“Il presidente Romano Prodi assicura che il governo
italiano sta facendo un serio lavoro, da governo a governo, per
l'nterprete afgano Adjmal Nakshbandi e per Rahmatullah Hanefi. Nel caso del nostro
Rahmat, questo 'serio lavoro' potrebbe essere fatto in un minuto: una richiesta
pubblica e ufficiale di immediato rilascio”. Così Gino Strada, al telefono con
PeaceReporter, risponde alle ultime dichiarazioni di Romano Prodi.
“Già ieri ho sentito sui telegiornali le
dichiarazioni del ministro degli Esteri”, dice Gino Strada, “e
apprendo che ‘il governo sta facendo tutto il possibile’. Vorrei che D’Alema
definisse il ‘possibile’. Nel possibile rientra il fare una richiesta
ufficiale, pubblica e motivata, da governo a governo, di immediato rilascio di
Rahmatullah Hanefi? Perché se questo non è stato fatto, se non è stato chiesto,
allora non è stato fatto tutto il possibile”.
Gino Strada è fermo nelle
parole e nelle richieste. Sono passati undici giorni da quando l’uomo chiave
dell’ospedale di Emergency a Lashkargah è stato prelevato dai servizi di
sicurezza afgani. Senza accuse, senza documenti ufficiali, senza notizie se non voci che parlano di
tortura. “Rahmatullah Hanefi, dipendente di un’organizzazione italiana, stava
lavorando, su richiesta del governo italiano, in base ad accordi presi tra il
governo italiano e quello afgano. Stava lavorando, peraltro, gratuitamente:
faceva il volontario per il governo italiano. Se il governo italiano ha il
coraggio delle proprie azioni, deve fare una richiesta ufficiale, motivata e
pubblica di immediato rilascio di una persona che da undici giorni si trova
prigioniera perché ha agito per conto del governo italiano. Questo, deve fare
il governo”.
“Non ci può bastare la richiesta della Farnesina, di cui pure ho letto sui
giornali di ‘fare luce sulla posizione di Rahmatullah Hanefi’”, prosegue Strada.
“‘Fare luce’ su
qualcosa, in un certo linguaggio italiano, significa di solito fare sprofondare
tutto nel buio. Non è stato chiesto ai talebani di fare luce sulla
posizione di Mastrogiacomo. E' stato chiesto di liberare Mastrogiacomo.
Ed è quello che il governo italiano deve fare con il governo afgano. Una
richiesta pubblica, ufficiale e motivata di liberare subito Rahmatullah Hanefi”.