano spaventati o preoccupati, tanto sono
abituati.
Non potevamo neanche uscire di casa perché a quell’ora è vietato andare in giro
nella città, e se i soldati ti vedono che non hai il permesso ti prendono e ti
portano in prigione.
Ma se sono spaventati magari ti sparano anche.
Così, io me ne sono andato a letto presto!
Poi, sono tornato nel mio ospedale nel nord dell’Irak... qui ci sono meno pericoli,
non abbiamo tanta paura, però arrivano sempre dei feriti che magari sono stati colpiti
in altre città.
E soprattutto, come sai, arrivano i bambini che saltano sulle mine o che si bruciano
con delle brutte stufe che usano nei loro villaggi.
L’altro giorno è arrivata una bambina di quattro anni. Sai, era proprio piccolina.
Era a giocare vicino a casa sua, come facciamo noi quando andiamo a giocare sulla
“collina degli indiani” sai?
Beh, stava giocando con delle robe che trovava per terra, dei pezzetti di legno,
delle pietre, (ti ricordi quando abbiamo trovato la pietra con le conchiglie?).
Questa bambina ha trovato un pezzo di ferro tutto rotondo come un Cd, con una
cosa grossa in mezzo, al posto del buco. Appena lo ha preso è scoppiato. Era una
mina.
Lei si è fatta tanto male, quando è arrivata in ospedale la sua mano destra era
tutta rotta e purtroppo abbiamo dovuto tirarla via. Ma quello che è peggio che
alcuni pezzetti le sono andati anche negli occhi rovinandoli, e ora lei non può
più vedere. Ero molto triste sai, pensavo che non è giusto che i bambini non possano
giocare in pace... e poi si è fatta veramente tanto male e adesso non potrà più
usare la mano che non c’è più. E non potrà più vedere, come mi dici tu, “le cose
belle del mondo”.
Sai perchè hanno messo quella mina? Io non lo so esattamente, forse l’hanno messa
mentre combattevano e poi sono scappati perchè i loro nemici stavano arrivando.
Solo che quando è arrivata la bambina nessuno sapeva che su quel prato c’erano
delle mine e lei si è fatta male.
Ogni tanto mi sento stanco a vedere tutte queste cose, ma questo poi te lo racconto un’altra volta...
Papà