03/04/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Il presidente chiede l'aiuto della comunità internazionale, decine di vittime in due giorni
scritto per noi da
Antonella Sinopoli
 
il bus distrutto lunedì in Ampara: sedici morti, tutti civiliL’esercito cingalese ha dichiarato martedì mattina di avere ucciso “ventitré ribelli” in alcuni scontri a fuoco nel distretto orientale di Batticaloa. Mentre la popolazione sta ancora piangendo le vittime dell’attentato di ieri nel distretto di Ampara, che ha ucciso sedici civili e che il governo di Colombo imputa alle Tigri Tamil (Ltte). Le avvisaglie c’erano tutte perché si potesse prevedere questa nuova escalation del conflitto che sta insanguinando il nord est dello Sri Lanka: la fuga da interi villaggi delle popolazioni, i profughi approdati sulle coste a sud dell’India, il primo attacco aereo da parte dei combattenti delle Tigri Tamil, qualche giorno fa, diretto ad una base dell’esercito cingalese non lontano dall’aeroporto internazionale della capitale Colombo.

il leader delle Tigri, Velupillai Prabhakaran, posa circondato dai suoi pilotiFino all’attentato di lunedì, proprio nel giorno in cui il presidente del Paese cingalese, Mahinda Rajapaksa, partecipava al Meeting dei capi di Stato della South Asian Association for Regional Cooperation a New Delhi. Un’occasione per ribadire legami e prospettive commerciali dei Paesi che ne fanno parte, ma anche l’opportunità di aprire una finestra sulla grave situazione che lo Sri Lanka sta vivendo nella speranza di coinvolgere altri Paesi ad arginare la determinazione dell’Ltte. Parole precise in proposito le ha spese Palitha Kohona, da un anno designato dal capo dello Stato coordinatore delle trattative di pace tra il governo e l’Ltte. Kohona, nel corso di una informale sessione dei lavori ha sottolineato ai rappresentanti provenienti da India, Pakistan, Maldive, Bangladesh, Bhutan, Nepal e Afghanistan, il bisogno di lavorare insieme per frenare i canali di finanziamento al terrorismo rinforzando il lavoro delle agenzie statali. Un terrorismo, ha insistito, che opera in un modo o nell’altro in tutti i paesi dell’area investendo dunque la responsabilità di tutti i governi a combatterlo. Il governo dello Sri Lanka, attraverso pubbliche dichiarazioni sollecita anche l’Europa e, in particolare il governo britannico, a controllare all’interno delle comunità Tamil che vivono in quei paesi e a frenare la raccolta di fondi che, a loro avviso, servirebbe a finanziare la guerra.

soldato dell'esercito cingalese All’interno del governo cingalese rimangono però posizioni discordanti sulla modalità di affrontare la nuova ondata di violenza e la capacità dei Tamil di portare avanti, apparentemente senza cedimenti sostanziali, una guerra che ormai prosegue da oltre vent’anni con scarsi momenti di tregua. All’indomani dell’attacco aereo delle Tigri Tamil, il primo ministro Rathnasiri Wickramanayaka ha sottolineato che il governo non ha intenzione di negoziare con i ribelli. Contrariamente a quanto indicato invece dal ministro degli esteri Rohitha Bogollagama: “Il nostro governo crede che ci sia bisogno di parlare, esplorare tutte le strade possibili per arrivare alla pace”. Contrasti che non aiutano ad uscire dall’impasse, come non ha certamente aiutato  la scelta dei Tamil di utilizzare la forza aerea. L’attacco della settimana scorsa ha spiazzato il governo e l’opinione pubblica anche se, nei giorni successivi all’attacco aereo alla base cingalese, i giornali locali hanno ricordato che il possesso di aerei da parte delle Tigri Tamil non era sconosciuto e che proprio un giornale di lingua hindu ne aveva fatto menzione. In ogni caso il presidente Rajapaksa  ha voluto rassicurare che le forze di sicurezza non si faranno più trovare impreparate da attacchi provenienti dall’aria. E laddove i mezzi tradizionali di controllo militare non fossero sufficienti il capo dello Stato ha annunciato che la Forza aerea governativa avrà a disposizione un numero telefonico, il 116, dove chiunque potrà chiamare per denunciare “aerei sospetti”.
Categoria: Diritti, Guerra, Politica, Popoli
Luogo: Sri Lanka