stampa
invia
Stop agli attacchi. Secondo la
rete britannica Bbc, lo stop alle attività dell'esercito del
Mahdi è venuto dallo stesso Moqtada Sadr, che lo scorso 14
marzo aveva invitato i suoi sostenitori a cessare gli attacchi.
Secondo il presidente iracheno e l'amministrazione Bush, invece,
l'inattività delle milizie sciite è una conseguenza del
successo dell'operazione militare per la sicurezza, in corso da sei
settimane nella capitale. “La gente ha iniziato a collaborare con
le forze di sicurezza contro il terrorismo” ha dichiarato Talabani
lodando il piano, “per non parlare del fatto che l'esercito del
Mahdi è diventato inattivo” ha concluso, spiegando che da
giorni non ci sono notizie di denunce di attacchi contro i civili
sunniti.
Tal Afar. La scorsa settimana
miliziani sunniti hanno attaccato la città di Tal Afar, nel
nord del paese, con due camion bomba che hanno provocato la morte di
152 sciiti e il ferimento di oltre 500 persone. É stato uno
degli attacchi più sanguinosi dall'inizio della guerra, ma non
l'unico episodio contro gli sciiti: solo nella scorsa settimana le
vittime sciite sono state più di 400. Prima, ad ogni attacco
sunnita seguiva una ritorsione da parte delle squadre della morte
sciite, tra cui l'esercito del Mahdi. Un meccanismo da guerra
settaria riproposto anche dopo l'attacco di Tal Afar, che è
stato seguito da decine di omicidi di civili sunniti. Negli ultimi
giorni invece, pare che i tentativi di attacco da parte dei miliziani
sciiti siano ripetutamente falliti. Secondo Joost Hillerman, analista
dell'International Crisis Group, i gruppi sunniti hanno alzato il
tiro per “provocare Moqtada Sadr e spingerlo a reagire con nuovi
attentati, esponendo così le sue milizie agli attacchi da
parte delle forze Usa, che ultimamente hanno arrestato e ucciso
numerosi elementi dell'esercito del Mahdi”.
Operazione sicurezza. L'operazione
per la sicurezza a Baghdad si è concentrata soprattutto contro
le squadre della morte sciite, responsabili delle violenze settarie e
infiltrate nella polizia, nonostante il fatto che la maggior parte
degli attacchi contro le truppe statunitensi sia stata opera di
miliziani sunniti. Dall'inizio di marzo le truppe Usa compiono raid e
arresti nelle strade del sobborgo sciita di Baghdad, Sadr City, ma
non sono state in grado di proteggere i civili dagli attacchi.
“Questi eventi dimostrano che il piano di sicurezza deve essere
gestito dagli iracheni, non dagli americani -dichiara un parlamentare
sciita- . Il movimento di Sadr viene attaccato mentre gli estremisti
(sunniti, ndr.) sono liberi di muoversi nel paese e fare quel che
vogliono”. Il numero delle vittime a marzo è stato di 1861
persone ma, nonostante questa mattanza, il senatore Usa John Mc Cain
ha dichiarato al Congresso che: “Gli americani non hanno una chiara
immagine di quel che accade in Iraq. Non vedono il crollo degli
omicidi, l'istituzione dei posti di controllo nelle città e
tutti gli altri progressi fatti”. Naoki Tomasini
Parole chiave: Mahdi, Talabani, Al Sadr, Milizie, squadre della morte, John Mc Cain